Parrocchia di San Giulio


Vai ai contenuti

Menu principale:


Per non dimenticare

La parrocchia > I sacerdoti

Padre Giorgio

Negli appunti di Giorgio abbiamo trovato 5 pagine dattiloscritte che descrivono passo dopo passo tutto quello che ha fatto e provato dal 5 febbraio 1995, quando ha accusato i primi sintomi, al 5 ottobre 1995, quando ha iniziato la chemioterapia. Ora, se consideriamo che dal 5 febbraio 1995 al 5 ottobre 2003, ci sono 3164 giorni, di cui 587 a bucarsi la pancia, 108 a fare prelievi o ecografie o piccoli interventi, tanti altri a fare visite, altri ancora ricoverato nei vari ospedali: quanti giorni ha trascorso serenamente, senza pensare ai risultati che avrebbero dato le analisi o cosa avrebbe detto quel medico o perché c’era quel nuovo sintomo o perché i dolori gli facevano compagnia sia di giorno che di notte?
3164 giorni sono 8 anni! … ma quanto dura un CALVARIO?
E il pensiero va ancora a quelli che, come Giorgio, soffrono a causa di una malattia; quale dramma vivono tutti i giorni! 1,2,3,…3164 e se sono più fortunati 3165, 3166, ….
Giorgio ha avuto il conforto di tanti amici che gli sono stati vicini, lo hanno ascoltato, lo hanno sostenuto, lo hanno “sopportato”, lo hanno aiutato; Dio ne renderà loro il giusto merito.
Merito spetterà a Giorgio che, nonostante la malattia, ha sempre cercato di aiutare chi aveva più bisogno, riservando un sorriso per tutti. A volte era un po’ “orso” (provate a rileggere i numeri sopra), era taciturno (stesso consiglio di prima, vedi i numeri sopra), era scorbutico (per caso avete letto i numeri sopra?), ma i suoi parrocchiani gli hanno sempre perdonato tutto, ce lo aveva confidato tempo fa: “per fortuna ho i miei parrocchiani”.
La sua malattia non si vedeva esteriormente, ma ha sofferto tanto dentro, cercava di nascondere i suoi dolori e malumori, ma guardandolo attentamente si riusciva ad intuire la silenziosa sofferenza.


A PADRE GIORGIO
Con poche parole essenziali
Hai risolto tanti mali,
Compagno di giochi e d’allegria
Di qualunque Parrocchia fosse la compagnia;
Sei stato un amico sincero
Per chi ti seguiva davvero
Quante generazioni di bimbi belli e buoni
Son passati sotto i tuoi consigli e metaforici schiaffoni…

Ti voglio bene, caro P.G.

Ci vedevamo raramente, ma con profitto
L’aiuto che hai dato a chi faceva la fatica di cercare

È grande come le onde del mare,
Grande come le tue spalle da montanaro

Nonostante quel male ti avesse reso meno forte,
Ma sempre proiettato sul da farsi,
Su iniziative da seguire, ragazzi da crescere,
Chiese da mandare avanti.
E questo nonostante l’amarezza
Di qualche collega che non credevi capace di alcune bassezze,
Chè qui a Bravetta ancora non ci si crede
Che la festa s’è fatta, quella “di fede”
Con tutto lo sfarzo delle più belle occasioni,
Anziché nel doveroso rispetto per il pericolo di vita di un compagno di fede e d’opinioni.
Grazie di tutto, P.G., Scusa se te lo scrivo solo qui.
Roma, 8 ottobre 2003

con affetto da Claudio Tosoni.



Padre Guido

Sei stato una persona mite e umile di cuore, proprio come Gesù ci invitava ad essere. Ma dietro la grazia della tua sensibilità nascondevi forza, coraggio e saggezza.
Non ti abbiamo dimenticato. Anzi tante coase ci ricordano di te, come quando passiamo accanto al piccolo giardino della Croce e lo vediamo appassito e ingiallito. Subito pensiamo a te che avevi cura di tutti, anchge dei fiori.

Home Page | Come navigare | La parrocchia | I sacramenti | La liturgia | La bacheca | Gli eventi | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu