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Gli eventi
Andare in Terra Santa non è solo un viaggio straordinario, è soprattutto fare esperienza della reale presenza di Dio nella storia dell’uomo e della sua azione di edificazione della comunità ecclesiale. Sin dal nostro arrivo in quella terra benedetta noi pellegrini di Monteverde ci siamo sentiti invadere dal desiderio di ricercare le nostre radici cristiane e lì, nella Palestina di oggi, abbiamo trovato conferma della nostra identità come chiesa di Cristo.
Sulle strade di Gesù
Dal 29 agosto al 6 settembre 2008, quarantanove parrocchiani di San Giulio e di Regina Pacis, accomunati dal desiderio di ripercorrere l’esistenza terrena di Gesù, hanno voluto lasciare per otto giorni la loro vita ordinaria per diventare pellegrini dello Spirito.
Per i cristiani, l’incontro con Gesù avviene ovunque si celebri l’eucaristia, non occorre per questo recarsi in Palestina. Ma ripercorrere le stesse strade, toccare le stesse cose e condividere le stesse emozioni degli apostoli a duemila anni di distanza ha un fascino enorme che supera ogni descrizione. Come Pietro, abbiamo seguito Gesù nel suo viaggio verso Gerusalemme, abbiamo ascoltato le sue parabole, ci siamo commossi alla vista della Città Santa, siamo rimasti incantati sul Monte delle Beatitudini e abbiamo pianto sulla via dolorosa.
L’itinerario
Il viaggio è iniziato a Nazareth, luogo dell’Annunciazione dell’Angelo a Maria e dell’infanzia di Gesù èd poi proseguito per Cafarnao e il lago Tiberiade, dove è ambientata tanta parte dei vangeli.
E’ seguita la visita al Tabor, un piccolo monte della Galilea dove Gesù si è trasfigurato davanti agli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni. Lì ci è parso di toccare il cielo, tanto suggestiva è stata la silenziosa atmosfera.
La stessa sensazione di “percepire” la presenza di Gesù l’abbiamo avuta sul Monte delle beatitudini, davanti al mare di Galilea: il sole, il vento, il profumo dell’erba, il riflesso di luci sul lago, l’incanto di un silenzio primordiale e le parole eterne del vangelo ci hanno portato in estasi.
Abbiamo proseguito poi lungo il Giordano fino aGerico per risalire a Betlemme, luogo della nascita di Gesù e quindi a Gerusalemme, luogo della sua morte e resurrezione.
Le impressioni più forti
Spesso la devozione dei fedeli ha sommerso i luoghi della memoria con stupende sovrastrutture murarie che segnano si con certezza il posto da venerare, ma che ti fanno perdere la sua visione originale. Se si aggiunge il fiume di gente che, passando senza sosta davanti ai resti sacri, ti trascina via con sé come un fiume in piena, si comprende come le impressioni più forti le abbiamo avute in luoghi solitari e poco frequentati. Nessuno di noi potrà dimenticare lo spettacolo emozionante della città di Gerusalemme vista da quello stesso punto dove Gesù pianse prevedendo la sua fine o la visita alla casa di Elisabetta in Aim Karem dopo un percorso immerso nel verde e nella pace, lontano dagli insistenti venditori.
Essere pellegrini in Terra Santa ci fa capire che questa terra ci ospita temporaneamente, ma non è la nostra vera patria: è solo un passaggio verso la casa del Padre. E noi, guardando la Gerusalemme di quaggiù, abbiamo vissuto in pieno la sensazione del pellegrinaggio verso la Gerusalemme di lassù.
Le nostre guide
In buona parte il merito di tutto è da attribuirsi alla nostre guide. La loro presenza premurosa e fraterna ci ha evidenziato la bellezza dei luoghi, la ricchezza della loro storia e la loro profonda spiritualità.
Maria Silvia, messa a disposizione dall’Opera Romana, ci ha accompagnato con entusiasmo e professionalità fornendoci una preziosa assistenza in tutti gli aspetti logistici e culturali. Il suo carattere forte e deciso, persino impietoso, ha avuto la meglio sulla nostra tendenza alla pigrizia, riuscendo a imporre a tutti orari incalzanti e percorsi obbligati dalla mattina alla sera. La stanchezza si è fatta sentire ogni giorno di più, ma, in compenso, le visite ai luoghi santi sono state numerose e le giornate si sono chiuse sempre ricche di informazioni storico ambientali. Senza questo prezioso contributo non sarebbe stato possibile percepire l’atmosfera dei vari luoghi e ricevere l’eco della loro storia.
Padre Riccardo e Padre Livio hanno invece curato amorevolmente lo spirito di questo pellegrinaggio e hanno celebrato le nostre messe con ispirati commenti alle letture sacre relative ai luoghi visitati.
Padre Riccardo ci ha dato una ennesima testimonianza della sua profonda cultura religiosa e sensibilità, dando prova di una rara capacità di vivere e far vivere ai suoi ascoltatori il senso vero delle scritture. Così, a Cana, sul Tabor, sulle rive del lago, sul Monte delle Beatitudini, e perfino tra la folla al Santo Sepolcro, abbiamo vissuto momenti di rara pace e serenità: ci siamo sentiti discepoli senza tempo, liberi dalle preoccupazioni, lontani da ogni bisogno e leggeri come le nostre preghiere che salivano al cielo.
Padre Livio ha sapientemente animato il gruppo non solo con la sua giovanile esuberante personalità, ma anche con una interpretazione delle parabole evangeliche così schietta, semplice, immediata da lasciare un segno profondo nel nostro cuore.
Ancora oggi, a diverse settimane da questa splendida esperienza, sentiamo di essere stati per un po’ una unica grande famiglia nella casa del Padre e questo lo dobbiamo alle nostre guide. Grazie a tutti e tre.