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La liturgia
I tempi liturgici
Il ritmo dell’anno liturgico alterna feriale e festivo, solenne e ordinario. Da tempi ben caratterizzati - non a caso definiti “forti” - come l’Avvento, la Quaresima, il Tempo di Pasqua, si passa al tempo dell’anno, il cosiddetto "Tempo Ordinario". Le grandi solennità della Pasqua e del Natale lasciano il posto a uno stile vivace e sobrio insieme: è questo il tempo propizio per riscoprire e valorizzare in tutta la sua ricchezza la Domenica, giorno dell’incontro settimanale con il Signore risorto. Giorno che ritma l’anno liturgico e ci richiama con forza a un rapporto equilibrato tra lavoro e riposo; giorno in cui salvaguardare in mezzo a tutto il nostro “fare” uno spazio di gratuità per celebrare l’amore di Dio che ci salva.
Il tempo liturgico non è una nozione. Esso è vita; è dare spazio vitale allo Spirito di Cristo, presente nel vivere quotidiano del cristiano. Perciò lo si capisce meglio vivendolo che non parlandone. Se qui se ne parla, è per comprenderlo più completamente e quindi per viverlo esaurientemente. Il tempo cosmico in cui si svolge e si sviluppa la storia dell'umanità, se lo si coglie nel suo senso genuino conferitogli dal Creatore, è "tempo di Dio", come di Dio è lo spazio e ogni essere. Il tempo liturgico è il "tempo di Dio"; però: in Cristo Gesù. E solo in Cristo che l'uomo vive, dato che lui, il Signore, è la struttura e l'orientamento interiore della storia stessa