Parrocchia di San Giulio


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La casa sulla collina

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Ormai è diventata una tradizione: la settimana prima di Natale, i ragazzi del catechismo, guidati dai loro catechisti, presentano un recital in chiesa. E' un modo simpatico di entrare nel clima natalizio, prima di celebrare nella liturgia la festa della nostra Redenzione.
Titolo della recita del Natale 2009: "La casa sulla collina". La vicenda è ambientata a Valfiorita, un paesino che, come dice il nome, è adagiato in una valle ricca di verde e di fiori. Il luogo preciso della nostra storia è però una casetta che sorge su una collina appena fuori dal paese.
Si avvicina il Natale e, come in ogni altra parte del mondo, il paese è in subbuglio: in chiesa i chierichetti sono impegnati attorno alla "corona d'Avvento", nelle vie illuminate compaiono gli zampognari con le loro nenie natalizie, personaggi come Babbo Natale e la Befana attirano l'attenzione di tutti con i loro doni.

Ma soprattutto quello che interessa è un'iniziativa rivolta principalmente ai ragazzi: un concorso a premi il cui tema suona così: "Natale è ...". Ognuno deve creare un piccolo capolavoro e dargli poi una definizione.
La nostra storia segue quattro simpatici ragazzi che hanno aderito all'iniziativa. Per cercare un po' di muschio, si recano nei pressi della casa sulla collina. Qui l'inquilino, un vecchio esploratore, li aiuta a realizzare i loro progetti, spiegando loro anche il significato di ciò che essi hanno pensato di realizzare.
E così, anche noi veniamo a sapere, per esempio, che la "poinsettia", comunemente conosciuta come "stella di Natale", affonda le sue radici nel Messico degli Aztechi, dove veniva offerta ai sovrani come segno del loro ruolo di "guida" dei loro sudditi (un po' come la stella polare per i naviganti). Solo nell'800, per merito di un certo Robert Poinsett (da cui il nome scientifico del fiore) divenne famosa nel resto del mondo. Entrata poi nella tradizione cristiana, diventa un fiore che offriamo a Gesù, vera "stella polare" della nostra vita.


La recita ci ricorda e ci fa rivivere anche la leggenda tedesca dell'origine dell'albero di Natale. Quella del boscaiolo che, smarritosi nella foresta la notte di Natale, accende delle candeline su un albero per dare un segno della sua presenza. Udendo poi il suono di una campana che annunciava la Messa di Mezzanotte, ritrovò la strada per tornare a casa.
La rappresentazione ci fa poi rivivere i momenti più belli della Notte Santa: la nascita di Gesù, la presenza degli Angeli, la visita dei Pastori ...in seguito la venuta dei Magi. Vicende che già conosciamo, ma che riviviamo ogni anno con gioia. Al termine, tutti i partecipanti vengono a rendere omaggio al Bambinello.
Mettere tutto questo in scena è un po' faticoso (scenografia, costumi, prepa razione dei canti, dei suoni, delle luci...), tenendo anche conto di aver a che fare con un centinaio di ragazzi! Ma è bello lavorare insieme e sentirsi poi, al momento della messa in scena, parte di una grande famiglia.



p. Giorgio

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