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I sacramenti > La confessione
(fonte: www.maranatha.it)
Il mistero della riconciliazione nella storia della salvezza
Disegno misericordioso del Padre manifestato in Cristo.
Il Padre ha manifestato la sua misericordia riconciliando a sé il mondo per mezzo di Cristo, ristabilendo la pace, con il sangue della sua croce, tra le cose della terra e quelle del cielo. Il Figlio di Dio, fatto uomo, è vissuto tra gli uomini per liberarli dalla schiavitù del peccato, e chiamarli dalle tenebre alla sua luce ammirabile. Per questo, ha cominciato la sua missione in terra predicando la penitenza e dicendo: «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1, 15).
L'insistente richiamo dei profeti
Questo invito alla penitenza, che più volte già s'era fatto udire per bocca dei profeti, preparò il cuore degli uomini all'avvento del regno di Dio con la voce di Giovanni Battista, che venne a «predicare un battesimo di conversione per il perdono dei peccati» (Mc 1, 4).ripreso e intensificato nelle parole e nei fatti da Cristo Gesù. Gesù poi non soltanto esortò gli uomini alla penitenza, perché abbandonassero il peccato, e di tutto cuore si convertissero a Dio, ma accolse anche i peccatori e li riconciliò con il Padre. Guarì pure gl'infermi, per dare un segno del suo potere di rimettere i peccati. E infine morì egli stesso per i nostri peccati, e risuscitò per la nostra giustificazione.
Il potere di rimettere i peccati trasmesso da Cristo agli Apostoli
Per questo, nella notte in cui fu tradito, e diede inizio alla passione salvatrice, istituì il sacrificio della nuova Alleanza nel suo sangue, per la remissione dei peccati, e dopo la sua risurrezione mandò sugli Apostoli lo Spirito Santo, perché avessero il potere di rimettere i peccati o di ritenerli, e ricevessero la missione di predicare nel suo nome, a tutte le nazioni, la penitenza e la remissione dei peccati.Fedele al mandato del Signore, Pietro, a cui il Signore aveva detto: «Ti darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra, sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra, sarà sciolto nei cieli» (Mt 16, 19), nel giorno della Pentecoste predicò il perdono dei peccati per mezzo del Battesimo: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati» (At 2, 38). e sempre esercitato dalla Chiesa. Da allora, mai la Chiesa tralasciò di chiamare gli uomini dal peccato alla conversione, e di manifestare, con la celebrazione della penitenza, la vittoria di Cristo sul peccato.
La remissione dei peccati e la riconciliazione:
a) nel Battesimo
Questa vittoria risplende anzitutto nel Battesimo. In esso, il vecchio uomo viene crocifisso con Cristo, perché sia distrutto il corpo del peccato, e perché noi non siamo più schiavi del peccato, e risorgendo con Cristo, viviamo ormai per Iddio. Per questo la Chiesa professa la sua fede in «un solo Battesimo, per il perdono dei peccati».
b) nella Eucaristia
Nel sacrificio della Messa viene ripresentata la passione di Cristo; il suo corpo dato per noi e il suo sangue per noi sparso in remissione dei peccati, nuovamente vengono offerti dalla Chiesa a Dio per la salvezza del mondo intero. Nell'Eucaristia infatti Cristo è presente e viene offerto come «sacrificio di riconciliazione», e perché il suo santo Spirito «ci riunisca in un solo corpo».
c) nel sacramento della Penitenza
Più ancora, il nostro Salvatore Gesù Cristo, quando conferì ai suoi Apostoli e ai loro successori il potere di rimettere i peccati, istituì nella sua Chiesa il sacramento della Penitenza, perché i fedeli caduti in peccato dopo il Battesimo riavessero la grazia e si riconciliassero con Dio. «Acqua e lacrime non mancano alla Chiesa: l'acqua del Battesimo, le lacrime della Penitenza».
La riconciliazione dei penitenti nella vita della chiesa
La Chiesa è santa.Cristo «ha amato la Chiesa, e ha dato se stesso per lei, per renderla santa » (Ef 5, 25-26), e l'ha unita a sé come sua sposa; e poiché essa è il suo Corpo e la sua pienezza, Cristo la riempie dei suoi doni divini, e per mezzo di essa comunica a tutti gli uomini la sua verità e la sua grazia. ma i suoi membri possono peccare. Le membra però della Chiesa sono esposte alla tentazione, e spesso cadono miseramente in peccato. E pertanto, «mentre Cristo "santo, innocente, senza macchia" (Eb 7, 26), non conobbe il peccato (2 Cor 5, 21), e venne a espiare i soli peccati del popolo (cfr. Eb 2, 17), la Chiesa, che comprende nel suo seno i peccatori, che è santa, ma bisognosa sempre di purificazione, mai tralascia di far penitenza e di rinnovarsi».
La penitenza nella vita e nella liturgia della Chiesa
La Chiesa pratica la penitenza In molti e diversi modi il popolo di Dio fa questa continua penitenza e si esercita in essa. Prendendo parte, con la sopportazione delle sue prove, alle sofferenze di Cristo, compiendo opere di misericordia e di carità, e intensificando sempre più, di giorno in giorno, la sua conversione, secondo il vangelo di Cristo, diventa segno nel mondo di come ci si converte a Dio. Tutto questo la Chiesa lo esprime nella sua vita e lo celebra nella sua liturgia, quando i fedeli si professano peccatori, e implorano il perdono di Dio e dei fratelli, come si fa nelle celebrazioni penitenziali, nella proclamazione della parola di Dio, nella preghiera, negli elementi penitenziali della celebrazione eucaristica.
Nel sacramento poi della Penitenza, i fedeli «ricevono dalla misericordia di Dio il perdono delle offese fatte a lui, e insieme si riconciliano con la Chiesa, che è stata ferita dal loro peccato, ma che mediante la carità, l'esempio e la preghiera coopera alla loro conversione».
Riconciliazione con Dio e con la Chiesa
Il peccato è offesa fatta a Dio e rottura dell'amicizia con lui; scopo quindi della penitenza è essenzialmente quello di riaccendere in noi l'amore di Dio e di riportarci pienamente a lui. Il peccatore che, mosso dalla grazia di Dio misericordioso, intraprende il cammino della penitenza, fa ritorno al Padre che «per primo ci ha amati» (1 Gv 4, 19), a Cristo, che per noi ha dato se stesso, e allo Spirito Santo, che in abbondanza è stato effuso su di noi.
Ma «per un arcano e misericordioso mistero della divina Provvidenza, gli uomini sono uniti fra di loro da uno stretto rapporto soprannaturale, in forza del quale il peccato di uno solo reca danno a tutti, e a tutti porta beneficio la santità del singolo», e così la penitenza ha sempre come effetto la riconciliazione anche con i fratelli, che a causa del peccato sempre hanno subito un danno a causa della corresponsabilità nella colpa. Non di rado, anzi, gli uomini si collegano nel commettere ingiustizia; è giusto quindi che siano solidali anche nel far penitenza; liberati così dal peccato per la grazia di Cristo, potranno essere nel mondo, insieme con tutti gli uomini di buona volontà, operatori di giustizia e di pace.
Il sacramento della Penitenza e le sue parti
Il discepolo di Cristo che, mosso dallo Spirito Santo, dopo il peccato si accosta al sacramento della Penitenza, deve anzitutto convertirsi di tutto cuore a Dio. Questa intima conversione del cuore, che comprende la contrizione del peccato e il proposito di una vita nuova, il peccatore la esprime mediante la confessione fatta alla Chiesa, la debita soddisfazione, e l'emendamento di vita. E Dio accorda la remissione dei peccati per mezzo della Chiesa, che agisce attraverso il ministero dei sacerdoti.a)
La Contrizione
Tra gli atti del penitente, occupa il primo posto la contrizione, che è «il dolore e la detestazione del peccato commesso, con il proposito di non più peccare». E infatti «al regno di Cristo noi possiamo giungere soltanto con la “metànoia", cioè con quel cambiamento intimo e radicale, per effetto del quale l'uomo comincia a pensare, a giudicare e a riordinare la sua vita, mosso dalla santità e dalla bontà di Dio, come si è manifestata ed è stata a noi data in pienezza nel Figlio suo (cfr. Eb 1, 2; Col 1, 19 e passim; Ef 1, 23 e passim) ». Dipende da questa contrizione del cuore la verità della penitenza. La conversione infatti deve coinvolgere l'uomo nel suo intimo, così da rischiarare sempre più il suo spirito e renderlo ogni giorno più conforme al Cristo.
La Confessione
Fa parte del sacramento della Penitenza la confessione delle colpe, che proviene dalla vera conoscenza di se stesso e dalla contrizione per i peccati commessi. Però sia l'esame accurato della propria coscienza, che l'accusa esterna, si devono fare alla luce della misericordia di Dio. La confessione poi esige nel penitente la volontà di aprire il cuore al ministro di Dio, e nel ministro di Dio la formulazione di un giudizio spirituale, con il quale, in forza del potere delle chiavi di rimettere o di ritenere i peccati, egli pronunzia, in persona Christi, la sentenza.
Soddisfazione
La vera conversione diventa piena e completa con la soddisfazione per le colpe commesse, l'emendamento della vita e la riparazione dei danni arrecati. Il genere e la portata della soddisfazione si devono commisurare a ogni singolo penitente, in modo che ognuno ripari nel settore in cui ha mancato, e curi il suo male con una medicina efficace. È quindi necessario che la pena sia davvero un rimedio del peccato e trasformi in qualche modo la vita. Così il penitente «dimentico del passato» (Fil 3, 13), s'inserisce con nuovo impegno nel mistero della salvezza e si predispone al futuro che lo attende.
Assoluzione
Al peccatore, che nella confessione sacramentale manifesta al ministro della Chiesa la sua conversione, Dio concede il suo perdono con il segno dell'assoluzione; il sacramento della Penitenza risulta così completo in tutte le sue parti. Dio vuole infatti servirsi di segni sensibili per conferirci la salvezza, e rinnovare l'alleanza infranta: tutto rientra in quell'economia divina che ha portato alla manifestazione visibile della bontà di Dio, nostro Salvatore, e del suo amore per noi. Quindi per mezzo del sacramento della Penitenza il Padre accoglie il figlio pentito che fa ritorno a lui, Cristo si pone sulle spalle la pecora smarrita per riportarla all'ovile, e lo Spirito Santo santifica nuovamente il suo tempio o intensifica in esso la sua presenza; ne è segno la rinnovata e più fervente partecipazione alla mensa del Signore, nella gioia grande del convito che la Chiesa di Dio imbandisce per festeggiare il ritorno del figlio lontano.
Necessità e utilità di questo sacramento
Come diversa e molteplice è la ferita causata dal peccato nella vita dei singoli e della comunità, così diverso è il rimedio che la penitenza arreca. Coloro che, commettendo un peccato grave, hanno interrotto la comunione d'amore con Dio, con il sacramento della Penitenza riottengono la vita perduta. E coloro che commettono peccati veniali, e fanno così la quotidiana esperienza della loro debolezza, con la ripetuta celebrazione della penitenza riprendono forza e vigore per proseguire il cammino verso la piena libertà dei figli di Dio.
Per beneficiare del rimedio salutare del sacramento della Penitenza, il fedele deve confessare al sacerdote, secondo la disposizione di Dio misericordioso, tutti e singoli i peccati gravi che, con l'esame di coscienza, ha presenti alla memoria.
Ma anche per i peccati veniali è molto utile il ricorso assiduo e frequente a questo sacramento. Non si tratta infatti di una semplice ripetizione rituale né di una sorta di esercizio psicologico: è invece un costante e rinnovato impegno di affinare la grazia del Battesimo, perché, mentre portiamo nel nostro corpo la mortificazione di Cristo Gesù, sempre più si manifesti in noi la sua vita. In queste confessioni, l'accusa dei peccati veniali deve essere per i penitenti occasione e stimolo a conformarsi più intimamente a Cristo, e a rendersi sempre più docili alla voce dello Spirito.E con tanta maggior verità questo sacramento di salvezza influirà efficacemente sui fedeli, quanto più allargherà la sua azione a tutta la loro vita, e li spingerà ad essere sempre più generosi nel servizio di Dio e dei fratelli.È quindi sempre un atto della Chiesa la celebrazione di questo sacramento; con esso, la Chiesa proclama la sua fede, rende grazie a Dio per la libertà con cui Cristo ci ha liberati, offre la sua vita come sacrificio spirituale a lode della gloria di Dio e intanto affretta il passo incontro a Cristo Signore.