Parrocchia di San Giulio


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Gli organi di amministrazione

La parrocchia

Consiglio pastorale


PERCHE FORMARE UN CONSIGLIO PASTORALE ?
a) per una precisa concezione di Chiesa e per la presa dicoscienza della nostra identità. Chi è credente in Gesù, il Signore, echi è battezzato ha il diritto ed il dovere di impegnarsi nelpromuovere ed educare alla fede i fratelli e avvalorare quellecondizioni di vita che rendono possibile la crescita nella fede;
b) la realtà di un "Popolo di Dio" cresciuto numericamente eimpegnato su molti fronti implica la presenza di organismi con unnumero ridotto di membri che si assumano il compito di rifletteresui problemi ecclesiali e proporre soluzioni;
c) il magistero della Chiesa ce lo chiede e ce lo propone.


NATURA E FUNZIONE BEL
C.P.P.

II Concilio Vaticano II non tratta del Consiglio Pastorale Parrocchiale. E' possibile desumerne alcuni elementi da quanto il Concilio ed i documenti postconciliari prescrivono circa il Consiglio Pastorale Diocesano.
E ' un organo di comunione che, come immagine della Chiesa, esprime e realizza la corresponsabilità dei fedeli (presbiteri, diaconi, consacrati e laici) alla missione della Chiesa, a livello di comunità cristiana parrocchiale.
E' il luogo dove i fedeli, soprattutto i laici, possono esercitare il diritto-dovere loro proprio di esprimere il proprio pensiero ai pastori e comunicarlo anche agli altri fedeli, circa il bene della comunità cristiana parrocchiale: in tal modo esercitano nella Chiesa la missione regale di Cristo di cui sono stati fatti partecipi con i sacramenti del Battesimo e della Confermazione.
La funzione principale del Consiglio Pastorale Parrocchiale sta pertanto nel
ricercare, studiare e proporre conclusioni pratiche in ordine alle iniziative pastorali che riguardano la Parrocchia.

In particolare è chiamato a:

  • analizzare approfonditamente la situazione pastorale e spiritualedella Parrocchia;
  • elaborare il piano pastorale annuale della Parrocchia in consonanzacon la scelta pastorale diocesana e nel contesto dei programmapastorale della GEI;le modalità con le quali e celebrato e partecipato il culto eproporre soluzioni appropriate per il suo miglioramento;
  • analizzare i diversi momenti di evangelizzazione in ordine adun'efficace catechesi dei sacramenti, nonché le varie modalità dellaformazione cristiana impartita in Parrocchia;
  • favorire la comunione tra gruppi ed associazioni e fra questi e lacomunità parrocchiale, in modo da ricevere e dare collaborazioneper una crescita armonica e completa della comunità parrocchiale;
  • affrontare i problemi connessi con ambienti di formazione cristiana,quali oratorio, centro giovanile, sala cinematografica, biblioteca,gruppi sportivi, ecc. i quali devono sempre corrispondere, neglistrumenti e nelle persone, alla precisa, finalità per la quale sono staticostituiti, cioè l'educazione cristiana e la promozione umana di chi lifrequenta;
  • studiare i modi di vivere la carità cristiana nelle forme assistenzialied occasionali necessarie nell'ambito della Parrocchia;
  • ricercare le soluzioni più idonee, per il sostentamento del clero e, ingenere, per i problemi amministrativi della Parrocchia;
  • analizzare particolari situazioni, soprattutto a livello locale, connessecon il mondo del lavoro, con le tensioni sociali e con il mondopolitico, al fine di esprimere la propria valutazione alla luce dellafede;
  • riflettere sui documenti pontifici e sulle direttive emanate dalla GEI;
  • curare, con particolare impegno, gli strumenti della comunicazionesociale in ordine alla promozione cristiana ed alla diffusione delVangelo.



NATURA CONSULTIVA DEL C..P.P.

Tra le poche indicazioni che il Codice di Diritto Canonico da circa il Consiglio Pastorale Parrocchiale vi è che esso "gode di voto unicamente consultivo" (cfr. Can 536 par 2).
Tale funzione è all'origine di molta sfiducia verso questo organismo di corresponsabilità, perché si ragiona spesso secondo i canoni della società civile.
Tale procedura - per cui alla fine è riservata al Parroco la decisione ultima - deve essere interpretata nel senso della tradizione ecclesiale: l'autorità pastorale è data al Parroco, che ne è responsabile davanti a Dio ed alla Chiesa, ma egli è invitato a condividere le scelte con i fedeli, in uno spirito di comunione ecclesiale. E questa scelta spesso assicura una maggiore incisività ed efficacia all'autorità stessa. Il termine 'consultivo' non va letto dunque in senso civilistico e restrittivo, ma in chiave teologica ed estensiva.
Sul piano esistenziale è utile sottolineare che vengono raggiunti i migliori risultati quando tutti i membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale tendono, nella verità della loro condizione e senza presunzione di infallibilità, al fine del bene della Comunità.




Consiglio Affari economici

è composto da cinque persone che aiutano il parroco nella gestione economica della parrocchia. Quindi tocca a loro valutare eventuali lavori di manutenzione con i relativi preventivi, verificare e firmare il bilancio economico annuale (che poi deve essere presentato in Vicariato), e quant'altro attiene alla corretta gestione economica.

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