
Città del Vaticano,
mercoledì, 12 marzo 2008
Parla il Sottosegretario del Pontificio Consiglio
della Cultura
Sintetizzando i frutti della recente Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio
della Cultura, culminata nell'udienza con Benedetto XVI, il suo Sottosegretario
ha sottolineato, del messaggio pontificio, l'enfasi sulla secolarizzazione “come
sfida”.
"Secolarizzazione è un termine complesso", ha
spiegato monsignor Melchor Sánchez de Toca in alcune dichiarazioni a ZENIT"; da
una parte "ha un'accezione positiva: il riconoscimento dell'ambito proprio delle
realtà umane – lo fa lo stesso Concilio Vaticano II –".
Tuttavia, ha precisato, "questa secolarizzazione,
che riconosce che la politica, l'economia, la scienza hanno leggi proprie, va
alla deriva verso un secolarismo – la cui accezione è sempre negativa – che è
come se tutto si potesse spiegare senza Dio o come se Dio non esistesse".
Il tema al centro dell'incontro, svoltosi dal 6
all'8 marzo, e che ha visto la partecipazione di circa 40 membri e consultori
del Dicastero, provenienti da aree come scienza, filosofia, arte, cinema, storia
e giornalismo, è stato "La Chiesa e la sfida della secolarizzazione".
A questo proposito, ha spiegato, la sfida della
Chiesa di fronte alla secolarizzazione ha a sua volta due aspetti, secondo
l'accezione che prescinde da Dio.
Da un lato, la Chiesa cammina "nelle società
secolarizzate, anche se su questo bisogna dire, come ricorda l'Instrumentum
laboris che abbiamo preparato, che in realtà è un fenomeno tipico ed
esclusivo della cultura occidentale", ma "si diffonde con la globalizzazione".
"Nel mondo, in generale, la 'profezia della fine
della religione' annunciata da alcuni – per i quali aumentando il progresso
scientifico ed economico ci sarebbe stata meno religione – in realtà è smentita
da due indicatori chiarissimi: da un lato, la crescita dell'islam in Paesi in
cui languiva da tempo, ad esempio dell'Asia; dall'altro, l'incremento delle
'comunità pentecostali' in tutto il pianeta, soprattutto in America Latina".
"Sicuramente ciò che accade è che nella cultura
occidentale, che è quella che si estende attraverso la globalizzazione, anche se
la religione in realtà non scompare, sembra che non abbia incidenza al momento
di configurare i comportamenti nella società", ha constatato.
Più preoccupante è un'altra sfida, afferma
monsignor Sánchez de Toca: quella che "possiamo chiamare secolarizzazione
interna".
"Questi modi di pensare del mondo – ha avvertito –
si contagiano nella Chiesa, e il Papa lo dice";"si produce uno snaturamento dal
di dentro, uno svuotamento della fede cristiana, un contagio di mentalità
edonista e consumista all'interno della Chiesa", "una tendenza alla
superficialità, all'egoismo che uccide la vita ecclesiale. E questo è molto
grave".
"Si vede tra i pastori e nelle comunità religiose a
volte" ha indicato; "si tratta dell'accettazione acritica" "di questa mentalità
del mondo", ma "è un tema presente dall'inizio della vita della Chiesa", anche
se "in questo periodo c'è stata come un'intensificazione".
In ogni caso, come ha sottolineato Benedetto XVI,
"la Chiesa deve accettare questo ambiente non come un problema o una minaccia,
ma come una sfida", una sfumatura "molto diversa e molto importante perché non
si tratta di stare sempre a lamentarsi dei mali di questo mondo, ma di cercare
risposte", osserva il Sottosegretario del Dicastero della Cultura.
Il Pontificio Consiglio – come è stato ribadito più
volte e sottolineato durante la Plenaria – affronta questa sfida "cercando Dio
nelle brecce che offre questa mentalità che sembra invadere tutto e che ha molta
forza".
"In questo mondo autosufficiente che praticamente
prescinde da Dio si aprono delle fratture – insiste –, soprattutto nei momenti
di sofferenza e principalmente della morte".
Una proposta di lavoro "molto importante" per il
Dicastero, ad opera del Papa, è la continuazione, "naturalmente, del dialogo
della ragione con i non credenti, un dialogo molto aperto e molto positivo con
la cultura scientifica", ha aggiunto.
"E anche con 'le culture' – ha precisato monsignor
Sánchez de Toca –, come si è vissuto nell'assemblea con rappresentanti di tutte
le grandi aree culturali: America Latina, Africa, Asia, il mondo musulmano e
ovviamente l'Europa e il Nordamerica".
Adattamento di Mirko Testa,
traduzione dallo spagnolo di
Roberta Sciamplicotti
di Marta Lago