Giovanni Paolo II

Cardinale Martino: l'uomo è fine e misura dei media

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Roma,

mercoledì, 14 maggio 2008


Nel corso di un convegno svoltosi il 12 maggio all’Università Europea di Roma sul tema “Media, persona umana e sviluppo”, il Cardinale Renato Raffaele Martino ha spiegato che i moderni mezzi di comunicazione di massa non vanno demonizzati, ma vanno utilizzati per favorire l’evangelizzazione e lo sviluppo dei popoli.

 

Il convegno è stato organizzato in occasione della presentazione del Master in Gestione della Comunicazione per lo sviluppo, promosso da questo stesso Ateneo insieme alla World Family of Radio Maria, in collaborazione con il Dipartimento Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e l'Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum”.

 

A introdurre i lavori è stato padre Paolo Scarafoni, L.C., Rettore dell'Università Europea di Roma, il quale ha salutato con entusiasmo relatori, studenti del master e convenuti, rilevando in questo progetto formativo una fonte di grande speranza per la ricerca della verità e la promozione dello sviluppo.

 

Nel suo discorso, il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha rilevato la necessità di un' “etica della comunicazione”, perché “l’uso delle nuove tecnologie mediatiche possono essere dei potenti fattori di promozione umana, ma possono avere anche valenze negative”.

 

Secondo il porporato, per poter giungere a una comunicazione “vera e autentica” che “favorisca lo sviluppo della persona e della società” è necessaria una “cultura personalistica”.

 

Il Cardinale Martino ha quindi ribadito che nei confronti delle nuove tecnologie la Chiesa ha un atteggiamento “né di disprezzo, né di demonizzazione, né di idolatria”.

 

Secondo l’insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa “non c’è per il credente un orientamento negativo di principio nei confronti delle nuove tecnologie mediatiche e informatiche, semmai di stima e di apprezzamento”.

 

“Perché – ha aggiunto il Presidente di Giustizia e Pace – il messaggio evangelico portato dalla Chiesa aiuterà a riconoscere la bontà della razionalità tecnologico-strumentale; la sua autonomia e la sua relatività, soprattutto la sua finalizzazione più propria, quella di servire l’uomo ed i popoli della terra”.

 

A questo proposito – ha concluso il Cardinale Martino – “la stessa opera di evangelizzazione della Chiesa potrà avvantaggiarsene”.

 

Successivamente, Emanuele Ferrario, Presidente di World Family of Radio Maria, ha raccontato la storia della piccola emittente radiofonica che è cresciuta fino ad avere milioni di ascoltatori in Italia e molti di più nei 50 Paesi dove oggi è presente.

 

Il Presidente di World Family ha sottolineato lo spirito di missione che ha dato vita all’emittente radiofonica e che anima le comunità e gli ascoltatori delle Radio Maria presenti nel mondo.

 

Il dott. Marco Claudio Vozzi, responsabile del Coordinamento Comunicazione della Direzione generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, si è espresso con gratitudine e soddisfazione nei confronti degli animatori del Master, in quanto esempio concreto e brillante di un progetto di cooperazione allo sviluppo.

 

Gianluca Rosada, Amministratore delegato dell'Istituto per lo Sviluppo, ha rilevato come l’indebolimento delle regole etiche che dovrebbero presupporre l’impresa editoriale, ne minacciano in realtà la sopravvivenza.

 

Al contrario, le solide virtù e gli obiettivi espliciti di servizio alla persona, sono decisive per lo sviluppo ed il successo dell’impresa editoriale.

 

Marco Petrini, Presidente del Movimento ed Azione dei gesuiti italiani per lo sviluppo (Magis), ha parlato dei 500 progetti realizzati in 35 Paesi dall’associazione, nei suoi primi 20 anni di vita.

di Antonio Gaspari


Santo Subito

Il Card. Renato Raffaele Martino

 

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