Roma
giovedì, 14 febbraio 2008
La storia di Bernadette nel libro-intervista a padre René Laurentin
Era l’11 febbraio del 1858, quando a Lourdes, Bernadette Soubirons una
giovane francese di 14 anni, tanto buona quanto povera, malata e non
scolarizzata, disse di aver visto una “bella Signora” che diceva di essere
“L’Immacolata Concezione”.
Nonostante l’incredulità della vicenda e i tentativi ripetuti di screditare
Bernadette, da allora milioni di pellegrini si sono recati nella grotta di
Massabielle e si sono bagnati nella fonte miracolosa che lì è sgorgata.
A 150 anni da quelle apparizioni, Lourdes è stata visitata da oltre 700
milioni di pellegrini. Sono 67 le guarigioni miracolose accertate. Quattro le
basiliche dove si celebrano 50 Messe al giorno e da dove si elevano milioni di
“Ave Maria”. Invocazioni di gente sofferente che commuove gli uomini e Dio.
Un luogo, ha affermato il noto scrittore Vittorio Messori dove “sembra
davvero assottigliarsi lo spessore che divide Cielo e Terra; dove si fa sottile
il confine tra realtà concreta e quotidiana, ed Enigma invisibile ed eterno”.
Ed è proprio in occasione del 150° anniversario delle apparizioni della
Madonna a Lourdes, che Andrea Tornielli, vaticanista de “Il Giornale”, ha
intervistato padre René Laurentin, il teologo che più di tutti ha studiato la
vicenda legata a Bernadette Soubirous.
Dopo essersi incontrato diverse volte con padre Laurentin, negli ultimi mesi
del 2007, Tornielli ha pubblicato il libro-intervista: “Lourdes, inchiesta sul
mistero a 150 anni dalle apparizioni” (Edizioni ART, pp. 200, € 18,00).
In questo volume il teologo francese ripercorre i fatti avvenuti a Lourdes
tra il febbraio e il luglio del 1858, e poi gli avvenimenti che hanno
caratterizzato la vita di santa Bernadette, la sua vocazione alla vita
religiosa, l’esperienza della sofferenza e della malattia che ne hanno segnato
l’esistenza fin da piccola.
Intervistato da ZENIT, Tornielli ha raccontato di essere rimasto
impressionato da padre René Laurentin, “il sacerdote che in occasione del
centenario delle apparizioni, ormai mezzo secolo fa, su incarico del Vescovo di
Tarbes e Lourdes, monsignor Pierre-Marie Théas, ha scovato, analizzato e
pubblicato tutti i documenti disponibili sugli eventi del 1858”.
Padre Laurentin, figlio di un architetto di Tours, sacerdote della diocesi di
Parigi, esperto di questioni mariologiche, all’epoca in cui gli è stato affidato
l’incarico aveva 35 anni.
Secondo Tornielli, “è stato protagonista di un’inchiesta senza precedenti.
Per questo, la sua persona e soprattutto i suoi scritti rimangono un punto di
riferimento insostituibile per chi voglia accostarsi al mistero di Lourdes”.
Un altro aspetto della vicenda che ha molto colpito il vaticanista de “il
Giornale” è la quantità di attacchi contro santa Bernadette al fine di
cancellare il “fenomeno Lourdes”.
Tornielli ha spiegato a ZENIT che “non è stato facile per Lourdes affermarsi
nella Francia dell’Ottocento, dove l’anticlericalismo era di casa. Fin da subito
le apparizioni furono al centro di attacchi, critiche, tentativi di
confutazione”.
Nel libro padre Laurentin racconta di come dopo le primissime apparizioni, ci
fu chi ipotizzò che la “bella signora” vista da Bernadette fosse in realtà
l’avvenente moglie del farmacista locale che aveva avuto un appuntamento
clandestino con un ufficiale di cavalleria proprio nella grotta, e che si era
vista costretta a “fare la Madonna”, per confondere le acque ingannando la
ragazzina che l’aveva colta in flagrante adulterio.
La povera signora che secondo la fantasiosa ricostruzione avrebbe scelto come
alcova una gelida grotta piena di immondizie, quell’11 febbraio era davvero a
letto, ma a casa sua, dato che aveva partorito da appena due giorni il suo
quinto bebè.
Lei stessa denuncerà e farà condannare i diffamatori, che su questa calunnia
avevano scritto fiumi d’inchiostro per screditare Lourdes.
Tornielli rileva che anche il noto scrittore Émile Zola cercò di far passare
“la povera Bernadette come una misera vittima dell’isteria e della
malnutrizione”.
Giunto a Lourdes nel 1892, Zola ebbe la ventura di assistere a due guarigioni
istantanee, che racconterà nel suo romanzo, intitolato “Lourdes”, sostenendo
però che “le due miracolate erano morte di lì a poco e che dunque la presunta
guarigione era stata breve e soprattutto illusoria”.
“Peccato – ha rilevato Tornelli – che una delle due donne guarite non si
arrese e continuò a protestare sui giornali dicendosi viva e vegeta”.
“Pur di screditare Lourdes – ha raccontato Laurentin –, Zola arrivò al punto
da andarla a trovare per offrirle del denaro in cambio del suo silenzio. Storie
meschine, sulle quali la storia, quella vera, ha avuto la meglio”, ha commentato
Tornielli.
di Antonio Gaspari