
Sydney,
lunedì, 31 marzo 2008
Dono degli emigranti italiani
Una statua di Giovanni Paolo II, donata dagli emigranti italiani, verrà
collocata davanti alla Cattedrale di Sydney (Australia), la città che dal 15 al
20 luglio prossimi ospiterà la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù.
La scultura è opera dell'artista Fiorenzo Bacci e, come ricorda un comunicato
recapitato a ZENIT, “non rimanda semplicemente alla consueta immagine del
Pellegrino della Speranza, del 'Pastor Angelicus' che eravamo abituati a
vedere durante i numerosi viaggi internazionali da lui compiuti per portare
ovunque Cristo e la Parola di salvezza, bensì ad una dimensione trascendente ed
eterna”.
Nella scultura di Bacci, Giovanni Paolo II è colto “nella sua nuova forma di
prossimità a Dio, ex parte Dei”. “Sono scomparsi i limiti dello spazio
temporale, la figura è trasmutata, in una radicale mutazione che rivela non una
nuova forma ma il disvelarsi di ciò che l’uomo è da sempre, seguendo il trapasso
da questo mondo ad una sfera celeste che gli è propria”.
“La forma umana cesserà come cessa l’imperfetto nel perfetto, la via nella
meta, l’attesa nel compimento; la nuova forma sarà definita dallo splendore di
Dio che abita una luce inaccessibile, che nessun vivente in questo mondo ha
visto, che supera speranze e desideri”.
Il volto del Papa appare ad un tempo molto somigliante alla sua figura e
trascendente, mostrando una “trasformazione di un viso che è già nella
contemplazione dell’amore di Dio”.
Il Pontefice è scalzo, “come un novello Francesco, che tanto si è speso per
la pace proprio nella sua Assisi”.
La mano destra è alzata in un segno di saluto e benedizione, mentre la
sinistra stringe anziché il pastorale una palma, che richiama al concetto di
pace e rimanda alla Domenica delle Palme, Giornata Mondiale della Gioventù a
livello diocesano.
Le vesti liturgiche del sacerdozio “rimandano sia al Sudario con il quale
venne avvolto il corpo di Gesù come, grazie alle loro linee dinamiche, alle
vesti splendenti della Risurrezione”.
Sulla mitria appaiono “il Cristo Risorto, immagine del Cristo Immolato e la
corona di spine a testimoniare la difficoltà dovuta affrontare negli ultimi anni
della sua vita. Tre chiodi della Passione sul paliotto a ricordo delle
sofferenze patite con infinito coraggio e rassegnata fermezza”.
“La sua figura umana e soprannaturale che già vede e già tocca il Signore
diventa per noi un faro che illumina il nostro cammino e a tutti noi la meta –
conclude il testo –: il Regno dei Cieli che comincia quaggiù”.
Fonte: Zenit.org