
Roma,
mercoledì, 9 aprile 2008
“Bisogna saper cogliere i movimenti profondi che
attraversano la società e la cultura”
Nel pomeriggio di mercoledì, presso la Pontificia Università della Santa Croce,
ha avuto luogo la cerimonia per il conferimento del dottorato “honoris causa” in
comunicazione sociale istituzionale al Cardinale Camillo Ruini e al professor
Alfonso Nieto.
L’atto è stato presieduto dal Gran Cancelliere
della Pontificia Università della Santa Croce e Prelato dell’Opus Dei, monsignor
Javier Echevarría.
Tra le motivazioni che hanno spinto la giovane
Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale della Santa Croce a conferire un
dottorato “honoris causa” al Cardinale Ruini – spiega un comunicato dell'ateneo
– c'è “l’intuizione del progetto culturale orientato in senso cristiano”, che
l’allora Presidente della Conferenza Episcopale Italiana presentò nel 1994 a
Montecassino.
Alla base di questo progetto sta, come descrive lo
stesso promotore, “una accezione ampia e antropologica della cultura stessa:
così intesa essa si estende dalle convinzioni più profonde riguardo al
significato e al destino della nostra vita e dell’intera realtà fino ai
comportamenti più minuti e concreti”.
“La cultura – spiegava il porporato – costituisce
allora il terreno fondamentale di crescita, o invece di alienazione e deviazione
delle persone, e anche lo spazio privilegiato per l’incarnazione del Vangelo
nella vita e nella storia e per il suo confronto con altre e diverse concezioni,
scelte o comportamenti”.
Nella sua lectio magistralis, il Cardinale
Ruini ha affermato che l'Italia è dominata nell'ambito della comunicazione
sociale da “orientamenti non favorevoli alla Chiesa”, spesso criticata per la
sua eccessiva presenza sul piano mediatico.
Il porporato ha quindi illustrato come, negli
ultimi venti anni, la Chiesa abbia cercato di rispondere alle sfide poste dalla
comunicazione.
A questo proposito ha ricordato la creazione o il
potenziamento dei mezzi di comunicazione cattolici, dal quotidiano “Avvenire” ai
settimanali diocesani, per i quali è stata costituita l'agenzia SIR,
all'emittente televisiva Sat2000 e al circuito radiofonico Inblu.
Successivamente, ha sottolineato che “la
comunicazione sociale è sempre più importante per l’evangelizzazione e la
comunicazione della fede, ma non basta da sola e non è nemmeno la via più
efficace, che rimane quella dei contatti e rapporti diretti, personali e nella
comunità credente”.
Allo stesso tempo, bisogna “essere pronti a
cogliere i movimenti profondi che attraversano la società e la cultura, per
inserire in essi il nostro messaggio, capitalizzando e volgendo al bene le
energie che da essi scaturiscono”.
“Si tratta, in concreto, di evangelizzare la
cultura italiana del nostro tempo, mostrando che essa, storicamente impregnata e
in larga misura plasmata dal cattolicesimo, può rinnovarsi ed inoltrarsi nel
futuro non allontanandosi da questa sua matrice, ma al contrario traendo da essa
nuova linfa ed ispirazione”.
Il porporato ha quindi aggiunto che “non solo le
parole, ma tutto l’atteggiamento del comunicatore deve cercare di veicolare,
unitamente alla verità del messaggio, e della natura stessa della Chiesa, anche
e con non minore impegno l’amore che Dio in Gesù Cristo ha manifestato per
l’uomo”.
Gli operatori cristiani della comunicazione
sociale, ha continuato, devono ricercare la “propria santificazione attraverso
il lavoro”, come ha ben insegnato san Josemaría Escrivá, fondatore dell'Opus
Dei.
Il professor Norberto Gonzalez Gaitano, ordinario
di Opinione Pubblica e autore della laudatio al Cardinale Ruini, ha
riconosciuto nel prelato “una straordinaria sensibilità comunicativa che esprime
un vero rispetto per l’opinione pubblica. Tale sensibilità comunicativa nasce
della comprensione del rapporto che lega la cultura con la comunicazione”.
Questo atteggiamento dialogico, “gli è valso il
riconoscimento di interlocutore di chi, non avendo fede cattolica, condivide le
ragioni di un ethos sociale non negoziabile fondato sulla dignità della persona
umana”.
Nel corso della stessa cerimonia è stato conferito
il dottorato “honoris causa” anche al professor Alfonso Nieto, primo docente
ordinario di Comunicazione in Spagna (1976), per dodici anni Rettore
dell’Università di Navarra, per essere stato un “pioniere nel riconoscimento
degli studi di comunicazione a livello universitario in Europa”.
Fonte: Zenit.org