"Che
cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?"
(Sal 116, 12)
Quando nel settembre del 1991 da poco compiuti i miei
ventuno anni partii dal mio piccolo paese del vercellese per il
Carmelo di Carpineto Romano (Rm) non immaginavo certo le
sorprese che il Signore mi avrebbe regalato.
Tu, Dio mio hai superato ogni mia attesa, Tu che ti
riversi dentro questo mio piccolo cuore che trabocca
indegnamente, immeritatamente dei tuoi tesori, dei tuoi segreti
nascosti ai sapienti e rivelati ai piccoli. Tutto è grazia,
tutto è dono di amore di Dio.
Dopo quattordici anni di vita in Monastero, quando
penso alla mia storia, quando torno indietro nel tempo e mi
rivedo nei miei anni di adolescente ribelle e non credente
convinta, una parola mi risuona nel cuore: miracolo! Sì, i
miracoli esistono proprio come dice Gesù: “Se aveste fede quanto
un granellino di senape potreste dire a questo gelso sii
sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe (Lc
17, 5-6).
La fede in Dio, dono da accogliere da desiderare,
sradica dentro di noi quelle montagne che ci nascondono i vasti
orizzonti e ci tengono prigionieri negli angusti spazi del
nostro io. La prima enorme montagna dalla quale la fede ci
libera èla paura, paura di non essere amati, paura di fallire,
paura di soffrire. Tantissime volte nella Bibbia il Signore
ripete al suo popolo e quindi a ciascuno di noi: “Non temere
sono io”. Non temere, Io sono il Vivente, Colui che è con te
sempre, Colui che è venuto perché tu abbia la vita e la vita in
abbondanza.
Miracolo: come per il cieco guarito da Gesù, che
vedendo il suo volto, vedendo finalmente il suo vero volto non
ha più desiderato altro che seguire Lui, che stare con Lui,
camminando su quel sentiero unico e irrepetibile che è tracciato
per ognuno di noi e che nessun altro potrà mai compiere al posto
nostro.
Tale è l’amore infinito di Dio per noi, nulla di più
grande può accaderci che diventarne consapevoli: il Regno di Dio
è qui, se lo vogliamo!
Suor Maria Cristiana del Crocifisso