Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II  

I SUSSIDI

Settima Serata indietro
L“Incontro serale con Giovanni Paolo II è un incontro mensile di preghiera dedicato alla vita e al magistero di Giovanni Paolo II. Generalmente esso si svolge il primo sabato del mese dalle ore 21.00 alle 21.37. Può aver luogo anche in un altro giorno o in un altro momento della giornata.


Nel periodo del Santo Natale e dell’Epifania dedichiamo il nostro incontro con Giovanni Paolo II alla meditazione sul mistero dell’Incarnazione del Verbo di Dio. Meditazione e preghiera sono già i canti natalizi stessi. Sia il testo che la musica di essi favoriscono la riflessione sui testi pontifici. Giovanni Paolo II volentieri cantava i canti natalizi ed incoraggiava a farlo non soltanto nelle chiese ma anche negli incontri in famiglia. Perciò la “Serata” del mese di gennaio, vissuta sia in famiglia che nelle chiese, può diventare un tempo dedicato ai canti natalizi e un colloquio con Giovanni Paolo II.
 


Il Verbo si è fatto carne

 

Si accende la candela.

 

GUIDA: Nel messaggio Urbi et Orbi, rivolto a tutto il mondo nell’anno 1996, Giovanni Paolo II disse: “Natale è un evento straordinario da condividere. La fonte dell’odierna letizia viene descritta, con accenti di stupore, da un canto natalizio polacco: «Nasce Dio, la potenza umana resta sbigottita: il Signore dei cieli si spoglia!...». […] Condividiamo insieme, fratelli e sorelle del mondo intero, questo cantico di gioia, mentre dappertutto risuonano, in lingue diverse, le tradizionali melodie natalizie. Risuonino gioiose nelle chiese e nei templi, dove i cristiani, intorno al presepio, si riuniscono per accogliere il Figlio di Dio”.
 

Per ventisei anni il Santo Padre Giovanni Paolo II ha impartito la benedizione Urbi et Orbi nel giorno di Natale. Trasmetteva agli uomini la grazia del Signore ed annunziava loro la lieta notizia di Dio che si è fatto Uomo e ha preso dimora in mezzo a noi. Diceva che la nostra speranza è in Cristo, che soltanto Lui è il Salvatore del mondo. Credeva in questo con tutto il cuore. Di questa verità visse ogni giorno.
 

Rendiamo grazie a Dio per la testimonianza di fede che ci la lasciato. Con il nostro canto odierno e anche con l’ascolto dell’insegnamento del Santo Padre, vogliamo confessare e confermare la nostra fede. Vogliamo anche chiedere la divina benedizione per l’Anno Nuovo. Lo facciamo invocando l’intercessione di Maria, Madre del Signore e del Suo fedele Servo Giovanni Paolo II.

TUTTI: Recitano “Sotto la tua protezione (e si esegue un canto natalizio).
 


Giovanni Paolo II - Maestro di verità

 
LETTORE: “Non temete, ecco, vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore” (Lc 2, 10-11).

Canto: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.

LETTORE: Dal messaggio Urbi et Orbi del 1985: “È apparsa la Grazia. Che cosa è la Grazia? La Grazia è, appunto, il manifestarsi di Dio. L’aprirsi di Dio all’uomo. Dio permanendo nella pienezza inscrutabile del suo Essere divino, dell’Essere Uno e Trino, si apre all’uomo, si fa Dono all’uomo, di cui è Creatore e Signore. La Grazia è Dio quale «Padre nostro». È il Figlio di Dio quale Figlio della Vergine. È lo Spirito Santo, operante nel cuore dell’uomo con la ricchezza infinita dei suoi doni. […]
 

La Grazia è, insieme, l’uomo, l’uomo nuovo, nuovamente creato. È l’uomo visitato da Dio nelle profondità stesse della sua essenza umana. L’uomo nato di nuovo; nato per la Verità e per l’Amore. È l’uomo chiamato, nel mistero dell’immagine e somiglianza, alla partecipazione della Natura divina e da essa compenetrato. Chiamato nella notte di Betlemme con la potenza misteriosa della figliolanza divina, per diventare figlio nel Figlio.
 

La grazia, allora, è Dio in noi: in te, in me, in lui, in lei, in ognuno, in tutti. La grazia, allora, è noi in Dio: noi-comunità, noi-famiglia, noi –Popolo di Dio, noi-Chiesa, noi-umanità. La grazia: dono di unità nello Spirito Santo. E la notte di Betlemme è il nuovo inizio di questo dono in terra. Il nuovo tempo dell’umanità in Dio: «è apparsa… la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini» (Tit 2, 11)”.

Canto: un canto natalizio.

LETTORE: Dal messaggio Urbi et Orbi del 1978: “Natale è la festa dell’uomo. Nasce l’Uomo. Uno dei miliardi di uomini che sono nati, nascono e nasceranno sulla terra. L’uomo, un elemento componente della grande statistica. Non a caso Gesù è venuto al mondo nel periodo del censimento, quando un imperatore romano voleva sapere quanti sudditi contava il suo paese. L’uomo, oggetto del calcolo, considerato sotto la categoria della quantità; uno fra miliardi. E nello stesso tempo, uno, unico e irripetibile. Se noi celebriamo così solennemente la Nascita di Gesù, lo facciamo per testimoniare che ogni uomo è qualcuno, unico e irripetibile. Se le nostre Link & Banner



umane, le catalogazioni umane, gli umani sistemi politici, economici e sociali, le semplici umane possibilità non riescono ad assicurare all’uomo che egli possa nascere, esistere ed operare come unico e irripetibile, allora tutto ciò glielo assicura Iddio. Per Lui e di fronte a Lui, l’uomo è sempre unico e irripetibile; qualcuno eternamente ideato ed eternamente prescelto; qualcuno chiamato e denominato con il proprio nome”.

Canto: un canto natalizio.

LETTORE: Dal messaggio Urbi et Orbi del 1981: “«Venne fra la sua gente ma i suoi non l’hanno accolto» (Gv 1, 11) […] Noi uomini, chinati ancora una volta, sul mistero di Betlemme, possiamo soltanto pensare con dolore a quanto hanno perduto gli abitanti della «città di Davide», perché non hanno aperto la porta.
 

Quanto perde ogni uomo, che non lascia nascere, sotto il tetto del suo cuore, Cristo, «la luce vera, quella che illumina ogni uomo» (cfr. Gv 1, 9). Quanto perde l’uomo, quando lo incontrerà e non vedrà in Lui il Padre. Dio infatti si è rivelato in Cristo all’uomo come Padre. E quanto perde l’uomo, quando non vede in Lui la propria umanità. Cristo infatti è venuto nel mondo per svelare pienamente l’uomo all’uomo e fargli nota la sua altissima vocazione. […] nasce pure un caloroso voto e desiderio, un’umile preghiera: che gli uomini del nostro secolo accolgano Cristo”.

Canto: un canto natalizio.

LETTORE: Dal messaggio Urbi et Orbi del 1999: “Volgiamo lo sguardo a te, o Cristo, Porta della nostra salvezza, e Ti rendiamo grazie per il bene compiuto negli anni, nei secoli e nei millenni passati. Dobbiamo però confessare che talora l’umanità ha cercato altrove la Verità, si è fabbricata false certezze, ha rincorso fallaci ideologie. Talora l’uomo ha escluso dal proprio rispetto ed amore fratelli di razze e fedi diverse, ha negato fondamentali diritti alle persone e alle nazioni. Ma Tu continui ad offrire a tutti lo splendore della Verità che salva”.

LETTORE: “Guardiamo a Te, o Cristo, Porta della Vita, e Ti rendiamo grazie per i prodigi di cui hai arricchito ogni generazione. Talvolta questo mondo non rispetta e non ama la vita. Ma Tu non ti stanchi di amarla, anzi, nel mistero del Natale vieni a rischiarare le menti, perché legislatori e governanti, uomini e donne di buona volontà si impegnino ad accogliere, come dono prezioso, la vita dell’uomo. Tu vieni a donarci il Vangelo della Vita”.

LETTORE: “Fissiamo gli occhi su Te, o Cristo, Porta della pace, mentre, pellegrini nel tempo, visitiamo tanti luoghi di dolore e di guerra, dove riposano le vittime di violenti conflitti e di crudeli stermini. Tu, Principe della pace, ci inviti a bandire l’insensato uso delle armi, il ricorso alle violenze e all’odio che hanno segnato a morte persone, popoli e continenti”.

GUIDA: continuiamo in silenzio questa preghiera del Santo Padre. Oggi egli prega con noi. Raccomandiamo alla sua intercessione i nostri problemi personali, quelli familiari e quelli sociali. (Tutti rimangono in silenzio e in seguito eseguono un canto natalizio).

 

Giovanni Paolo II . Apostolo della Riconciliazione

 
GUIDA: Questa sera vogliamo ricordare ancora un altro evento della vita di Gesù e di Maria. Pensiamo all’istante in cui Gesù, dopo circa trent’anni, disse a sua Madre che andava via. Si congedò da Lei e lasciò la casa paterna. Sul Giordano ricevette l’unzione dello Spirito Santo e andò poi a compiere le opere affidategli dal Padre. Unì la propria vita con gli uomini che aveva scelti. Con loro formò la Chiesa e strinse con essa un’alleanza perenne. Nelle loro mani depose le sorti del suo Vangelo e per loro rimase per sempre nell’Eucaristia.
 

Anche noi facciamo parte dei suoi eletti. Siamo la sua Chiesa. Dal Padre suo Egli ci ha mandato il suo Spirito affinché fossimo una cosa sola e ci amassimo reciprocamente. Preghiamo dunque per il rinnovamento e per il consolidamento del nostro amore:

     - Perché tutti amino Te, loro Dio e Signore, Ti preghiamo…
     - Perché aumenti incessantemente l’amore vicendevole dei coniugi;
     - Perché i giovani apprendano un amore puro e generoso;
     - Perché tutti gli uomini manifestino il reciproco rispetto e il reciproco amore.

GUIDA: L’Amore che Dio ha versato nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo, è il tesoro deposto in un vaso di creta. Non sempre esso è il motivo del nostro agire. Spesso prevale il nostro egoismo, l’indifferenza o un altro atteggiamento negativo. Per questo abbiamo ogni giorno bisogno di perdono. Raccolti presso il presepe perdoniamo nel nostro cuore ogni rancore e diamoci la mano. Insieme invochiamo il nostro Padre che celeste.

TUTTI: Un “Padre nostro” e un canto. Se nel frattempo si avvicina l’ora 20.37, bisogna osservare un momento di silenzio.

 

Conclusione

 

GUIDA: O Trinità Santa, ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il Papa Giovanni Paolo II e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della tua paternità, la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore. Egli, confidando totalmente nella tua infinita misericordia e nella materna intercessione di Maria, ci ha dato un’immagine viva di Gesù Buon Pastore e ci ha indicato la santità come misura alta della vita cristiana ordinaria quale strada per raggiungere la comunione eterna con te. Concedici per sua intercessione, secondo la tua volontà, la grazia che imploriamo, nella speranza che egli sia presto annoverato nel numero dei tuoi santi. Amen.
 

Una parola di esortazione per vivere bene la domenica e la benedizione (se c’è un sacerdote) o il segno di croce e un canto natalizio.
 


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