Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II  

I SUSSIDI

Quarta Serata indietro
Rimani con noi Signore

 

GUIDA: Ci riuniamo anche oggi, primo sabato del mese, per rendere grazie a Dio per il dono di Giovanni Paolo II, per metterci in ascolto del suo insegnamento e pregare per la sua beatificazione.
 

Oggi esprimeremo la nostra preghiera con le parole: “Rimani con noi, Signore”. Giovanni Paolo II aveva scelto questa insistente richiesta dei discepoli di Emmaus come titolo per la lettera apostolica scritta all’inizio dell’Anno dell’Eucaristia. Dio misericordioso, chiamando a sé il Santo Pa-dre a metà di quest’Anno straordinario, ci ha mostrato con particolare chiarezza, che l’Eucaristia è il mistero del sacrificio, del sacrificio della vita. Cristo offrì questo sacrifico e lo rese presente a noi sotto il velo dei segni. Invita tutti i suoi discepoli ad offrirlo.
 

Mentre si sta avvicinando la chiusura dell’Anno dell’Eucaristia, vogliamo riflettere sulla grandezza e sulla bellezza di questo mistero. Il Papa insegna: “La Chiesa ha ricevuto l’Eucaristia da Cristo suo Signore non come un dono, pur prezioso fra tanti altri, ma come il dono per eccellenza, perché dono di se stesso, della sua persona nella sua santa umanità, nonché della sua opera di salvezza” (Ecclesia de Eucaristia, 11). Chiediamo a Maria, Donna dell’Eucaristia, di impetrare la grazia dell’amore per la Santa Messa.

TUTTI: “Sotto la tua protezione”.

 

Giovanni Paolo II - Maestro di Verità


LETTORE 1: Dal Vangelo secondo Luca: “Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Ed ecco si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture»?” (Lc 24, 28-32).

LETTORE 2: Dalla lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II Mane nobiscum Domine: “«Rimani con noi, Signore, perché si fa sera» (cfr. Lc 24, 29). Fu questo invito accorato che i due discepoli, incamminati verso Emmaus la sera stessa del giorno della risurrezione, rivolsero al Viandante che si era ad essi unito lungo il cammino. Carichi di tristi pensieri, non immaginavano che quello sconosciuto fosse proprio il loro Maestro, ormai risorto. Sperimentavano tuttavia un intimo «ardore» (cfr. ivi, 32), mentre Egli parlava con loro «spiegando» le Scritture. La luce della Parola scioglieva la durezza del loro cuore e «apriva loro gli occhi» (cfr. ivi, 31). Tra le ombre del giorno in declino e l’oscurità che incombeva nell’animo, quel Viandante era un raggio di luce che risvegliava la speranza ed apriva i loro animi al desiderio della luce piena. «Rimani con noi», supplicarono. Ed egli accettò. Di lì a poco, il volto di Gesù sarebbe scomparso, ma il Maestro sarebbe «rimasto» sotto i veli del «pane spezzato», davanti al quale i loro occhi si erano aperti.

GUIDA: Il cuore dell’uomo palpita sempre più forte quando incontra Dio. Come forte doveva battere il cuore degli Apostoli, quando nel Cenacolo videro il Signore Risorto. Come si rallegrò il cuore di Maria Maddalena, quando nell’orto, udì pronunciare il proprio nome e riconobbe, che dinanzi a lei c’era Cristo. Rimaniamo in silenzio e lasciamo gioire il nostro cuore della presenza del Signore. Egli è qui. Egli rimane con noi.

TUTTI: Rimangono in silenzio e poi fanno un canto. Potrebbe essere il ritornello ripetuto molte volte: “Resta con noi, Signore, alleluia”.

LETTORE 3: Dalla lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II Mane nobiscum Domine: “Sulla strada dei nostri interrogativi e delle nostre inquietudini, talvolta delle nostre cocenti delusioni, il divino Viandante continua a farsi nostro compagno per introdurci, con l’interpretazione delle Scritture, alla comprensione dei misteri di Dio […]. È significativo che i due discepoli di Emmaus, convenientemente preparati dalle parole del Signore, lo abbiano riconosciuto mentre stavano a mensa nel gesto semplice della «frazione del pane». Una volta che le menti sono illuminate e i cuori riscaldati, i segni «parlano». L’Eucaristia si svolge tutta nel contesto dinamico di segni che recano in sé un denso e luminoso messaggio. È attraverso i segni che il mistero in qualche modo si apre agli occhi del credente. […] La fede ci chiede di stare davanti all’Eucaristia con la consapevolezza che siamo davanti a Cristo stesso. […] L’Eucaristia è mistero di presenza, per mezzo del quale si realizza in modo sommo la promessa di Gesù di restare con noi fino alla fine del mondo” (n° 2. 14. 16).

GUIDA: Signore Gesù, crediamo che Tu sei in mezzo a noi. Crediamo che l’Eucaristia è mistero della tua presenza, mistero del restare con noi fino alla fine del mondo. Aumenta la nostra fede, affinché non Ti perdiamo mai di vista.

TUTTI: Rimangono in silenzio e poi cantano: “Resta con noi, Signore, alleluia”.

LETTORE 4: Dalla lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II Mane nobiscum Domine: “L’adorazione eucaristica fuori della Messa diventi […] un impegno speciale per le singole comunità parrocchiali e religiose. Restia-mo prostrati a lungo davanti a Gesù presente nell’Eucaristia, riparando con la nostra fede e il nostro amore la trascuratezza, le dimenticanze e persino gli oltraggi che il nostro Salvatore deve subire in tante parti del mondo. Approfondiamo nell’adorazione la nostra contemplazione perso-nale e comunitaria, servendoci anche di sussidi di preghiera sempre improntati alla Parola di Dio e all’esperienza di tanti mistici antichi e recenti. Lo stesso Rosario, compreso nel suo senso profondo, biblico e cristocentrico, che ho raccomandato nella Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, potrà essere una via particolarmente adatta alla contemplazione eucaristica, attuata in compagnia e alla scuola di Maria” (n° 18).

GUIDA: Tra i numerosi frutti dell’Anno dell’Eucaristia, vogliamo, in mo-do particolare rendere grazie a Dio per il dono dell’adorazione del Santissimo Sacramento. Molte persone e comunità, fedeli all’esortazione del Santo Padre “Restano prostrati a lungo davanti a Gesù presente nell’Eucaristia”. Il segno particolare di questa preghiera è divenuta la cappella dell’Adorazione Perpetua a Łagiewniki. Quando Giovanni Paolo II ha lasciato questo mondo ed è entrato nella casa del Padre nei cieli, nella Cappella dell’Adorazione sono entrati i primi fedeli per la preghiera notturna. Il Papa ha iniziato l’eterno colloquio con Dio faccia a faccia e la Chiesa di Cracovia ha iniziato l’adorazione del Santissimo Sacramento di giorno e di notte. A Łagiewniki arde il fuoco che Giovanni Paolo II ha acceso personalmente nella sua cappella papale in Vaticano. Da lì è stato portato a Cracovia ed è divenuto uno dei segni che ricordano il Papa immerso nella preghiera e assiduo in adorazione davanti al tabernacolo. Da oggi questo fuoco viene consegnato ai fedeli. Possono riceverlo (nelle speciali piccole copie dell’altare dell’adorazione di Łagiewniki) tutti coloro che desiderano, mediante la preghiera accendere nel loro cuore il fuoco della misericordia, per trasmetterlo poi al mondo. Fissiamo con lo sguardo la fiamma della candela, domandiamo il dono dell’amore alla preghiera e quello di una matura partecipazione alla Santa Messa. Alla soglia del mese del rosario meditiamo il mistero dell’istituzione dell’Eucaristia.

TUTTI: Recitano una posta del Rosario e poi eseguono un canto, per esempio “Resta con noi, Signore, alleluia”.

 

Giovanni Paolo II - Apostolo della Riconciliazione

 

GUIDA: Il Papa insegna: “In ogni Santa Messa siamo chiamati a mi-surarci con l’ideale di comunione che il libro degli Atti degli Apostoli tratteggia come modello per la Chiesa di sempre. È la Chiesa raccolta intorno agli Apostoli, convocata dalla Parola di Dio, capace di una condivi-sione che non riguarda solo i beni spirituali, ma gli stessi beni materiali (cfr. At 2, 42-47; 4, 32-35). In questo Anno dell’Eucaristia il Signore ci invita ad avvicinarci il più possibile a questo ideale” (Mane nobiscum Domine, 22). Dio ci ha indicato l’ideale di una comunità che vive d’amore, capace di condividere con gli altri. Domandiamo umilmente al Signore, di aiutarci a superare le barriere che ci dividono:
     - L. 1: Per il dono di una sincera contrizione delle colpe commesse verso il prossimo, Ti preghiamo.
     - L. 2: Per coloro che hanno subito dei torti, la forza di perdonare;
     - L. 3: Per coloro che hanno fatto torto agli altri, la disponibilità a riparare il male.
     - L. 4: Per la concordia e l’amore nelle nostre famiglie e nella vita sociale.

GUIDA: Le mani unite, la comune preghiera e il canto siano segno del nostro avvicinarci all’ideale, ricordatoci da Giovanni Paolo II. Diamoci la mano e preghiamo.

TUTTI: La preghiera: “Padre nostro” e il canto, per esempio “Abbà, Padre” oppure: “Resta con noi, Signore”.

 

Conclusione


GUIDA: Preghiamo con fiducia per ottenere il dono della beatificazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II:
 

O Trinità Santa, ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il Papa Giovanni Paolo II e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della tua paternità, la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore. Egli, confidando totalmente nella tua infinita misericordia e nella materna intercessione di Maria, ci ha dato un’immagine viva di Gesù Buon Pastore e ci ha indicato la santità come misura alta della vita cristiana ordinaria quale strada per raggiungere la comunione eterna con te. Concedici per sua intercessione, secondo la tua volontà, la grazia che imploriamo, nella speranza che egli sia presto annoverato nel numero dei tuoi santi. Amen.
 

Terminando il nostro incontro rivolgiamo i nostri pensieri verso la celebrazione della domenica. Durante l’Eucaristia ascolteremo le parole di Cristo (Mt 21, 33-43): La pietra che i costruttori hanno scartata è divenuta testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile ai nostri occhi. La pietra angolare della nostra vita è Cristo. Su di Lui vogliamo costruire la nostra vita.
 

La benedizione (se c’è un sacerdote) o il segno di croce e un canto, per esempio “Barca”.

 

La Quarta Serata del Papa (DOC)

 


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