Giovanni Paolo II esortava: “Le nostre
comunità cristiane devono diventare
autentiche «scuole» di preghiera” (Nuovo
millennio ineunte, 33). Riteneva che “Il
cristianesimo doveva distinguersi nel nostro
tempo, soprattutto per l’«arte della
preghiera» (Ecclesia de Eucaristia,
25). Egli stesso ha dato alla Chiesa un
esempio straordinario di vita di preghiera.
Fu “in ginocchio dinanzi alla maestà di Dio,
sempre, dall’infanzia, fino all’ultimo
istante della vita” – testimonia Mons.
Stanisław Dziwisz, aggiungendo: “Quando mi
domandano: che cosa costituiva la sua forza
e il suo segreto più profondo, non trovo
nessun’altra risposta: la preghiera e
l’unione con Dio”. Cominciando dalla
giovinezza, per tutta la vita sacerdotale,
episcopale e papale, era immerso in Dio, in
Lui cercava le soluzioni e i programmi del
pontificato. Ciò gli dava forza e pace”.
Dal
desiderio di una vita di preghiera di
questo genere, nasce la “Scuola di
preghiera di Giovanni Paolo II”. Il
compito fondamentale nella scuola
proposta è apprendere la preghiera nello
spirito del “Totus Tuus”. Chi partecipa
alla scuola apprende questo
atteggiamento ogni giorno nei suoi
incontri con Dio e con Maria. Si
assumono anche altri impegni: una volta
la settimana si fa l’adorazione, ogni
mese - la riflessione sulle vie della
vita di preghiera e, ogni anno - gli
esercizi spirituali, possibilmente
quelli organizzati nella parrocchia,
vissuti con tutta la comunità. Sulla via di questa formazione sono
invitati tutti coloro che riconoscono
Giovanni Paolo II maestro di preghiera. Lui
è il maestro. Discepolo può essere chiunque:
bambini e adulti, giovani e anziani, sani e
malati.