La prospettiva personalistica della mariologia di
Giovanni Paolo II è particolarmente evidente nel
tema dell'immacolata concezione di Maria. Più di
considerare la grazia nel contesto dei singoli
misteri della vita di Maria, il Santo Padre mostra
in che modo agisce Dio, che è Amore. Per questo la
grazia di essere esclusa dal peccato
(immacolata concezione) e il dono della pienezza
della grazia (dato in relazione alla maternità)
non sono considerati da lui come doni distinti, ma
come un'unica azione del Dio che ama, la cui
presenza riempie e trasforma tutta l'esistenza di
Maria.
Giovanni Paolo II indica il chiaro legame tra la
"grazia" trasformante la persona di Maria e la
grazia dell' esclusione previa dall' eredità del
peccato. Per molti esegeti protestanti la "grazia di
Maria" significa semplicemente l'elezione di Lei a
Madre di Dio. Nella teologia cattolica si scorge il
carattere personale della grazia, che costituisce
la realtà "interiore" e "storica" nello stesso
tempo. La "pienezza della grazia" significa santità
e la santità a sua volta presume la mancanza di
peccato. Maria è "la tutta santa e immune da ogni
macchia di peccato” donde la grazia abbraccia tutta
la sua esistenza personale e tutta la sua storia. La
"pienezza di grazia" indica una certa dialettica di
sovranità di Dio e di condizionamenti storici e
umani. Il progetto di Dio si realizza nel tempo, ma
esso è precedente alla rivelazione storica.
È così nel
caso della "immacolata concezione": la storia del
peccato perdura "all'esterno", ma nella storia
soggettiva della Vergine di Nazaret è iniziata la
storia della redenzione. Per opera della grazia, per
i meriti redentivi di Colui che doveva divenire suo
Figlio, Maria è stata preservata dal retaggio del
peccato originale sin dal momento del concepimento
Ella appartiene a Cristo e partecipa di quell'amore
che ha il suo inizio nel "Diletto" (Ef 1,6). Il Papa
indica direttamente che «quella "pienezza di grazia"
indica l'Immacolata Concezione».
Nella redenzione "l'immagine e la somiglianza di Dio
nell'uomo raggiungono il culmine,,7. La santità di
Maria comprende non solo il primo momento della sua
esistenza, ma anche tutta la sua vita. Giovanni
Paolo II insegna che Maria non solo è esente dal
peccato originale, ma "è stata preservata anche da
ogni peccato attuale e la santità iniziale le è
stata concessa perché riempisse la sua intera
esistenza"s. Interpretando ciò dalla prospettiva
personalistica, ci è facile trarre l'inclusione
tra "immacolata" e "trasformata dalla grazia",
perché queste sono infatti due verità, che mostrano
"una sola" realtà personale di Maria. Una
definizione mette in luce l'aspetto negativo, e
l'altra il positivo9, Similmente nella
dottrina sulla grazia, la teologia definendo la
crescita dell'uomo per la grazia, afferma che quella
crescita si compie grazie a due fattori: la mancanza
di peccato e la presenza della grazia. “Nel
linguaggio della Bibbia "grazia" significa un dono
speciale, che secondo il Nuovo Testamento ha la sua
sorgente nella vita trinitaria di Dio stesso, di Dio
che è amore (cf. I Gv 4, 8). Frutto di questo amore
è l'elezione - quella di cui parla la Lettera agli
Efesini. Da parte di Dio questa elezione è l'eterna
volontà di salvare l'uomo mediante la partecipazione
alla sua stessa vita (cf. 2 Pt 1, 4)”La grazia, in
altre parole, è l'amore di Dio, il quale donandola
all'uomo, non gli dà una qualche energia indefinita,
ma lo conduce nel cerchio (comunione) della sua vita
trinitaria, dandogli la possibilità di una crescita
e trasformazione continue.
Krzysztof Guzowski
©
Pontificia
Academia Mariana Internationalis
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