Giovanni Paolo II collega la bellezza ai misteri
dell'Immacolata Concezione e dell' Assunzione, e
pertanto con il mistero della preservazione dalla
corruzione del peccato e con il mistero della
pienezza per la grazia della redenzione. In
Maria “per il fatto di essere interamente penetrata
dalla grazia, all'interno della sua anima tutto è
armonia, e la bellezza dell'essere divino si
riflette in lei nella maniera più commovente”. Ella
è detta da Giovanni Paolo II "la più bella delle
creature". Il disegno di Dio si realizza pienamente
proprio nell'Immacolata, conformemente alle parole
di s. Paolo: "In lui ci ha scelti prima della
creazione del mondo, per essere santi e immacolati
al suo cospetto nella carità, predestinandoci a
essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo"
(Ef 1,4-5). La bellezza significa pienezza e
riflesso del Creatore. Essa è in grado di imprimersi
nell'uomo, solo grazie alla libera e continua
collaborazione con la grazia di Dio. La persona di
Maria cresce nella portata dell'amore di Dio, che
guarda a Lei con amore .c'ha guardato all'umiltà
della sua serva"). Qui Giovanni Paolo II mostra la
potenza della grazia e il dramma del peccato che è
"antirelazione", egoismo, il chiudersi dell'uomo,
l'incapacità di rispondere all'amore, alterazione
dell'immagine di Dio nell'uomo. Nel mondo peccatore
la persona umana non conosce mai la "pienezza",
giacché sperimenta il conflitto tra bene e male,
luce e tenebra, vero e falso. Maria è la prima
persona dell'umanità che partecipa al dono di
un'esistenza piena, propria solo dei redenti.
Maria è reale icona della "bellezza personale" che
ha la fonte nella Trinità, e non di quella materiale
o cosmica. Privata del tutto dello splendore delle
dame terrene e delle regine, nonché dei privilegi
terreni, è rivelazione del compiacimento di Dio
nella bellezza personale. Nella persona di Maria
vediamo la composizione perfetta delle
caratteristiche femminili, della maternità,
sapienza, semplicità, purezza, dell'amore (dono e
risposta), dell'apertura, della libertà, fede,
santità, nobiltà, dignità, del fascino personale.
Nella persona di Maria la bellezza umana e quella
divina (della grazia) compongono un'unica immagine
della bellezza di Dio presente nel mondo come
Creatore, Redentore e Santificatore. Nella triade
dei trascendentali - bene, verità e bellezza - la
bellezza va letta come "sovra-realtà" (propria anche
alla persona), giacché trascende sia il corpo che
l'anima. L'uomo come persona è essere corporale e
spirituale. Ciò che edifica la persona è certamente
la grazia, e la grazia significa nell'uomo la
pienezza, e la pienezza è bellezza che nella persona
raggiunge la forza della tematizzazione e della
concretezza. La pericoresi della Trinità nella vita
di Maria, evidenzia la sua bellezza, e nello stesso
tempo dà l'esperienza della relazione con la Fonte.
Maria nella sua santità è "icona della Trinità".
Nota il Bartnik che soprattutto nel mondo delle
persone, bisogna notare l'esistenza della legge
della pericoresi, giacché non possono esistere
esseri assolutamente distaccati tra loro,
soprattutto nell' aspetto dell' esistenza. Nella
bellezza della persona si manifesta il discendere di
Dio e la Sua trascendenza, l'abbassarsi di Dio e
l'elevarsi dell'uomo. L'icona di Maria è segno di
quest'incontro.
Alla
Madre di Dio sono applicati nella liturgia i simboli
della bellezza, giacché Maria non è solo apostolo
della parola, ma con la sua persona annuncia l'alba
di un "sole" e anticipa la venuta del "giorno":
annuncia e anticipa Cristo. L'immacolata concezione
costituisce l'annuncio della Buona Novella della
salvezza. Cristo “come vinse la potenza del peccato
originale nella Madre sua, così farà in ciascuno di
noi”. La bellezza di Maria per la grazia suggerisce
che il peccato (opposto alla grazia) priva la
persona sia della bellezza che di Dio.
Il
personalismo della grazia si esprime nella
dialogicità della vita e nell'allacciamento di un
rapporto duraturo con Dio. Giovanni Paolo II scrive
dell'inimicizia di Maria nei confronti di satana,
della mancanza di "relazione" personale con lui. La
bellezza di Maria si manifesta nella sua totale
apertura alla grazia di Dio, che è amore. La persona
di Maria priva del peccato può essere penetrata
completamente: è trasparente, chiara, limpida, il
che si esprime nella sua fede. Qui la differenza tra
la Vergine e Adamo dopo il peccato è fondamentale.
Adamo si nasconde a Dio e nasconde Dio agli altri,
Maria diventa icona trasparente della presenza di
Dio. Quella trasparenza della persona determina la
bellezza come pienezza e santità. La santità è da
una parte realizzazione della persona (immagine di
Dio) per la grazia della redenzione, e dall'altra
rivelazione della bellezza di Dio. Il titolo di
Madre del bell'amore - Mater pulchrae dilectionis
- svela anche un altro aspetto della bellezza di
Maria. Ella non è solo degna di amore, ma anche ci
insegna ad amare Dio e gli uomini. Lo splendore
della carità cantata da san Paolo, carità che non ha
finzioni, riempie la vita di Maria. Bello è il suo
amore verso il Figlio, bello verso i peccatori,
bello verso la Chiesa. L'amore, la grazia, la
bellezza - sono tre gradi e tre rivelazioni della
"pienezza" nella persona di Maria.
L'Immacolata Concezione e l'Assunzione: due tappe
che fissano la bellezza di quest' icona. A Lourdes
Giovanni Paolo II ha elencato gli elementi dello
splendore di questa bellezza che penetra la persona
di Maria, che riem pie la sua esistenza e annuncia
la bellezza di ogni persona redenta, nella quale non
ci sarà la bruttura del peccato né la corruzione
della morte. La grazia nella vita di Maria
accompagna e riempie tutta la sua storia personale
dall' immacolata concezione fino all' Assunzione.
Ella è la prima persona realizzata, nella quale si
riflette in pienezza lo splendore del Redentore.
Krzysztof Guzowski
©
Pontificia
Academia Mariana Internationalis