Giovanni Paolo II

Il fenomeno di una donna straordinaria e di una persona eccezionale.

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Il personalismo non riferisce mai la grazia alla persona "in abstracto", ma a una persoria concreta, che ha una sua storia (il tempo della crescita va dal concepimento alla morte). La "grazia" che l' annunciazione racconta, va presa dalla parte della fonte (in Dio) e dalla parte dell' effetto (in Maria) perché l'Amore (la pericoresi) della Trinità, che penetra e trasforma tutta la persona di Maria, la rende atta ad una vita e ad un agire nuovi. Giovanni Paolo Il sottolinea che l'eccezionalità di Maria sta nella sua ecce­zionale dignità, che le è stata elargita per una particolare grazia. Dall'altra parte ricorda che quella straordinarietà non la allontana dal mondo delle altre donne, ma diventa profezia, annuncio e splendore dello stato della donna29. Ogni persona riceve nella vita una chiamata da Dio in forma "concreta" e irripetibile. Nel mondo mascolinizzato, il sottolineare la dignità della donna sull'esempio di Maria, è ancora svelare l'importanza "sovra­culturale" della Rivelazione e della redenzione, e con questo della persona. La visione integrale, propria del personalismo, non per­mette di restringere il mondo di Maria al ruolo o alla funzione da Lei avuta. Giovanni Paolo II nella Mulieris dignitatem mostra la femminilità e la maternità, come radicate nel fatto di "essere per­sona", che per grazia è capace del "dono di sé',3D. "L'unione con Dio" è la piena realizzazione di ogni persona.

 

Giovanni Paolo II sottolinea che Maria realizza tutto questo come donna ed enumera quegli aspetti della femminilità, che emergono dall' essere della Sposa. Il Papa ricorda nella Mulieris dignitatem due caratteristiche della femminilità: la "reciprocità" e la caratteristica "profetica" (la donna anticipa, sa prima di venire a sapere). Nella Redemptoris Mater aveva invece scritto: “Alla luce di Maria, la Chiesa legge sul volto della donna i riflessi di una bellezza, che è specchio dei più alti sentimenti, di cui è ca­pace il cuore umano: la totalità oblativa dell'amore; la forza che sa resistere ai più grandi dolori; la fedeltà illimitata e l'operosità infaticabile; la capacità di coniugare l'intuizione penetrante con la parola di sostegno e di incoraggiamento”.

 

Il Papa ha mostrato Maria come "prima" tra i credenti in Dio, "prima" tra coloro che confidano in Dio, che ascoltano Cristo, tra i poveri ecc. In quanto "prima", "Colei che ci precede', Maria è il "principio" della vita cristiana e della comprensione della sua pienezza. Se scambiamo gli attributi: la donna credente, la Madre di Dio, la discepola di Cristo, il principio fondamentale e la verità basilare è che Maria, essendo creatura, è in quanto tale "persona umana". X.Pikaza chiama addirittura Maria "prima persona dell'umanità", giacché è il primo essere umano che si è realizzato in pieno come persona grazie a Gesù Cristo! L'Immacolata inol­tre non è eruzione di uno sprazzo momentaneo nell'operare di Dio, ma appartiene al "nuovo ordine della redenzione" (cf. Ga 4, 1-4). Giovanni Paolo II costata che dal fatto che siamo creati ad immagine della Santissima Trinità e portiamo in noi i "segni" di Dio Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e che siamo uniti per­sonalmente e concretamente alle Tre Persone Divine, scaturi­scono conseguenze sul piano etico. L'etos umano, secondo Gio­vanni Paolo II è conseguenza della verità rivelata, che Dio dal quale tutto ha origine, e che è "comunione di Persone", è Amore. L'uomo dal principio, e cioè dalla creazione, porta in sé l' “im­magine e la somiglianza” di Dio, che è pienezza di vita, comu­nione di Persone libere e che si amano. Maria, preservata dalla macchia del peccato, porta in sé il pieno splendore di quest'im­magine (gratia creationis) e somiglianza (gratia redemptionis). Alla luce di quanto è stato detto, è fondato parlare di Maria non solo come icona dell' ''uomo nuovo", ma anche come icona della "persona nuova". Il suo eccezionale "posto" nella storia, il dono della vita personale che si distende tra il "concepimento" e l'''Assunzione'' si gioca nel dialogo con Dio. La presenza e l'agire della Santa Trinità nel mondo umano non significa diminuzione della libertà personale, ma sua nobilitazione e rafforzamento. La vita di Maria è una sorta di magnifico racconto dell'intima unione dell 'uomo con Dio.

 

Krzysztof Guzowski

© Pontificia Academia Mariana Internationalis


Giovanni Paolo II e la Madonna di Fatima

 
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