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“Stazione”, un termine militare per riconciliarsi con Dio
La liturgia stazionale è un evento “esportato” in molte diocesi del mondo, ma ha una storia strettamente legata alle chiese della capitale delle cristianità, tanto da esser definita “romana”. Un evento sociale oltre che religioso che ha segnato la storia di Roma. Stazione deriva dalla terminologia militare romana. Indicava il posto di guardia, il montare la guardia. Nel linguaggio cristiano passò ad indicare l’atteggiamento del cristiano che “monta la guardia” in senso spirituale, col digiuno, la penitenza, la partecipazione ai divini misteri. Insomma, la “sentinella del mattino “ di cui ci ha parlato tanto Giovanni Paolo II.
Torniamo al IV-V secolo dell’era cristiana, a Roma. La Città viene suddivisa in regioni ecclesiastiche che fanno riferimento ai Tituli. Durante la quaresima il papa vi riunisce clero e popolo per far partecipare a turno ciascun quartiere all’ eucaristia del vescovo. Le Stationes nascono così per una esigenza di pratica pastorale. Ci si radunava presso una chiesa poi, in processione si arrivava alla chiesa stazionale dove il papa celebrava la santa messa.
Nasce una propria liturgia stazionale che a Roma viene celebrata, oltre che in Quaresima e nella prima settimana di Pasqua, anche in Avvento, o nelle feste dei martiri e dei patroni Pietro e Paolo.
Le liturgie quaresimale furono sentite e seguite dal popolo romano fino all’esilio avignonese.
San Carlo Borromeo ne fece un appuntamento pastorale anche per la chiesa ambrosiana.
A Roma l’uso riprese con Sisto V ma con poca fortuna tanto che per il popolo le visite alle chiese divenute stazioni religiose - per cui erano previste particolari indulgenze - si trasformavano spesso in occasioni di incontro e corteggiamento.
Solo nel 1879 con al fondazione del Collegium Cultorum Martyrum iniziò un vero ripristino della liturgia stazionale che oggi e spesso più sentita in altre diocesi.
A Venezia ad esempio il cardinale Angelo Scola lo scorso anno ripropose questa liturgia usando come Stationes il luoghi della sofferenza.
A Roma poi la comunità più vivace nel seguire i riti stazionali è quella americana e anglofona che, con devozione e convincimento, ogni mattina di quaresima compie il rito vigilare.
Il mercoledì delle ceneri (un tempo la quaresima iniziava la domenica “in capite jeuinii), la quaresima inizia a sant’Anselmo all’Aventino da dove una processione guidata dal papa cui partecipa la curia romana, si snoda fino alla basilica di santa Sabina. Come all’origine della chiesa romana, il papa celebra la messa e impone le ceneri e le riceve a sua volta. Un rito antico e bellissimo, che nelle stesse chiese romane del IV secolo, attraverso i secoli, ci lega ai primi cristiani dell’Urbe.
Angela Ambrogetti
Giornalista della Radio Vaticana (in Approfondimenti, Papanews)
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