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Lo spirito della liturgia

"Una delle mie prime letture dopo l'inizio degli studi teologici, al principio del 1946, fu l'opera prima di Romano Guardini Lo spirito della liturgia, un piccolo libro pubblicato nella Pasqua del 1918 come volume inaugurale della collana "Ecclesia orans", a cura dell'abate Herwegen, più volte ristampato fino al 1957. Quest'opera può a buon diritto essere ritenuta l'avvio del movimento liturgico in Germania. Essa contribuì in maniera decisiva a far sì che la liturgia, con la sua bellezza, la sua ricchezza nascosta e la sua grandezza che travalica il tempo, venisse nuovamente riscoperta come centro vitale della Chiesa e della vita cristiana. Essa diede il suo contributo perché si celebrasse la liturgia in maniera "essenziale" (termine assai caro a Guardini); la si voleva comprendere a partire dalla sua natura e dalla sua forma interiori, come preghiera ispirata e guidata dallo stesso Spirito Santo, in cui Cristo continua a divenire a noi contemporaneo, a fare irruzione nella nostra vita.
Vorrei arrischiare un paragone, che come tutti i paragoni è in gran parte inadeguato, ma che aiuta a capire.
Si potrebbe dire che la liturgia era allora - nel 1918 -, per certi aspetti, simile a un affresco che si era conservato intatto, ma che era quasi coperto da un intonaco successivo: nel messale, con cui il sacerdote la celebrava, la sua forma era pienamente presente, così come si era sviluppata dalle origini, ma per i credenti essa era ampiamente nascosta da istruzioni e forme di preghiera di carattere privato. Grazie al movimento liturgico e - in maniera definitiva - grazie al concilio Vaticano II, l'affresco fu riportato alla luce e per un momento restammo tutti affascinati dalla bellezza dei suoi colori e delle sue figure.
Ma nel frattempo, a causa dei diversi errati tentativi di restauro o di ricostruzione, nonché per il disturbo arrecato dalla massa dei visitatori, questo affresco è stato messo gravemente a rischio e minaccia di andare in rovina, se non si provvede rapidamente a prendere le misure necessarie per porre fine a tali influssi dannosi.
Naturalmente non si deve tornare a coprirlo di intonaco, ma è indispensabile una nuova comprensione del suo messaggio e della sua realtà, così che l'averlo riportato alla luce non rappresenti il primo gradino della sua definitiva rovina. [...]
Roma, nella festa di sant'Agostino 1999
JOSEPH RATZINGER"

tratto da: Introduzione allo spirito della liturgia, Premessa
Titolo originale dell'opera Einjìihrung in den Geisl der Liturgie
Traduzione dal tedesco di Giuseppe Reguzzoni
EDIZIONI SAN PAOLO s.r.l., 2001



Segnaliamo sul tema della introduzione allo spirito della liturgia la lettura in Zenit del testo della conferenza tenuta il 6 gennaio scorso, in Vaticano, da mons. Guido Marini, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, alla presenza di un gruppo di sacerdoti anglofoni giunti a Roma in occasione dell’Anno Sacerdotale.

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