Tempio romano del 160 d.C., dedicato a Cerere e Faustina, costruito all’interno del Triopio di Erode Attico, ricchissimo personaggio della Roma imperiale del sec. lI d. C., originario di Atene.

Trasformato nel sec. VI d.C. in chiesa, dedicata a S.Urbano vescovo e martire.

Restaurata nel 1630-1634 dal papa Urbano VIII Barberini, che costruì i muri fra le colonne del pronao, in quanto si erano formate delle crepe sulla facciata.

Più volte profanata, perché lontana dal centro abitato.

lnglobata nel 1962 in una vicina proprietà, fu parzialmente abitata da un guardiano.

Acquisita nel 2002 dal Comune di Roma e data in consegna al Vicariato di Roma: dall’ottobre 2005 è stata elevata a Rettoria.

Tempio prostilo tetrastilo: le colonne, i capitelli e l’architrave sono in marmo bianco pentelico proveniente dalla Grecia, mentre il corpo di fabbrica e la decorazione della parte alta della facciata sono in laterizio molto ben lavorato.

L’interno, coperto da volta a botte, era decorato da stucchi ottagonali, di cui è rimasto soltanto quello centrale, con l’apoteosi di Annia Regilla, moglie di Erode Attico. Al disotto c’è un fregio in stucco con armi, corazze e scudi.

Gli affreschi, alcuni dei quali molto rimaneggiati, che ornano gli antichi riquadri, risalgono al sec. XI d.C., e rappresentano episodi tratti dal Vangelo, dal martirio di S.Lorenzo e dalle vite di S.Urbano e di S.Cecilia. Uno degli affreschi più conservati, “La Crocifissione”, è firmato da un certo Fratel Bonizzo e datato 1011.

Nella cripta, cui si accede per una stretta scala di 23 gradini, c’è un piccolo affresco raffigurante la Madonna col Bambino fra S.Giovanni e S.Urbano: esso, per la rappresentazione frontale, composta, solenne e severa dei personaggi, nonché per l’astrattezza e l’inespressività dei volti, è databile prima dell’anno 1000.

 

(da “La storia ci racconta” a cura del Comitato per il Parco della Caffarella)

 
 
 

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