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"Gesù, allora, quando vide Maria piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: <Dove l’avete posto?>. Gli dissero: <Signore, vieni a vedere!>. Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: <Vedi come lo amava!>" (Gv 11,33-36). Questa scena di Gesù che piange per l’amico morto l’abbiamo vista in questi giorni, ieri sera alla veglia, ora qui: tante lacrime per Lorenzo! Perché tanti gli volevano bene, gli volevamo bene! Sono lacrime non di disperazione ma d’amore. Ora che non c’è più visibilmente tra noi, ci rendiamo conto di quanto fosse preziosa la sua presenza, che grande dono fosse per noi. Siamo qui per ringraziare il Signore per avercelo dato, per averlo dato a questa comunità. Ho sentito tante testimonianze in questi giorni, tutte concordi: "Lorenzo era un giovane sempre allegro e pieno di vita, amava gli altri e la natura" - "Quando gli si chiedeva un aiuto, rispondeva: <Non c’è problema> - "Era sempre disponibile e pronto a rimboccarsi le maniche lì dove c’era bisogno di dare una mano" - "La sua morte è la fotografia di quella che è stata la sua vita" - è profondamente vero. Quella notte passando lungo la strada ha visto uno sconosciuto nel bisogno. Non è passato oltre come hanno fatto altri. Si è fermato, buon samaritano, per soccorrerlo e ha pagato con la vita il suo gesto di amore. Lui era fatto così. Lorenzo, buon samaritano, questo è stato solo l’ultimo dei tuoi atti d’amore. Di quell'amore che ti portava come scout a tendere la mano ai tuoi compagni e a camminare con loro. Di quell’amore che ti spingeva la sera del Giovedì a portare il pane materiale e quello spirituale dell’amicizia ai barboni della nostra città. Di quell’amore che ti conduceva anche fuori dei confini dell’Italia pur di portare aiuto e solidarietà a chi è nel bisogno. Di quell’amore che ti ha portato anche all’impegno politico e amministrativo nella nostra Circoscrizione: non per ambizione di potere, ma esclusivamente per fare del bene alla gente, per una città più giusta e fraterna, più pulita, a misura d’uomo. Mi sono chiesto donde Lorenzo attingesse questo spirito e questa generosità: non era solo il suo carattere buono. Lorenzo aveva imparato bene dall’esperienza scout la lezione del servizio e l’aveva fatta diventare la sua legge di vita; e poi trovava nella preghiera la sua forza: quante mattine la conclusione del vangelo del Buon Samaritano: "Va e fa anche tu lo stesso!". Lorenzo è vissuto appena 28 anni, ma ha fatto una lunga e brillante carriera: quella dell’amore e del servizio. Grazie Signore per avercelo dato. Grazie a voi genitori per questo vostro figlio, per la fede e la dignità che ci state dimostrando in quest’ora di dolore. Grazie a te Dora, mamma di Lorenzo: ieri sera ci hai commosso con la tua testimonianza. A noi che muti e tristi ci domandavamo il perché, tu con la tua fede ci hai dato la risposta. |
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