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Le Parrocchie del Centro storico di Roma presentano oggi
alcune problematiche specifiche derivanti dal limitato
numero di abitanti e, d’altro canto, dall’elevatissima
presenza quotidiana di persone che vi lavorano e di
turisti che vi transitano. Proprio mentre le Parrocchie
del Centro vengono chiamate a svolgere una funzione
quasi rappresentativa ed esemplare della vita cristiana
di Roma, di cui di fatto costituiscono un biglietto da
visita, viene assottigliata progressivamente la loro
reale possibilità di articolate proposte pastorali,
liturgiche e caritative a causa dell’esiguità del numero
dei fedeli in esse residenti ed operanti. Resta tuttavia
importante e necessario mantenere uno stile di
accoglienza: non basta infatti tenere le chiese aperte
per gran parte del giorno se chi vi entra non può
incontrare nessun sacerdote o laico disposto ad
accogliere le persone, a far sentire loro la materna
attenzione della Chiesa, che ha una proposta da offrire
a tutti, magari solo favorendo la partecipazione ad una
liturgia domenicale sobria, composta e solenne.
Inoltre, una pastorale che offra servizi
religiosi a chi li domanda o che proponga ad una cerchia
ristretta di fedeli qualche buona iniziativa formativa
non basta più. La Parrocchia si sente pertanto in dovere
di riconsiderare il proprio agire ecclesiale. Troppi
battezzati non si sentono parte della comunità
ecclesiale e vivono ai margini di essa. In proporzione
al numero degli abitanti, pochi sono i laici che, pur
professandosi cattolici, sono pronti a rendersi
disponibili per lavorare nei diversi campi apostolici.
Anche nella nostra Parrocchia di S. Vitale possono
individuarsi diverse modalità e tipologie di vivere
l’appartenenza ecclesiale: un primo gruppo di cristiani,
non troppo numeroso ma convinto e partecipe, cura
seriamente la propria crescita spirituale, vive con
coerenza la fede, testimoniandola nella vita di ogni
giorno, collabora come può nei diversi campi della
pastorale. Un secondo gruppo, più numeroso, è formato da
chi regolarmente partecipa alla S. Messa domenicale, si
sente abbastanza vicino alla Parrocchia, ma vive un
cristianesimo piuttosto privato e silenzioso. Un terzo
gruppo di persone non escludono un qualche collegamento
con la Chiesa; sostenuti da un certo sentimento
religioso, perché hanno ricevuto i sacramenti da
bambini, hanno però dei contatti occasionali in
situazioni di gioia o di dolore, o nelle grandi feste
religiose; continuano a chiedere i sacramenti, quasi per
un dovere sociale, ma culturalmente si va sempre più
sfilacciando la loro appartenenza ecclesiale. Vi è
infine un ultimo gruppo di persone battezzate che
affermano esplicitamente di non voler più appartenere
alla Chiesa: sono lontane, talvolta molto lontane se non
ostili, o totalmente indifferenti rispetto al fatto
religioso e alla vita ecclesiale.
L’anno pastorale 2010-2011, CXXVII dalla fondazione
della Parrocchia (eretta l’1 agosto 1884), oltre che
dall’attività pastorale usuale secondo le indicazioni
del programma diocesano, sarà caratterizzato da tre
iniziative di particolare importanza:
La “Stazione
quaresimale” (venerdì 25 marzo 2011). In un periodo
di crisi del processo penitenziale e della celebrazione
individuale del sacramento della Riconciliazione, la
comunità parrocchiale celebra con particolare attenzione
la tradizionale “Stazione quaresimale”. Non solo i
singoli cristiani crescono, infatti, come adulti nella
fede tramite la conversione e la penitenza; anche la
comunità cristiana ha il dovere di interrogarsi alla
luce della Parola di Dio e di crescere, migliorando la
propria capacità di testimonianza del Vangelo in un
mondo che cambia oggi assai rapidamente. Per questo,
valorizzando l’antica esperienza della chiesa romana,
intendiamo “montare di guardia” sulla nostra vita
cristiana, dedicandoci con vigilanza e impegno alla
conversione e all’orazione.
La
Processione delle Palme (domenica 17 aprile 2011).
La comunità cristiana è davvero aperta a tutti e, senza
distinzione di popolo e di nazionalità, si presenta come
la fraternità dei credenti che, in forza della carità
che ne anima i rapporti, evangelizza il mondo intero.
Con la comunità filippina di S. Pudenziana e quella
romena di S. Vitale celebreremo assieme l’entrata di
Gesù a Gerusalemme con la processione che partirà alle
ore 10,00 dalla chiesa di S. Lorenzo in Panisperna.
La
Festa di S. Vitale (giovedì 28 aprile 2011). E’ un
momento di “porte aperte” della Parrocchia in dialogo
con il proprio territorio per incrementare
l’accoglienza, coltivare la dimensione culturale,
valorizzare l’arte e la storia come terreno di incontro
con il Vangelo e fare di S. Vitale una casa aperta a
tutti gli uomini di buona volontà.
Ci
prepareremo così alla celebrazione nel 2012 del 1600°
anniversario dalla Dedicazione della Basilica, che il
Papa S. Innocenzo I consacrò il 28 aprile dell’anno 412,
erigendovi il “Titulus Vestinae”, ultimo dei titoli
romani.
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