PROGETTO PASTORALE PARROCCHIALE
PER IL TRIENNIO
2008 – 2011
Una
premessa
Il 31
agosto 1884 la Basilica dei SS. Vitale e Compagni
Martiri divenne sede parrocchiale, affidata al clero
diocesano di Roma. Bisognò però aspettare il 1887 perché
la Parrocchia divenisse pienamente operativa, in un
territorio in continua espansione abitativa. La
strutturazione della vita comunitaria e parrocchiale
ricalcò felicemente il modello allora in uso, modello
che mutò poi a partire dal 1962 secondo le indicazioni e
le spinte del Concilio Vaticano II e i suoi indirizzi
pastorali.
La
visita del S. Padre, Giovanni Paolo II, nel 1992 marcò
il momento più vivo della vita parrocchiale, che, negli
anni immediatamente successivi, cominciò rapidamente a
declinare. Tale declino fu dovuto a vari fattori,
compresa la progressiva e marcata compressione del
numero degli abitanti determinata dall’utilizzo
prevalentemente commerciale e amministrativo di
moltissimi edifici.
Dal
2004 la Parrocchia è retta da mons. Daniele Micheletti,
coadiuvato stabilmente da un collaboratore parrocchiale,
don Ignatius Andreas Liwu, e da due sacerdoti
collaboratori, mons. Gianfranco Rota Graziosi e mons.
Paolo Luca Braida. Alla fine del 2004 sono stati
istituiti il Consiglio Pastorale e il Consiglio per gli
Affari Economici, che si riuniscono regolarmente e
attendono pienamente ai loro compiti. Il primo Progetto
pastorale della Parrocchia per gli anni 2005-2008 ha
permesso di riannodare i fili con quanti si sentono di
appartenere alla comunità cristiana; sono però stati
raggiunti tutti gli abitanti del territorio tramite
alcuni appuntamenti culturali, la visita annuale delle
famiglie e il foglio di collegamento.
Non
si è potuto fare a meno di prendere coscienza che il
territorio, oltre alle persone già credenti, più o meno
bisognose di approfondire e di portare a maturazione
consapevole la propria fede, ci pone dinnanzi anche le
molte persone che non hanno ancora incontrato nella
propria vita il Signore Gesù in modo significativo e
pieno, anche quando talora ritenessero di conoscerlo già
abbastanza.
In
altre parole, cresce il numero delle persone non
battezzate, o che debbono completare l’iniziazione
cristiana; delle persone che, pur battezzate, hanno
maturato scelte diverse di fede o di non-fede; delle
persone che, pur battezzate, vivono come se Cristo non
esistesse e ripetono i segni della fede senza che alle
parole e alle azioni corrisponda un’autentica e sincera
adesione alla persona di Gesù Salvatore.
Sono
piuttosto diffusi in tutti, credenti e non, forti
resistenze al mistero e al soprannaturale, gravi
difficoltà ad intendere il linguaggio religioso, diffusi
timori di essere catturati dalla Chiesa, radicata e
generalizzata diffidenza per l’istituzione ecclesiastica
intesa come invincibilmente conservatrice, politicante,
moralista, corrotta.
La
presenza di elementi cristiani (e persino cattolici)
nella cultura occidentale (il cosiddetto cristianesimo
anonimo o implicito) non è più tale da poterci rinviare
ancora all’esistenza di una società cristiana, così
come l’aver fatti propri alcuni vaghi e generali
riferimenti valoriali cristiani non basta a definire
credente un individuo.
Ogni
storia personale di vita (e di fede) è una storia
personale unica e irripetibile, che ci porta sempre,
prima o poi, a verificare se nella religione che fu
familiare c’è già la risposta cercata altrove… a leggere
avvenimenti apparentemente casuali che riportano ricordi
lontani e risvegliano interrogativi a lungo sopiti… a
vivere la vicinanza e la solidarietà… a considerare i
momenti che sono snodi esistenziali significativi (la
ricerca del lavoro, l’università, l’incertezza del
futuro, l’avvio della vita affettiva, la prospettiva di
costruzione della famiglia verso una visione più
impegnativa di esistenza, la maternità e la paternità)…
a porci la domanda del Battesimo, della I Comunione,
della Cresima per un figlio… a dover sperimentare
l’esperienza traumatica della solitudine, della
malattia, della morte.
E’
compito della comunità cristiana incontrare i “cercatori
di Dio” o almeno suscitare, in chi neppure lo cerca, la
consapevolezza di questa possibilità, ricordando sempre
la classica distinzione, che demarca non solo persona da
persona, ma l’unità stessa del singolo individuo fra
credere (believing), appartenere (belonging) e
comportarsi (behaving).
Nel
territorio della Parrocchia insistono oggi circa 1.100
abitazioni familiari, abitate da famiglie di ceto
medio-alto, 380 uffici, 480 negozi, circa 120 ulteriori
locali, 9 musei, 4 chiese cattoliche, di cui una di
riferimento per la Comunità Cattolica Filippina, 4
conventi, 1 sinagoga, 1 chiesa evangelica.
Operano inoltre il Coordinatore nazionale dei Cappellani
della Polizia di Stato presso il Ministero degli
Interni, il Cappellano della Questura di Roma e il
Cappellano della Caserma dei Vigili del Fuoco. Inoltre,
con riferimento all’Ordinariato Militare per l’Italia,
opera il Cappellano Militare presso il Quirinale.
Con
l’anno pastorale 2008-2009 la Basilica è anche sede
della Missione con cura d’anime dei Romeni cattolici; ad
essi provvedono due sacerdoti, residenti nella
Parrocchia stessa. Tale missione si aggiunge a quella
analoga per i Filippini, che opera nel territorio
parrocchiale presso la Basilica di S. Pudenziana al
Viminale. |