Benvenuto sul sito della Chiesa di San Sebastiano al Palatino.

Il complesso religioso di San Sebastiano sorge sul Colle Palatino nell'area dell'antico tempio del Sol Invictus Elagabal, eretto dall'Imperatore Elagabalo all'inizio del I secolo D.C. e di cui si vedono ancora tracce delle fondamenta nello spiazzo adiacente la chiesa.

In quest'area la tradizione vuole sia avvenuto il martirio di san Sebastiano, alla cui memoria la chiesa è stata dedicata. Troverai qui maggiori notizie.

accoglienza

Presso la Chiesa di San Sebastiano al Palatino trovano accoglienza gruppi composti da giovani, adulti, religiosi, sacerdoti e appartenenti a vario titolo alla comunità ecclesiale.

matrimoni

Nello splendido complesso di San Sebastiano al Palatino, tra natura e storia, è possibile celebrare il matrimonio. Troverai qui maggiori informazioni.

contatti

Informazioni sul posto
lunedì, mercoledì e venerdì ore  9.00-12.00, telefoni: 066784236 e 3317231978
email: ssebastiano@fastwebnet.it.
 Chiesa di San Sebastiano al Palatino
 Via di San Bonaventura, 1
 00185 Roma

 

STORIA E ARTE

 

Notizie sicure sulla fondazione del convento risalgono alla fine del sec. X. ad opera di un certo Petrus Medicus citato nelle fonti, ma è probabile che la chiesa esistesse già da tempo.

Nel 1061 il complesso Viene concesso alla potente Abbazia benedettina di Montecassino ed acquisisce una notevole importanza. Ma già a partire al sec. XIII inizia una fase di decadenza che la porterà ad un progressivo abbandono.

Nel 1626 Papa Urbano VIII  Barberini acquista la " Vigna del Monte Palatino" con il complesso ormai in rovina, e ne decide il restauro.

Nel 1630 il pontefice affida la ricostruzione della chiesa all'architetto fiorentino Luigi Arrigucci che progetta una semplice facciata ornata dallo stemma dei Barberini. mentre all'interno realizza una luminosa navata unica. Sulla parete destra il papa fece murare una importante epigrafe datata 977, testimonianza dell'antichità del complesso.

Prima degli interventi barberiniani le pareti e la tribuna della chiesa e interamente decorati con affreschi risalenti ai secoli X - XI.

Le pareti della navata erano decorate con due cicli pittorici: uno illustrava le opere ed il martirio dei SS. Sebastiano e Zotico, titolari della chiesa, l'altro era dedicato alla vita di Gesù: entrambi i cicli furono distrutti nel corso del restauro seicentesco, ma ne rimane testimonianza in una serie di acquerelli che il Cardinal Francesco Barberini fece realizzare prima della distruzione dal pittore Antonio Eclissi; una riproduzione ottocentesca di questi acquerelli si trova nella chiesa a documentare i dipinti medioevali scomparsi.

Della decorazione originaria furono risparmiati quindi solo gli affreschi della zona absidale: seguendo la tradizionale struttura delle composizioni musive romane dei secco VI-IX, gli affreschi di S.Sebastiano sono divisi in due registri: nel catino è raffigurato il Salvatore affiancato a destra da San Sebastiano e San Lorenzo, a sinistra da San Zotico e Santo Stefano. AI di sotto corre una fascia con l'Agnello mistico al centro circondato da una teoria di 12 agnelli simboleggianti gli Apostoli. Una lunga iscrizione, ormai quasi illeggibile, riportava una invocazione alla Vergine da parte di Pietro medico, fondatore della chiesa e del monastero di San Sebastiano.

Il registro inferiore presenta al centro l'immagine della Vergine orante tra due angeli, con ai lati le Sante Agnese, Caterina, Lucia e Cecilia. AI di sotto un riquadro del sec. XI, raffigura San Benedetto tra i SS. Pietro e Paolo

Nel presbiterio, ai lati dell' altar maggiore, rimangono pochi frammenti della vasta decorazione originaria, che raffigurano in alto la teoria dei Vegliardi dell'Apocalisse, mentre al di sotto si conservano tracce di figure di Sante e Profeti.

Gli affreschi sono opera di un artista di cultura romana che interpreta lo schema iconografico di tradizione bizantina secondo un personale gusto ornamentale e lineare volto alla ricerca di una gestualità meno rigida e ripetitiva e dotato di una vivace sensibilità cromatica.

Gli affreschi seicenteschi sono stati realizzati dal pittore Bernardino Gagliardi: la lunetta sull'altare maggiore raffigura San Sebastiano, mentre nella cupola domina la figura di Dio Padre circondato da angeli; nei quattro' pennacchi sono rappresentate la Fede, la Carità, la Costanza e la Contrizione.

Il radicale restauro della chiesa promosso da Urbano VIII previde anche una nuova sistemazione del presbiterio con la realizzazione di un monumentale altare maggiore: la commissione per la pala d'altare fu affidata dal pontefice ad Andrea Carnassei, pittore protetto dai Barberini.

Il dipinto, eseguito nel 1633 , raffigura il Martirio di San Sebastiano; discostandosi dalla tradizionale rappresentazione del Santo trafitto dalle frecce, il pittore presenta una originale scelta iconografica illustrando l'episodio meno conosciuto della fustigazione, che causò la morte del martire. La tela attualmente è collocata sulla parete sinistra della navata per consentire la visione degli affreschi absidali sul retro dell'altar maggiore ..