Ente promotore
Comunità dei Padri Minimi del Convento
di San Francesco di Paola - Grottaglie (TA)

III Biennale Internazionale
di Pittura Scultura Ceramica



Sedi della Biennale:

1. Grottaglie (TA)
Chiostro del Convento
di San Francesco di Paola
Via 25 Luglio, 86/A
74023 Grottaglie (TA)
27 settembre - 16 novembre 2014

Inaugurazione
27 settembre 2014
Celebrazione Eucaristica ore 19:00
nella Chiesa dei Paolotti

2. Paola (CS)
Sala delle Esposizioni del
Santuario di San Francesco di Paola
Largo San Francesco di Paola
87027 Paola (CS)
6 dicembre 2014 - 25 gennaio 2015

Inaugurazione
6 dicembre 2014
Celebrazione Eucaristica ore 17:00
nella Chiesa Nuova
Depliant della II Biennale Internazionale di Grottaglie 2014

Ideata e curata da
Mons. Prof. Pietro Amato

La Biennale è sotto il Patronato della
Casa Generalizia dell´Ordine dei Minimi

Orari di apertura Grottaglie (TA)
mattina:       ore 10:00 - 12:30;
pomeriggio: ore 17:30 - 20:30
Chiuso il Lunedì
Informazioni
tel. + 39 099 566 10 84

Orari di apertura Paola (CS)
mattina:       ore 10:00 - 12:30;
pomeriggio: ore 17:30 - 20:30
Chiuso il Lunedì
Informazioni
tel. + 39 0982 58 25 18

e-mail: biennalegrottaglie@libero.it

Invito alla II Biennale Internazionale di Grottaglie 2014
Manifesto della III Biennale Internazionale di Grottaglie 2014

Medaglia Commemorativa della III Biennale Internazionale di Grottaglie 2014


Sergio Rubini

Medaglia commemorativa
III Biennale Internazionale
di Pittura Scultura e Ceramica
Grottaglie - Paola 2014


terracotta policroma
cm Ø 8
copie numerate 1/100

     Una Biennale d'arte costituisce un evento. Tanto più se questa è davvero d'arte, nel senso che gli artisti invitati hanno dato il meglio di loro stessi per esprimere il bello, il radioso, il luminoso creativo.
     La Biennale è un luogo privilegiato d'incontri, dove tra l'arte e i visitatori s'instaura un dialogo, che traduce osmosi di sentimenti, di emozioni, di ricerca, di bellezza agognata. Incontro nello splendore del segno e del colore, la cui materia affascina lo spirito.
     Una Biennale vale quanta è la sua capacità di porsi come luogo centrale per l'emozione dell'individuo e del gruppo. Si tratta di arte, che affonda nelle radici della classicità, intesa non necessariamente in quella greco-romana, ma nell'arte di tutta la civiltà mediterranea e oltre. Arte uguale umanesimo, centralità dell'uomo e della sua creazione, nel rispetto e nella dignità. Anche nell'arte negra ci sono valori di classicità.
     L'arte è tale - spiegava un tempo Emilio Greco - quando 'raggiunge valori dello spirito alti, in qualsiasi tematica: l'arte è sacra. Anche nell'arte rupestre c'erano aspetti d'arte sacra insieme ad aspetti magici. Sacro può quindi estendersi a qualsiasi aspetto autentico che raggiunga questa maturità spirituale. Questa intensità d'espressione è spirituale, è sacra'.
     Visitare la Biennale significa entrare in questo tempio di Bellezza, l'unica che supera i tempi e crea gli spazi per un respiro di umana universalità.

Esterno della Chiesa del Convento di San Francesco di Paola della Comunità dei Padri Minimi
Interno della Chiesa del Convento di San Francesco di Paola della Comunità dei Padri Minimi
Chiostro del Convento di San Francesco di Paola della Comunità dei Padri Minimi

          La luce è ancora una volta ”protagonista” della Biennale grottagliese. Luce e colore, colori e luce sono gli elementi principali atti a creare la visione e, nel loro intrecciarsi e dissolversi divengono ”parola” e ”forma”.
          È stata la luce a guidare la ricerca dell’uomo, ”è in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce” (Sal 36,10). Solo quando la Luce dall’immensità inconoscibile scende nello spazio abitato dall’uomo si fa mezzo di conoscenza ”veniva nel mondo la luce vera quella che illumina ogni uomo” (Gv 1, 9).
          Benché la luce assoluta è di difficile rappresentazione, nel racconto artistico si carica di molteplici significati, assumendo un ruolo fondamentale nel disvelamento di quella luce interiore che guida e muove le mani dell’artista nel formare la sua opera.
          La Biennale con il tema ”i colori della luce” ha voluto chiedere agli artisti di misurarsi con questo valore dello spirito (la luce) e dare una risposta, coglibile dal visitatore, con il mezzo a loro disposizione (il colore).
          È, infatti, nel colore che la luce diventa racconto, narrazione, metafora della vita. Proprio nel colore i grandi artisti hanno fatto emergere le insondabili profondità dell’animo umano.
          Nei ”colori della luce” prendono forma i sentimenti presenti nell’uomo, come anche gli avvenimenti che ne segnano la sua vita e abitano la sua memoria.
          Mons. Pietro Amato, ideatore della Biennale, che conosce bene lo spartito dell’arte, nella lettura del catalogo saprà toccare le corde giuste per fare interloquire il visitatore con l’opera.
          A lui e ai suoi collaboratori il mio ringraziamento.


Padre Francesco Marinelli
Correttore Generale dell’Ordine dei Minimi

          Una biennale d’arte è sempre un incontro di e per quell’umanità che ama, cerca e ricrea il bello, nell’intento di respirare aria nuova e fresca, di ridare speranza e di proiettare luce.
          Con questo obiettivo i Padri Minimi aprono per la terza volta le porte del convento di Grottaglie ad artisti e visitatori in un intreccio di emozioni, di sensibilità, di creatività, di luminosità, in definitiva di vita.
          Dunque un evento d’arte, di cultura, di religiosità, di sacro: evento non fortuito, ma desiderato e voluto; non episodico ma continuativo e preparato. Un evento ancora più intenso e crescente:
Dal fare luminoso, alle forme, ai colori della luce.
          Il percorso fin qui tracciato offre agli artisti di esprimersi e trasformare la materia, creatura di Dio posta nelle mani dell’uomo, perché risplenda sempre più; a noi, la possibilità di apprendere e coniugare il linguaggio della luce, cioè i colori che, con le moltissime tonalità, suscitano vibrazioni, turbando e pacificando il cuore umano. Cosicché attraverso questo particolare linguaggio, l’uomo si racconta, parla della sua storia, delle sue vittorie, delle sue sconfitte, della sua vita e della sua morte, della sua fede.
          L’artista cosi sembra in sintonia mistica con il salmista:
alla tua Luce, Signore, vediamo la luce (sl 35).
          La Parola eterna, il Verbo, luce vera, è venuta nel mondo non per restare nascosta e muta, ma per comunicare e depositarsi in ogni uomo che, come prisma lasciandosi penetrare, diventa egli stesso luce, vivido colore, uno dei diversi e infiniti colori che fanno intravedere la Bellezza che salva il mondo.
          E di questa Bellezza, Francesco di Paola è un concreto, luminoso e ben riuscito esemplare: ancora vivente era riconosciuto Lumen poenitentium per i tanti uomini in cerca di senso, di vera felicità, di gioia profonda, di luce. Ecco perché la Biennale, nata a Grottaglie, in quest’anno, viene proposta a Paola.
          Se Grottaglie, portale della ceramica, è città privilegiata per gli artisti, Paola è per noi Minimi, il sito in cui l’arte dello Spirito raggiunge vette sublimi nel rosso fuoco della Charitas del suo più grande figlio: Francesco.
          La Biennale viene così a contestualizzarsi in un luogo che rinfrange colori vivi ed intensi non solo della natura con l’azzurro del cielo e delle acque e il verde dei monti, ma anche quelli del fare creativo profuso in sinergica armonia nella vasta struttura architettonica richiamante “le braccia accoglienti di Dio”.
          Il Santuario, all’inizio del terzo millennio tra due centenari, la morte (1507) e la nascita (1416) del Fondatore, nel mentre della canonizzazione di Fra Nicola Saggio (23 novembre 2014), lucente stella nel firmamento della santità “minima”, ha subito un salto quantitativo e ci auguriamo qualitativo.
          L’intero complesso, testimone della fede del passato e del presente, emana un fascino tutto particolare con i suoi i luoghi sacri, la quattrocentesca semplice Basilica e la più recente policroma
Aulam Dei, le opere d’arte, il Museo con la ricca Biblioteca, gli ambienti, le strutture e sale-congressi ed espositive: tutto traluce vita e fede, dottrina e tradizione dei frati che hanno abitato e lavorano in questo protoconvento, ma anche cultura e pietà dei fedeli che continuano a visitare. Una splendente oasi di spiritualità.
          Vivamente ringrazio e plaudo i confratelli della comunità di Grottaglie che da anni sono impegnati a promuovere questa speciale, resa ancora più luminosa perché percorsa nella semplicità, nella fatica e con perseveranza, convinti che oggi si può evangelicamente provocare l’uomo attraverso il linguaggio dell’arte.
          A Mons. Amato, uno speciale ringraziamento: da amico fraterno, con la sua alta competenza di storico dell’arte, ci accompagna svolgendo così il suo ministero pastorale in questo vasto e luminoso campo. La sua passione è contagiosa al pari della disponibilità verso la nostra famiglia Minima. Riconoscente e il pensiero verso la dott. Susana Inouye, storica dell’arte che ormai conosce, ama, approfondisce e valorizza il ricco patrimonio artistico presente nei nostri conventi.
          Non è per nulla semplice organizzare e realizzare una Biennale: volontà, collaborazione, condivisione e metodo, corroborati dall’amore, sono gli ingredienti che hanno reso possibile i due momenti culturali: a tutti coloro che hanno partecipato, gli artisti, i tanti amici, i fedeli e collaboratori un grazie di cuore.
          Tutto è stato fatto perché si continui a essere significativi con il linguaggio dell’arte che può dirsi sacra quando tocca il cuore.
          Per noi Minimi, figli del grande Patriarca paolano, investire nella via
pulchritudis, è un concreto modo per proclamare e testimoniare l’Evangelii gaudium.

Padre Gregorio Colatorti
Provinciale dei Padri Minimi di Paola

Chiostro del Convento di San Francesco di Paola della Comunità dei Padri Minimi
Chiostro del Convento di San Francesco di Paola della Comunità dei Padri Minimi

          C’è sempre un chiarore oltre ciò che le ombre ci possono trasmettere. L’arte ha sempre i codici del detto e non detto. Come le parole che si fanno voce ma possono restare silenzio.
          Come il silenzio che ha il linguaggio dei colori e delle forme. Dei gesti che si armonizzano su un quadro, su una tela, su i larghi e piccoli respiri dell’arte che ha sempre un suo linguaggio sia in ambito internazionale che nei vari ambiti territoriali.
          Questa nuova Biennale che ci vede impegnati come comunità e come luogo della contemplazione, del pensiero religioso che si confronta con le altre realtà ha, chiaramente, lo scopo di valorizzare l’arte nella sua complessità ma anche gli artisti. Arte e artisti nella Comunità dei Padri Minimi di Grottaglie significa, tra l’altro, continuare un percorso nato da un progetto culturale
tout court e cristiano nelle varie sfaccettature che pone a confronto viaggi tra il pensiero dell’Oriente e quello dell’Occidente.
          Infatti, il tema scelto quest’anno punta proprio sui ”colori della luce”. La luce ha i suoi colori come i colori sono fatti di luce. Ma il tema della Luce è nella sua visione totalizzante in un passaggio epocale della nostra contemporaneità e di una territorialità che si apre al Mediterraneo.
          La Luce non è soltanto il linguaggio della speranza. È anche il mistero della Grazia. Ogni artista vive la propria luce, il proprio orizzonte, il proprio senso. Appunto I colori della Luce.
          Grottaglie, contesto che con l’arte si confronta e che ha alcune sue matrici importanti, è lo scavo nei colori e nei vari passaggi di luce. Gli artisti presenti alla Biennale 2014 avranno un loro stile chiave, che si muoverà tra i riflessi e le ombre, per permettere alla luce di parlarci.
          Gli artisti ci parlano come ci parla questo Convento, come ci parla il Chiostro, come ci parlano le Lunette sulle quali c’è la luce del Santo di Paola, San Francesco di Paola. Il Santo del mare.
          La luce è il riflesso del mare e il mare proietta la luce. Come luce proietta anche la ”pietra” di Grottaglie. Questo Convento che stiamo cercando di valorizzare rendendolo fruibile con occasioni di cultura, di incontri, di manifestazioni è la memoria di una religiosità che ha sempre interpretato, tra i doni più cari, la luce come manifestazione del sorriso, della pace e della carità.
          Ecco perché quest’anno con il tema della Luce si continua un viaggio e si creano nuove premesse nel nome degli artisti, che vivono l’arte come vita; e la vita come luce. Dalla luce, la speranza che è linfa per tutti i giovani che ci seguono, che ci accompagnano e che ci hanno accompagnato.
          Ancora una volta questa nostra struttura diventa laboratorio di dialogo.
          Siamo nel dialogo e in dialogo con gli altri e con l’Altro. In fondo, l’arte è, tra l’altro, una voce orante.
          Da questo punto di vista il cuore di San Francesco con
Charitas è una luce impeccabile.

Padre Salvatore Palmino
Superiore dei Padri Minimi di Grottaglie