Giovanni Paolo II

Tempo di Quaresima

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Riflessione sulla prima domenica di Quaresima

 

 “Apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode!”

 

In questo tempo forte dell’Anno liturgico voglio fare mio l’invito di Paolo. “Guai a me se non predicassi…se non annunciassi il Vangelo!”

 

Ogni cristiano, infatti, in queste sei settimane dovrebbe non solo leggere di più il Santo Vangelo, ma anche annunciarlo. Certamente migliorando la preghiera, perché solo parlando con Dio e pregando Lui, poi riusciremo a parlare di Lui.

 

“Oggi non indurite il cuore, ma ascoltate la voce del Signore…” (cf. Sal. 94,8 ), così ci roponeva, oggi, il Salmo 50.

 

Questo è  un invito che possiamo cogliere nel fare l’esperienza di stare con Dio, in un luogo solitario…Stare un po’ di tempo con Lui perché Lui stesso possa parlarci e farci godere della sua presenza e di quella del Padre suo.

 

Gesù per primo, ci offre l’esempio.. e prima di offrirsi per noi, si reca nel deserto, dove è sottoposto alla prova della fragilità umana, ma Egli pur se combattuto, vince il male per noi, così anche noi, se uniti a Lui, potremo combattere e.. vincere!

 

Anche il Santo Padre, si è ritirato per fare “deserto..”;  mi ha fatto riflettere molto quando, alla preghiera dell’Angelus, come del resto faceva Giovanni Paolo, ha chiesto preghiere.

 

Un uomo grande e sapiente come il S. Padre Benedetto XVI ha chiesto una preghiera a noi, piccole e povere creature del popolo di Dio!

 

Perché? Io credo che l’abbia fatto non solo per la sua grande umiltà: “umile lavoratore nella vigna del Signore…”, ma anche perché è sicuro che la preghiera è la forza rigenerante mediante la quale Dio si manifesta, agisce e…rinfranca!

 “Lava ciò che sanguina"

Bagna ciò che è arido…

 

Il Tempo di Quaresima che viviamo è tempo di grazia.., CERCHIAMO di viverlo con tanto amore e, attraverso lo sforzo quotidiano, per poter stare uniti a Gesù, “ponte” mediante il quale possiamo giungere e recuperare un rapporto pieno con LUI e con il PADRE. (cf. Eb. 12, 24)

 

In Gesù noi gustiamo la vita nuova perché Lui è il fondamento della nostra fede e del nostro futuro.

 

E’ significativo riflettere  su una testimonianza INCISIVA fatta dal S. Padre  Benedetto XVI, sul suo “amato Predecessore: “ Nel primo Anno del suo pontificato il S. Padre ancora giovane e pieno di forze, sotto la guida di Cristo andava fino ai confini del mondo. Ma poi sempre più è entrato nella comunione delle sofferenze di Cristo, sempre più ha compreso la verità delle parole: “Un altro ti cingerà…” E proprio in questa comunione col Signore sofferente ha instancabilmente e con rinnovata intensità annunciato il Vangelo, il mistero dell’amore che va fino alla fine (cf. Gv.13,1). Egli ha interpretato per noi il mistero pasquale come mistero della divina misericordia… (cf. Giovanni Paolo II, Libreria Editrice Vaticana)

 

 E’ stupendo allora, pregare con le parole della colletta che ci propone la liturgia della I Dom. di quaresima: ”O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione, concedi a noi tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita. Amen! 

di Suor Maria Rosa Lo Proto 


Santo Subito

 
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