La memorabile visita compiuta da Giovanni
Paolo II alla Chiesa reggiano-guastallese il 5 e 6 giugno 1988
resta un avvenimento di eccezionale rilevanza per la vita
religiosa e civile della città di Reggio Emilia. In particolare
Papa Woytjla, accompagnato dal vescovo diocesano Gilberto Baroni
e da mons. Camillo Ruini, allora segretario generale della CEI,
sostò nella Basilica della Beata Vergine della Ghiara il 6
giugno, giorno anniversario della posa della prima pietra del
Tempio. Nel santuario mariano rivolse al clero il memorabile
discorso del “Coraggio”; successivamente, nell’attiguo chiostro
conventuale, accolto dal presidente del comitato organizzatore
della visita Camillo Rossi, incontrò gli operatori economici, a
cui rivolse magistrali parole.
Domenica scorsa, 29 aprile, 411°
anniversario del Primo Miracolo della Beata Vergine della
Ghiara- avvenuto il 29 aprile 1596-, è stata inaugurata alla
presenza delle autorità in quello stesso chiostro una memoria
scolpita nel marmo per volontà della Fabbriceria del Tempio a
perenne ricordo della visita. Lo scoprimento è avvenuto a
pochissime settimane dalla cerimonia di conclusione della fase
diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione di
Giovanni Paolo II, presieduta dal “reggiano” cardinale Camillo
Ruini.
Il presidente della Fabbriceria del
Tempio della Ghiara, Camillo Rossi, ha ricordato la rilevanza
della splendida ed entusiasmante giornata del 6 giugno 1988;
quell’eccezionale avvenimento – era la prima volta in quattro
secoli che un Papa entrava nella Basilica – ha ribadito
ulteriormente il profondo legame tra il santuario mariano e la
città di Reggio Emilia. Il sindaco Graziano Del Rio ha espresso
il plauso per l’iniziativa della Fabbriceria e ha ricordato la
grande attualità del magistero di Giovanni Paolo II, in
particolare la sua preoccupazione per la pace e l’attenzione per
le problematiche sociali ed economiche.
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Il vescovo Ghizzoni e le autorità davanti alla memoria marmorea.
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La benedizione della memoria marmorea è
stata impartita dal vescovo Lorenzo Ghizzoni, che proprio il 29
aprile ha ricordato il primo anniversario della sua
consacrazione episcopale. Lo scoprimento è stato accompagnato da
un forte applauso.
Questo il testo della memoria marmorea: