Giovanni Paolo II

Discorso sull'ascensione del Signore

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Città del Vaticano,

giovedì, 1 maggio 2008

 

Dai “Discorsi” di S. Agostino, vescovo.

Nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo.

 

Oggi nostro Signore Gesù Cristo è asceso al cielo. Con lui oggi salga anche il nostro cuore.

 

Ascoltiamo l’Apostolo Paolo che proclama: “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio. Pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra” (Col 3,1-2).

 

Come egli è asceso e non si è allontanato da noi, così anche noi già siamo lassù con lui, benché nel nostro corpo non si sia  ancora avverato ciò che ci è promesso.

 

Cristo è ormai esaltato al di sopra dei cieli, ma soffre qui in terra tutte le tribolazioni che noi sopportiamo come sue membra. Di questo diede assicurazione facendo sentire quel grido: “Saulo, Saulo, perché m perseguiti?” (At 9,4).

 

E così pure: “Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare” (Mt 25,35).

Perché allora anche noi non fatichiamo su questa terra, in modo da riposare già con Cristo in cieli, noi che siamo uniti al nostro salvatore attraverso la fede, la speranza e la carità? Cristo infatti, pur trovandosi lassù, resta ancora con noi. E noi, similmente, pur dimorando quaggiù, siamo già con lui. Cristo può assumere questo comportamento in forza della sua divinità e onnipotenza. A noi, invece, è possibile non perché siamo già esser divini, ma per l’amore che nutriamo per lui. Egli non abbandonò il cielo discendendo fino a noi; e nemmeno si è allontanato da noi quando di nuovo è salito al cielo. Infatti egli stesso dà testimonianza di trovarsi lassù mentre era qui in terra.: Nessuno è mai salito al cielo fuorché colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo, che è in cielo (cfr Gv 3, 13).

 

Questa affermazione fu pronunciata per sottolineare l’unità tra il nostro capo e il suo corpo. Quindi nessuno può compiere un simile atto se non Cristo, perché anche noi siamo lui, per il fatto che egli è il Figlio dell’uomo per noi, e noi siamo figli di Dio per lui.

Egli è disceso dal cielo per la sua misericordia e non è salito se non lui, mentre noi unicamente per grazia siamo saliti in lui. E così non discese se non Cristo e no è salito se non Cristo. Questo no perché la dignità del capo sia confusa nel corpo, ma perché l’unità del corpo non sia separata dal capo.

Comunità Benedettine del

Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano


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