Città del Vaticano
martedì, 15 gennaio 2008
Di fronte alle
proteste di professori e studenti contro la visita di Benedetto XVI
all'Università “La Sapienza” di Roma, nelle quali il Papa è stato presentato
come nemico di Galileo, un matematico di origine ebraica ha ricordato che Joseph
Ratzinger, in quell'Università, ha pronunciato una conferenza in sua difesa nel
1990.
Il sostegno al
Pontefice arriva da Giorgio Israel, professore ordinario di Matematiche
complementari a “La Sapienza”, con un articolo apparso sulla prima pagina de
“L’Osservatore Romano” e scritto prima che la Santa Sede annunciasse
l'intenzione di rimandare la visita papale.
Il matematico ha
ricordato un discorso pronunciato dal Cardinale Joseph Ratzinger, allora
Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 15 febbraio 1990, in
cui spiegava il mutato atteggiamento della Chiesa nel suo rapporto con la
scienza, e in particolare di fronte al caso Galileo.
“La fede non cresce a
partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità”, diceva il Cardinale.
Israel ha quindi
denunciato la contraddizione di quanti si sono opposti alla visita del Papa,
teoricamente in difesa del valore della presunta laicità della scienza, negando
il diritto alla parola.
“È sorprendente che
quanti hanno scelto come motto la celebre frase attribuita a Voltaire - 'mi
batterò fino alla morte perché tu possa dire il contrario di quel che penso' -
si oppongano a che il Papa tenga un discorso all'università di Roma 'La
Sapienza'”, ha osservato.
“È tanto più sorprendente in quanto le università italiane sono ormai un luogo
aperto ad ogni tipo di intervento ed è inspiegabile che al Papa soltanto sia
riservato un divieto d'ingresso”, ha aggiunto.
L'opposizione alla
visita del Papa, ha commentato, non è “motivata da un principio astratto e
tradizionale di laicità”, ma è “di carattere ideologico e ha come bersaglio
specifico Benedetto XVI in quanto si permette di parlare di scienza e dei
rapporti tra scienza e fede, anziché limitarsi a parlare di fede”.
Per Israel, il
discorso ratzingeriano del 1990 “può ben essere considerato, per chi lo legga
con un minimo di attenzione, come una difesa della razionalità galileiana contro
lo scetticismo e il relativismo della cultura postmoderna”.
Chi conosce “un minimo
i recenti interventi del Papa sull'argomento”, ha sottolineato, “sa bene come
egli consideri con 'ammirazione' la celebre affermazione di Galileo che il libro
della natura è scritto in linguaggio matematico”.
“Come è potuto
accadere che dei docenti universitari siano incorsi in un simile infortunio?”,
si è chiesto il matematico, affermando poi che “un docente dovrebbe considerare
come una sconfitta professionale l'aver trasmesso un simile modello di lettura
disattenta, superficiale e omissiva che conduce a un vero e proprio
travisamento”.
“Temo che qui il
rigore intellettuale interessi poco e che l'intenzione sia quella di menar
fendenti ad ogni costo”, ha concluso.
di
Giorgio Israel
L’Osservatore Romano