ROMA
lunedì, 7 gennaio 2008
Il 1° gennaio scorso,
una celebrazione eucaristica vespertina nella Basilica di San Lorenzo fuori le
Mura, presieduta dal Cardinale vicario di Roma, Camillo Ruini, ha aperto l'anno
giubilare per i 1750 anni del martirio di San Lorenzo.
Lorenzo è stato uno
dei sette diaconi di Roma, condannato a morte sulla graticola nel 258 d.C. per
ordine dell'imperatore Valeriano I. La tradizione afferma che era originario di
Osca (oggi Huesca), nell'attuale Spagna.
L'anno giubilare si
estende per tutto il 2008 e prevede un nutrito programma. Il parroco della
Basilica, don Bruno Mustacchio, ha anticipato alcuni degli atti previsti al
settimanale diocesano “RomaSette”: “Il giorno di San Lorenzo, il 10 agosto,
organizzeremo una processione lungo le strade del quartiere che sarà preceduta
da un triduo di preparazione speciale”.
Varie parrocchie
italiane si recheranno in pellegrinaggio al luogo in cui, secondo la tradizione,
è avvenuto il martirio di San Lorenzo. Le celebrazioni avranno anche una
dimensione culturale: “Sicuramente – anticipa il parroco – organizzeremo un
ciclo di convegni su San Lorenzo martire e sulla storia e sull'architettura di
questa chiesa”.
Lorenzo viveva a Roma
quando Sisto II fu eletto Papa nel 257 d.C., e come diacono aveva il compito di
amministrare i beni della Chiesa e farsi carico dell'assistenza dei poveri.
Durante la
persecuzione dell'imperatore Valeriano I, nel 258 d.C., molti sacerdoti e
Vescovi furono condannati a morte, mentre i cristiani che appartenevano alla
nobiltà o al Senato vennero privati dei loro beni e mandati in esilio.
Sisto II, una delle
prime vittime di questa persecuzione, fu crocifisso il 6 agosto di quell'anno.
La stessa sorte, poco tempo dopo, toccò anche a Lorenzo e ad altri cristiani.
La tradizione racconta
che le autorità ambivano molto ai beni ecclesiastici destinati al culto e ai
poveri e che, conoscendo l'incarico amministrativo ricoperto da Lorenzo, gli
ordinarono di consegnare tutte le “ricchezze” della Chiesa.
Il diacono promise di
farlo e diede loro appuntamento in un luogo; nel frattempo, riunì i poveri di
Roma. Quando giunsero le persone incaricate di raccogliere il presunto “tesoro”,
Lorenzo indicò la folla di indigenti e disse: “Queste sono le ricchezze della
Chiesa”. Il messaggio, ovviamente, non venne compreso, e il fedele diacono finì
sulla graticola.
La Basilica sorge
nella zona in cui venne sepolto dopo il suo martirio. L'imperatore Costantino
ordinò di forgiare grate d'argento per la chiusura della tomba e di scavare
nella terra un abside intorno al tumulo.
I successivi Pontefici
abbellirono l'antica struttura finché non fu necessaria una nuova Basilica
all'epoca di Papa Onorio III (1216-1227). I lavori di restauro più recenti
risalgono alla Seconda Guerra Mondiale, tra il 1946 e il 1949, a causa dei danni
provocati dai bombardamenti su Roma, che colpirono con particolare forza il
quartiere in cui è situata la Basilica.
San Lorenzo è patrono
della città di Huesca, dove si venera la memoria dei suoi genitori, i santi
Orencio e Paciencia.
Fonte: Zenit.org