Roma
martedì, 12 febbraio 2008
“Apri
le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode!”
In questo tempo forte dell’Anno
liturgico voglio fare mio l’invito di Paolo. “Guai a me se non
predicassi…se non annunciassi il Vangelo!”
Ogni cristiano, infatti, in
queste sei settimane dovrebbe non solo leggere di più il Santo Vangelo, ma anche
annunciarlo. Certamente migliorando la preghiera, perché solo parlando con Dio e
pregando Lui, poi riusciremo a parlare di Lui.
“Oggi non indurite il cuore,
ma ascoltate la voce del Signore…” (cf. Sal. 94,8 ), così ci roponeva, oggi,
il Salmo 50.
Questo è un invito che
possiamo cogliere nel fare l’esperienza di stare con Dio, in un luogo
solitario…Stare un po’ di tempo con Lui perché Lui stesso possa parlarci e farci
godere della sua presenza e di quella del Padre suo.
Gesù per primo, ci offre
l’esempio.. e prima di offrirsi per noi, si reca nel deserto, dove è sottoposto
alla prova della fragilità umana, ma Egli pur se combattuto, vince il male per
noi, così anche noi, se uniti a Lui, potremo combattere e.. vincere!
Anche il Santo Padre, si è
ritirato per fare “deserto..”; mi ha fatto riflettere molto quando, alla
preghiera dell’Angelus, come del resto faceva Giovanni Paolo, ha chiesto
preghiere.
Un uomo grande e sapiente come il
S. Padre Benedetto XVI ha chiesto una preghiera a noi, piccole e povere creature
del popolo di Dio!
Perché? Io credo che l’abbia
fatto non solo per la sua grande umiltà: “umile lavoratore nella vigna
del Signore…”, ma anche perché è sicuro che la preghiera è la forza
rigenerante mediante la quale Dio si manifesta, agisce e…rinfranca!
“Lava ciò che
sanguina"
Bagna ciò che è arido…
Il Tempo di Quaresima che viviamo
è tempo di grazia.., CERCHIAMO di viverlo con tanto amore e, attraverso lo
sforzo quotidiano, per poter stare uniti a Gesù, “ponte” mediante il quale
possiamo giungere e recuperare un rapporto pieno con LUI e con il PADRE. (cf. Eb.
12, 24)
In Gesù noi gustiamo la vita
nuova perché Lui è il fondamento della nostra fede e del nostro futuro.
E’ significativo riflettere su
una testimonianza INCISIVA fatta dal S. Padre Benedetto XVI, sul suo “amato
Predecessore: “ Nel primo Anno del suo pontificato il S. Padre ancora giovane e
pieno di forze, sotto la guida di Cristo andava fino ai confini del mondo. Ma
poi sempre più è entrato nella comunione delle sofferenze di Cristo, sempre più
ha compreso la verità delle parole: “Un altro ti cingerà…” E proprio in
questa comunione col Signore sofferente ha instancabilmente e con rinnovata
intensità annunciato il Vangelo, il mistero dell’amore che va fino alla fine (cf.
Gv.13,1). Egli ha interpretato per noi il mistero pasquale come mistero della
divina misericordia… (cf. Giovanni Paolo II, Libreria Editrice Vaticana)
E’ stupendo allora, pregare con
le parole della colletta che ci propone la liturgia della I Dom. di quaresima:
”O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresima, segno
sacramentale della nostra conversione, concedi a noi tuoi fedeli di crescere
nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta
di vita. Amen!
di Suor Maria Rosa Lo Proto