Giovanni Paolo II

"Riconoscere pienamente" la sacralità della vita umana, chiede Benedetto XVI

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Città del Vaticano,

martedì, 5 febbraio 2008

 

"Riconoscere pienamente la sacralità della vita e la dignità della persona umana" è l'invito rivolto da Benedetto XVI per l'inizio della 45ª Campagna della Fraternità organizzata dalla Chiesa in Brasile.

 

L'iniziativa di quest'anno, che partirà questo mercoledì, primo giorno di Quaresima, ha come tema "Fraternità e difesa della vita" e il motto "Scegli, dunque, la vita".

 

Nel messaggio che ha indirizzato al presidente della Conferenza Episcopale Brasiliana, monsignor Geraldo Lyrio Rocha, Arcivescovo di Mariana, il Pontefice definisce la Campagna "un tempo di conversione di tutti i cristiani, nel senso di ricercare una fedeltà ancora più grande a Dio creatore e datore della vita".

 

"Tutte le minacce alla vita devono indubbiamente essere combattute", afferma il Papa nel testo, ricordando che la mentalità individualistica ed edonistica e una concezione distorta della scienza sono cause di violazioni della vita, in particolare di aborto ed eutanasia.

Come sottolineava il Concilio Vaticano II, prosegue, tutti gli atteggiamenti che si oppongono alla vita o violano l'integrità della persona umana e la sua dignità "ancor più inquinano coloro che così si comportano che non quelli che le subiscono, poiché ledono grandemente l'onore dovuto al Creatore".

 

Benedetto XVI ha quindi ricordato il Documento finale della V Conferenza Generale dell'Episcopato dell'America Latina e dei Caraibi, che egli stesso ha inaugurato ad Aparecida (Brasile) nel maggio 2007.

 

Il testo, afferma, "mostra che l'incontro con Cristo è il punto di partenza per la negazione di questi cammini di morte e per la scelta della vita; ma è anche il punto da dove partiamo per riconoscere pienamente la sacralità della vita e la dignità della persona umana".

 

"Nel dare inizio alla Campagna della Fraternità di quest'anno, auspico nuovamente che i diversi organismi della società civile desiderino essere solidali con la volontà popolare che, in maggioranza, rifiuta tutte le forme contrarie alle esigenze etiche di giustizia e di rispetto per la vita umana dal suo inizio fino al suo termine naturale", sostiene il Papa.

 

"Invoco la protezione del Signore affinché la sua mano caritatevole si stenda su tutto il Brasile, e la vita nuova in Cristo coinvolga integralmente l'essere umano nella sua dimensione personale, familiare, sociale e culturale, diffondendo i suoi doni di pace e di prosperità, e risvegli in ogni cuore sentimenti di fraternità e di viva cooperazione", conclude.

 

Presentando il testo base della Campagna, il segretario generale della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), monsignor Dimas Lara Barbosa, afferma sul sito dell'organismo episcopale che per i cristiani la difesa della vita "deve essere perseguita partendo dai criteri stabiliti da Gesù, presenti nei Vangeli ed esplicitati nella dottrina della Chiesa".

 

L'obiettivo principale della campagna della Fraternità 2008, aggiunge, è "portare la Chiesa e la società a difendere e promuovere la vita umana, dal suo concepimento fino alla morte naturale, intesa come dono di Dio e co-responsabilità di tutti nella ricerca della pienezza, partendo dalla bellezza e dal senso della vita in tutte le circostanze, e dall'impegno etico dell'amore fraterno".

 

La Campagna, ricorda l'episcopato brasiliano, mira inoltre a rafforzare la famiglia come "primo ambito della difesa della vita, attraverso la maternità e la paternità responsabili, l'accoglienza degli anziani, dei malati e dei sofferenti".

 

Allo stesso modo, vuole "promuovere la cultura della vita attraverso l'istruzione" e "sviluppare nelle persone la coscienza critica di fronte alle strutture che generano morte e promuovono la manipolazione e la commercializzazione della vita umana".

 

Di fronte a questo, i presuli brasiliani esortano anche a "proporre e sostenere politiche pubbliche che garantiscano la promozione e la difesa della vita".

 

La Campagna della Fraternità 2008, concludono, vuole essere infine un invito a "crescere nella fede, vissuta come amore per Dio e per i fratelli, rispettando la sacralità di ogni persona" e "valorizzando gli elementi di difesa della vita presenti in tutte le religioni".

 

di Roberta Sciamplicotti

 


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