Città del Vaticano,
martedì,19 febbraio 2008
Cari fratelli e sorelle,
al termine di questa mattinata di comune
riflessione su alcuni aspetti particolarmente attuali e importanti della Vita
Consacrata in questo nostro tempo, vorrei anzitutto ringraziare il Signore che
ci ha offerto la possibilità di questo incontro molto proficuo per tutti.
Abbiamo avuto modo di analizzare insieme le potenzialità e le attese, le
speranze e le difficoltà che incontrano oggi gli Istituti di Vita Consacrata. Ho
ascoltato con grande attenzione ed interesse le vostre testimonianze, le vostre
esperienze ed ho preso nota delle vostre domande. Avvertiamo tutti come nella
moderna società globalizzato divenga sempre più difficile annunciare e
testimoniare il Vangelo. Se questo vale per tutti i battezzati, a più forte
ragione è vero per le persone che Gesù chiama alla sua sequela in modo più
radicale attraverso la consacrazione religiosa. Il processo di secolarizzazione
che avanza nella cultura contemporanea non risparmia infatti purtroppo nemmeno
le comunità religiose.
Non bisogna tuttavia lasciarsi prendere dallo
scoraggiamento perché se oggi, come è stato opportunamente ricordato, non poche
nubi si addensano all’orizzonte della vita religiosa, stanno emergendo, ed anzi
sono in costante crescita, segnali di un provvidenziale risveglio, che suscita
motivi di consolante speranza. Lo Spirito Santo soffia potentemente dappertutto
nella Chiesa suscitando un nuovo impegno di fedeltà negli Istituti storici ed
insieme a nuove forme di consacrazione religiosa in consonanza con le esigenze
dei tempi. Oggi, come in ogni epoca, non mancano anime generose disposte ad
abbandonare tutti e tutto per abbracciare Cristo e il suo Vangelo, consacrando
al suo servizio la loro esistenza entro comunità segnate da entusiasmo,
generosità e gioia. Quel che contraddistingue queste nuove esperienze di Vita
Consacrata è il desiderio comune, condiviso con pronta adesione, di povertà
evangelica praticata in modo radicale, di amore fedele alla Chiesa, di generosa
dedizione verso il prossimo bisognoso, con speciale attenzione per quelle
povertà spirituali che contraddistinguono in maniera marcata l’epoca
contemporanea.
Più volte anch’io, come già i miei venerati
Predecessori, ho voluto ribadire che gli uomini d’oggi avvertono un forte
richiamo religioso e spirituale, ma sono pronti ad ascoltare e seguire solo chi
testimonia con coerenza la propria adesione a Cristo. Ed è interessante notare
che sono ricchi di vocazioni proprio quegli Istituti che hanno conservato o
hanno scelto un tenore di vita, spesso molto austero, e comunque fedele al
Vangelo vissuto "sine glossa". Penso alle tante comunità fedeli ed alle
nuove esperienze di Vita Consacrata che voi ben conoscete; penso al lavoro
missionario di molti gruppi e movimenti ecclesiali da cui scaturiscono non poche
vocazioni sacerdotali e religiose; penso alle ragazze e ai giovani che
abbandonano tutto per entrare in monasteri e conventi di clausura. E’ vero – lo
possiamo dire con gioia - anche oggi il Signore continua a mandare operai nella
sua vigna e ad arricchire il suo popolo di tante e sante vocazioni. Di questo lo
ringraziamo e lo preghiamo perché all’entusiasmo delle scelte iniziali - molti
giovani infatti intraprendono il sentiero della perfezione evangelica ed entrano
in nuove forme di Vita Consacrata a seguito di commoventi conversioni -, perché,
dicevo, all’entusiasmo delle scelte iniziali segua l’impegno della perseveranza
in un autentico cammino di perfezione ascetica e spirituale, in un cammino di
vera santità.
Per quanto riguarda gli Ordini e le Congregazioni
con una lunga tradizione nella Chiesa, non si può non notare, come voi stessi
avete sottolineato, che negli ultimi decenni hanno attraversato quasi tutti -
quelli maschili come quelli femminili - una difficile crisi dovuta
all’invecchiamento dei membri, a una più o meno accentuata diminuzione delle
vocazioni, e talora anche a una "stanchezza" spirituale e carismatica. Questa
crisi, in certi casi, si è fatta persino preoccupante. Accanto però a situazioni
difficili, che è bene guardare con coraggio e verità, vanno tuttavia registrati
segni di positiva ripresa, specialmente quando le comunità hanno scelto di
tornare alle origini per vivere in maniera più consona lo spirito del Fondatore.
In quasi tutti i recenti Capitoli Generali degli Istituti religiosi il tema
ricorrente è stato proprio la riscoperta del carisma fondazionale da incarnare
ed attuare in modo rinnovato nel tempo presente. Riscoprire lo spirito delle
origini, approfondire la conoscenza del Fondatore o della Fondatrice, ha aiutato
ad imprimere agli Istituti un promettente nuovo impulso ascetico, apostolico e
missionario. Ci sono opere ed attività secolari che sono state così
rivitalizzante da nuova linfa; ci sono nuove iniziative di autentica attuazione
del carisma dei Fondatori. E’ su questa strada che occorre continuare a
camminare, pregando il Signore perché porti a pieno compimento l’opera da Lui
iniziata.
Entrando nel terzo millennio, il mio venerato
predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II, ha invitato l’intera comunità
ecclesiale a "ripartire da Cristo" (Lett. ap. Novo millennio ineunte, nn.
29 ss.). Sì! Anche gli Istituti di Vita Consacrata, se vogliono mantenere o
ritrovare la loro vitalità ed efficacia apostolica, devono continuamente
"ripartire da Cristo". E’ Lui la salda roccia su cui dovete costruire le vostre
comunità e ogni vostro progetto di rinnovamento comunitario ed apostolico. Cari
fratelli e sorelle, grazie di cuore per la cura che voi ponete nel compiere il
vostro gravoso servizio di guida delle vostre famiglie religiose. Il Papa vi è
accanto, vi incoraggia ed assicura per ogni vostra comunità un quotidiano
ricordo nella preghiera. Terminando questo nostro incontro, vorrei ancora una
volta salutare con affetto il Cardinale Segretario di Stato e il Cardinale Franc
Rodé, come pure ciascuno di voi. A voi chiedo inoltre di recare il mio saluto a
tutti i vostri confratelli e vostre consorelle, con un pensiero speciale per gli
anziani che hanno servito a lungo i vostri Istituti, gli ammalati che
contribuiscono all’opera della redenzione con le loro sofferenze, i giovani che
sono la speranza delle vostre diverse Famiglie religiose e della Chiesa. Tutti
vi affido alla materna protezione di Maria, modello eccelso di vita consacrata,
mentre cordialmente vi benedico.
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