
Washington D.C.,
giovedì, 18 aprile 2008
In inglese
Cari fratelli e sorelle in Cristo,
"Pace a voi!" (Gv 20, 19). Con queste
parole, le prime rivolte dal Signore risorto ai suoi discepoli, saluto tutti voi
nella gioia di questo tempo pasquale. Prima di tutto, ringrazio Iddio per la
grazia di essere in mezzo a voi. Sono particolarmente riconoscente
all'Arcivescovo Wuerl per le sue gentili parole di benvenuto.
La nostra Santa Messa di oggi riconduce la Chiesa
che è negli Stati Uniti alle sue radici nel vicino Maryland e ricorda il 200o
anniversario del primo capitolo della sua considerevole crescita - lo
smembramento ad opera del mio Predecessore, Papa Pio VII, della Diocesi
originaria di Baltimore e l'instaurazione delle Diocesi di Boston, Bardstown
(ora Louisville), New York e Philadelphia. Duecento anni dopo, la Chiesa in
America con buona ragione può lodare la capacità delle generazioni passate di
congiungere gruppi di immigranti molto diversi nell'unità della fede cattolica
ed in un comune impegno per la diffusione del Vangelo. Allo stesso tempo, la
Comunità cattolica in questo Paese, consapevole della sua ricca molteplicità, è
giunta ad apprezzare sempre più pienamente l'importanza di ogni singolo e gruppo
nel portare il proprio dono particolare all'insieme. Ora la Chiesa negli Stati
Uniti è chiamata a guardare verso il futuro, saldamente radicata nella fede
trasmessa dalle generazioni precedenti e pronta ad affrontare nuove sfide -
sfide non meno esigenti di quelle affrontate dai vostri antenati - con la
speranza che nasce dall'amore di Dio riversato nei nostri cuori per mezzo dello
Spirito Santo (cfr Rm 5,5).
Nell'esercizio del mio ministero di Successore di
Pietro sono venuto in America per confermare voi, cari fratelli e sorelle, nella
fede degli Apostoli (cfr Lc 22,32). Sono venuto per proclamare
nuovamente, come san Pietro proclamò nel giorno di Pentecoste, che Gesù Cristo è
Signore e Messia, risuscitato da morte, seduto alla destra del Padre nella
gloria e costituito giudice dei vivi e dei morti (cfr At 2, 14ss). Sono
venuto per ripetere l'urgente esortazione degli Apostoli alla conversione per il
perdono dei peccati e per implorare dal Signore una nuova effusione dello
Spirito Santo sulla Chiesa in questo Paese. Come abbiamo sentito in questo tempo
pasquale, la Chiesa è nata mediante il pentimento e la fede nel Signore risorto
- doni dati dallo Spirito. In ogni epoca essa è spinta dallo stesso Spirito a
portare a uomini e donne di ogni razza, lingua e popolo (cfr Ap 5,9) la
buona novella della nostra riconciliazione con Dio in Cristo.
Le letture della Messa di oggi ci invitano a
considerare la crescita della Chiesa in America come un capitolo nella storia
più grande dell'espansione della Chiesa in seguito alla discesa dello Spirito
Santo a Pentecoste. In queste letture vediamo il legame inscindibile tra il
Signore risorto, il dono dello Spirito per il perdono dei peccati e il mistero
della Chiesa. Cristo ha costituito la sua Chiesa sul fondamento degli Apostoli
(cfr Ap 21,14) quale visibile comunità strutturata, che è insieme
comunione spirituale, corpo mistico animato dai molteplici doni dello Spirito e
sacramento di salvezza per l'umanità intera (cfr Lumen gentium, 8). In
ogni tempo e luogo la Chiesa è chiamata a crescere nell'unità mediante una
costante conversione verso Cristo, la cui opera redentrice viene proclamata dai
Successori degli Apostoli e celebrata nei sacramenti. Questa unità, d'altra
parte, comporta un'espansione continua, perché lo Spirito sprona i credenti a
proclamare "le grandi opere di Dio" e ad invitare tutte le genti ad entrare
nella comunità di quanti sono salvati mediante il sangue di Cristo e hanno
ricevuto la nuova vita nel suo Spirito.
Prego, poi, affinché questo anniversario
significativo nella vita della Chiesa negli Stati Uniti e la presenza del
Successore di Pietro in mezzo a voi siano per tutti i cattolici un'occasione per
riaffermare la loro unità nella fede apostolica, per offrire ai loro
contemporanei una ragione convincente della speranza che li ispira (cfr 1 Pt
3,15) e per essere rinnovati nello zelo missionario a servizio dell'espansione
del Regno di Dio.
Il mondo ha bisogno della testimonianza! Chi può
negare che il momento presente costituisca una svolta non solo per la Chiesa in
America, ma anche per la società nel suo insieme? È un tempo pieno di grandi
promesse, poiché vediamo la famiglia umana in vari modi avvicinarsi di più
diventando sempre più interdipendente. Allo stesso tempo, tuttavia, vediamo
segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società:
segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei;
crescente violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle
relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio. Anche la Chiesa vede segni
di immense promesse nelle tante sue parrocchie solide e nei movimenti vivaci,
nell'entusiasmo per la fede dimostrato da tanti giovani, nel numero di coloro
che ogni anno abbracciano la fede cattolica e in un interesse sempre più grande
per la preghiera e per la catechesi. Allo stesso tempo essa percepisce, in modo
spesso doloroso, la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno, e fa
pure la sconcertante scoperta che tanti battezzati, invece di agire come lievito
spirituale nel mondo, sono inclini ad abbracciare atteggiamenti contrari alla
verità del Vangelo.
"Signore, manda il tuo Spirito e rinnova la faccia
della terra!" (cfr Sal 104,30). Le parole dell'odierno Salmo
responsoriale sono una preghiera che, in ogni tempo e luogo, sale dal cuore
della Chiesa. Ricordano a noi che lo Spirito Santo è stato effuso come primizia
di una nuova creazione, di "nuovi cieli e una nuova terra" (cfr 2 Pt
3,13; Ap 21, 1), in cui regnerà la pace di Dio e la famiglia umana sarà
riconciliata nella giustizia e nell'amore. Abbiamo sentito san Paolo dirci che
tutta la creazione "geme" fino ad oggi, aspettando quella vera libertà, che è il
dono di Dio per i suoi figli (cfr Rm 8,21-22), una libertà che ci mette
in grado di vivere in conformità con la sua volontà. Preghiamo oggi
insistentemente, perché la Chiesa in America sia rinnovata in questo stesso
Spirito e sostenuta nella sua missione di annunciare il Vangelo a un mondo che
ha nostalgia di una libertà genuina (cfr Gv 8,32), di una felicità
autentica e del compiersi delle sue aspirazioni più profonde!
Desidero a questo punto rivolgere una parola
particolare di gratitudine e di incoraggiamento a tutti coloro che hanno
raccolto la sfida del Concilio Vaticano II, ripetuta tante volte da Papa
Giovanni Paolo II, e hanno dedicato la loro vita alla nuova evangelizzazione.
Ringrazio i miei confratelli Vescovi, sacerdoti e diaconi, religiosi e
religiose, genitori, insegnanti e catechisti. La fedeltà e il coraggio, con cui
la Chiesa in questo Paese riuscirà ad affrontare le sfide di una cultura sempre
più secolarizzata e materialistica dipenderà in gran parte dalla vostra fedeltà
personale nel trasmettere il tesoro della nostra fede cattolica. I giovani hanno
bisogno di essere aiutati nel discernere la via che conduce alla vera libertà:
la via di una sincera e generosa imitazione di Cristo, la via della dedizione
alla giustizia e alla pace. Sono stati fatti molti progressi nello sviluppo di
programmi solidi per la catechesi, ma molto di più rimane ancora da fare per
formare i cuori e le menti dei giovani nella conoscenza e nell'amore del
Signore. Le sfide che ci vengono incontro richiedono un'istruzione ampia e sana
nella verità della fede. Ma richiedono anche di coltivare un modo di pensare,
una "cultura" intellettuale che sia genuinamente cattolica, fiduciosa
nell'armonia profonda tra fede e ragione, e preparata a portare la ricchezza
della visione della fede a contatto con le questioni urgenti che riguardano il
futuro della società americana.
Cari amici, la mia visita negli Stati Uniti intende
essere una testimonianza a "Cristo nostra speranza". Gli americani sono sempre
stati un popolo della speranza: i vostri antenati sono venuti in questo Paese
con l'aspettativa di trovare una nuova libertà e nuove opportunità, mentre la
vastità del territorio inesplorato ispirava loro la speranza di essere capaci di
cominciare completamente da capo creando una nuova nazione su nuovi fondamenti.
Certo, questa attesa non è stata l'esperienza di tutti gli abitanti di questo
Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni
americane e da quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi.
Ma la speranza, la speranza nel futuro fa profondamente parte del carattere
americano. E la virtù cristiana della speranza - la speranza riversata nei
nostri cuore per mezzo dello Spirito Santo, la speranza che purifica e corregge
in modo soprannaturale le nostre aspirazioni orientandole verso il Signore e il
suo piano di salvezza - questa speranza ha anche caratterizzato, e continua a
caratterizzare, la vita della comunità cattolica in questo Paese.
È nel contesto di questa speranza nata dall'amore e
dalla fedeltà di Dio che io prendo atto del dolore che la Chiesa in America ha
provato come conseguenza dell'abuso sessuale di minorenni. Nessuna mia parola
potrebbe descrivere il dolore ed il danno recati da tale abuso. È importante che
a quanti hanno sofferto sia riservata un'amorevole attenzione pastorale. Né
posso descrivere in modo adeguato il danno verificatosi all'interno della
comunità della Chiesa. Sono già stati fatti grandi sforzi per affrontare in modo
onesto e giusto questa tragica situazione e per assicurare che i bambini - che
il nostro Signore ama così profondamente (cfr Mc 10,14) e che sono il
nostro tesoro più grande - possano crescere in un ambiente sicuro. Queste
premure per proteggere i bambini devono continuare. Ieri ho parlato con i vostri
Vescovi di questa cosa. Oggi incoraggio ognuno di voi a fare quanto gli è
possibile per promuovere il risanamento e la riconciliazione e per aiutare
quanti sono stati feriti. Inoltre vi chiedo di amare i vostri sacerdoti e di
confermarli nel lavoro eccellente che fanno. E soprattutto pregate affinché lo
Spirito Santo effonda i suoi doni sulla Chiesa, i doni che conducono alla
conversione, al perdono e alla crescita nella santità.
San Paolo, come abbiamo sentito nella seconda
lettura, parla di una specie di preghiera che sale dalle profondità dei nostri
cuori con sospiri troppo profondi per essere espressi in parole, con "gemiti" (Rm
8,26) suggeriti dallo Spirito. È questa una preghiera che anela, nel mezzo del
castigo, al compiersi delle promesse di Dio. È una preghiera d'inesauribile
speranza, ma anche di paziente perseveranza e, non di rado, accompagnata dalla
sofferenza per la verità. Mediante questa preghiera partecipiamo al mistero
della stessa debolezza e sofferenza di Cristo, mentre confidiamo fermamente
nella vittoria della sua Croce. Che la Chiesa in America, con questa preghiera,
abbracci sempre di più la via della conversione e della fedeltà alle esigenze
del Vangelo! E che tutti i cattolici sperimentino la consolazione della speranza
e i doni di gioia e forza elargiti dallo Spirito.
Nel brano evangelico di oggi il Signore risorto fa
agli Apostoli il dono dello Spirito Santo e concede loro l'autorità di perdonare
i peccati. Mediante l'invincibile potere della grazia di Cristo, affidato a
fragili ministri umani, la Chiesa rinasce continuamente e a ciascuno di noi
viene data la speranza di un nuovo inizio. Confidiamo nel potere dello Spirito
di ispirare conversione, di risanare ogni ferita, di superare ogni divisione e
di suscitare vita e libertà nuove! Quanto bisogno abbiamo di tali doni! E quanto
sono a portata di mano, particolarmente nel Sacramento della penitenza! La forza
liberatrice di questo Sacramento, nel quale la nostra sincera confessione del
peccato incontra la parola misericordiosa di perdono e di pace da parte di Dio,
ha bisogno di essere riscoperta e fatta propria da ogni cattolico. In gran parte
il rinnovamento della Chiesa in America dipende dal rinnovamento della prassi
della penitenza e dalla crescita nella santità: ambedue vengono ispirate e
realizzate da questo Sacramento.
"Nella speranza noi siamo stati salvati!" (Rm
8,24). Mentre la Chiesa negli Stati Uniti ringrazia per le benedizioni dei
duecento anni passati, invito voi, le vostre famiglie e ogni parrocchia e
comunità religiosa a confidare nel potere della grazia di creare un futuro
promettente per il Popolo di Dio in questo Paese. Nel nome del Signore Gesù vi
chiedo di sopprimere ogni divisione e di lavorare con gioia per preparare una
via per Lui, nella fedeltà alla sua parola e nella costante conversione alla sua
volontà. Soprattutto vi incito a continuare ad essere un lievito di speranza
evangelica nella società americana, mirando a portare la luce e la verità del
Vangelo nel compito di creare un mondo sempre più giusto e libero per le
generazioni future.
Chi ha speranza deve vivere diversamente! (cfr
Spe Salvi, 2). Che voi possiate, mediante le vostre preghiere, mediante la
testimonianza della vostra fede, mediante la fecondità della vostra carità,
indicare la via verso quel vasto orizzonte di speranza che Dio anche adesso sta
aprendo per la sua Chiesa, anzi per l'umanità intera: la visione di un mondo
riconciliato e rinnovato in Gesù Cristo, nostro Salvatore. A Lui ogni onore e
gloria, ora e sempre. Amen!
In spagnolo
Cari fratelli e sorelle di lingua spagnola:
desidero salutarvi con le stesse parole che il
Cristo risorto rivolse agli apostoli: "Pace a voi!" (Gv 20,19). Che la
gioia di sapere che il Signore ha trionfato sulla morte e sul peccato vi aiuti
ad essere, là dove vi trovate, testimoni del suo amore e seminatori di quella
speranza che Egli è venuto a portarci e che mai delude. Non lasciatevi vincere
dal pessimismo, l'inerzia o i problemi. Innanzitutto, fedeli agli impegni
assunti nel battesimo, approfondite ogni giorno la conoscenza di Cristo e
lasciate che il vostro cuore sia conquistato dal suo amore e dal suo perdono.
La Chiesa negli Stati Uniti, accogliendo nel suo
grembo tanti suoi figli emigranti, è andata crescendo grazie anche alla vitalità
della testimonianza di fede dei fedeli di lingua spagnola. Per questo il Signore
vi chiama a perseverare nel contribuire al futuro della Chiesa in questo Paese e
alla diffusione del Vangelo. Solo se rimarrete uniti a Cristo e tra di voi, la
vostra testimonianza evangelizzatrice sarà credibile e si esprimerà in copiosi
frutti di pace e di riconciliazione in mezzo a un mondo molte volte segnato da
divisioni e scontri. La Chiesa attende molto da voi. Non la deludete nel vostro
generoso impegno. "Ciò che avete ricevuto gratuitamente, gratuitamente donatelo!
(Mt 10,8).
Traduzione distribuita dalla
Santa Sede
© Copyright 2008 Libreria
Editrice Vaticana