
Roma,
giovedì, 3 aprile 2008
Il Cardinale Backis spiega l’intreccio tra questa devozione e la Lituania
Intervenendo a Roma, questo giovedì, al Primo Congresso Mondiale sulla Divina
Misericordia, il Cardinale Audrys J. Backis, Arcivescovo di Vilnius, ha spiegato
quanto la storia della Lituania e l’essenza della spiritualità cristiana si
intreccino con la Misericordia.
Il porporato ha esordito raccontando che il primo quadro di Gesù
Misericordioso, come indicato da suor Faustina Kowalska, è stato dipinto a
Vilnius nel 1934 da Eugeniousz Kazimirowski.
Il quadro è stato esposto per la prima volta al triduo di chiusura del
Giubileo della Redenzione (1935) presso il santuario della Porta dell’Aurora di
Vilnius, ove da secoli è collocata l’immagine miracolosa della Madre della
Misericordia.
L'ultimo giorno del triduo era proprio la seconda domenica di Pasqua, e
l’omelia fu pronunciata da don Sopocko, confessore di suor Faustina.
Il quadro di Gesù Misericordioso nascosto in vari luoghi durante la Seconda
Guerra Mondiale e l’occupazione sovietica della Lituania, si è miracolosamente
conservato intatto, e dopo molte peregrinazioni è stato riportato a Vilnius nel
1986.
Dato l’alto numero di visitatori dal 2005 è esposto al Santuario dedicato
alla Divina Misericordia a Vilnius.
“Esistono oggi diversi quadri di Gesù Misericordioso”, ha constatato
l’Arcivescovo di Vilnius. “Ogni immagine sacra è un segno, o come scrive Suor
Faustina ‘il recipiente’ dal quale gli uomini debbono venire ad attingere le
grazie alla sorgente della Misericordia”.
“Questi segni sono ricchi di un significato che ci aiuta e ci invita a
scoprire il volto di Dio, che è Misericordia”, ha sottolineato il Cardinale
Backis.
Sulla Coroncina della Misericordia, la preghiera dettata da Gesù a santa
Faustina, il Cardinale ha spiegato che si tratta di “un invito a immergerci
nella Passione di Gesù Cristo”, in particolar modo nel suo affidamento al Padre,
nel momento della morte, alle tre del pomeriggio “ora di grande misericordia per
il mondo intero”.
In merito al sacramento della riconciliazione, l’Arcivescovo di Vilnius ha
affermato che “la rivelazione della Divina Misericordia, viene perpetuata ogni
giorno nell’Eucaristia, memoriale della Passione, Morte e Risurrezione del
Signore”.
“Le nostre preghiere a Gesù Misericordioso – ha aggiunto – ci devono
avvicinare spiritualmente alle sorgenti della Misericordia divina e ci devono
aiutare a comprendere meglio l’Eucaristia, nella quale è racchiuso tutto il bene
spirituale della Chiesa, cioè Cristo nostra Pasqua”.
Il Cardinale Backis ha poi sottolineato che “nell’Eucaristia Cristo ci viene
incontro, ci rende partecipi del suo Corpo e del Suo sangue, per formare un solo
corpo. In essa attingiamo la forza per portare la misericordia al mondo intero,
perché diventi più umano, e si apra sempre più all’amore del Padre”.
Santa Faustina amava profondamente l’adorazione del Santissimo Sacramento e
l’Eucaristia, al punto da scrivere nelle lodi “O Ostia santa” in te “è contenuto
il testamento della Divina Misericordia per noi e per i poveri peccatori!”.
La religiosa polacca sosteneva che l’Ostia divina è “sorgente di acqua viva,
fuoco dell’amore più puro, medicina per tutte le nostre debolezze”.
La santa passava ore nell’adorazione del Santissimo, di cui ha scritto:
“Tutta la forza della mia anima proviene dal Santissimo Sacramento. Tutti i
momenti liberi li passo con Lui, Egli è il mio Maestro”.
Il Cardinale ha poi ricordato come Giovanni Paolo II ponesse in risalto il
ruolo di Maria nel mistero della redenzione.
“Maria è la madre dei credenti, ha sempre conservato la fede anche quando ha
visto il Figlio morire sulla croce e ci aiuta a credere – ha concluso –. Maria è
il rifugio dei peccatori” e ci “aiuta ad avvicinare il Dio di misericordia
sempre pronto a perdonare”.
di Antonio Gaspari