
Roma,
domenica, 6 aprile 2008
Dalle
“Omelie sulla seconda lettera ai Corinzi” di San Giovanni Crisostomo, vescovo.
Molto spesso
Dio, quando vede la folla dei fedeli intenti a pregare tutti in pace e
d’accordo, si muove quasi a tenerezza. Facciamo dunque tutto il possibile per
riunirci in preghiera, supplicando Dio gli uni per gli altri, come facevano i
Corinzi per gli Apostoli. Così, oltre che adempiere il comandamento del Signore,
ci stimoliamo alla carità; quando dico carità intendo esprimere con questo
vocabolo tutto ciò che è bene; dobbiamo imparare anche a ringraziare con un
fervore più grande.
Infatti
quelli che esprimono la loro gratitudine a Dio per i favori che ricevono gli
altri, lo fanno molto più quando si tratta di se stessi. Si comportava così
anche Davide, quando diceva: “Celebrate con me il Signore, esaltiamo insieme il
suo nome” (Sal 33,4).
Anche
l’Apostolo lo raccomanda in diversi passi; facciamo altrettanto anche noi e
annunziamo a tutti le grazie di Dio, per associarli alla nostra lode. Infatti,
quando esaltiamo qualche favore ricevuto dagli uomini, rendiamo questi più
disposti a farci del bene; a più forte ragione, se proclameremo i benefici di
Dio, lo muoveremo a una maggiore benevolenza. E se, dopo aver conseguito un
favore da qualcuno, invitiamo anche altri a mostrargli la nostra riconoscenza,
dobbiamo avere più grande sollecitudine nel portare al Signore molte persone che
lo ringraziano con noi. Se così faceva Paolo, tanto degno di fiducia, ancor più
dobbiamo farlo noi.
E’ il
compito particolare dei Sacerdoti ed è il privilegio più eminente. All’inizio
della preghiera rendiamo grazie per l’umanità e per i favori elargiti a tutti.
Dio non fa risplendere il sole soltanto per te, ma per tutti indistintamente; e
tuttavia tu lo godi tanto anche in particolare: una cosa così grande è stata
creata per l’utilità comune; tu,però, da solo, ne vedi quanto ne possono vedere
tutti gli uomini insieme. E’ giusto dunque che tu ringrazi anche per i benefici
comuni e per le virtù degli altri. Spesso infatti siamo beneficati a motivo del
prossimo. Se in Sodomia si fossero trovati soltanto dieci giusti, gli abitanti
non sarebbero incorsi in tante sventure. Perciò rendiamo grazie anche per la
libertà e la fiducia che altri hanno nei riguardi diDio. Questa è una tradizione
antica, istituita nella Chiesa fin dalle sue prime origini: ecco perché Paolo
rende grazie per i Romani per i Corinzi, e per tutta l’umanità.
Gesù
Risorto si manifesta nell’Eucaristia.
Vangelo
secondo Luca (24,13-35).
Dall’Omelia
di San Fulgenzio, vescovo.
Gesù
apparve, fu visto con gli occhi, ma non fu riconosciuto. Il Maestro camminava
per via con loro, ed era lui stesso la via. Ma essi non camminavano ancora sulla
via. Quando era stato con loro, prima della passione, aveva predetto tutto: che
avrebbe patito e sarebbe morto e risorto il terzo giorno. Tutto aveva detto, ma
alla sua morte corrispose in loro la dimenticanza. Quando lo videro appeso alla
croce furono talmente sconvolti che dimenticarono il Maestro, non aspettarono
colui che doveva risorgere, né ricordarono la promessa che egli aveva fatto.
“Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele”. O discepoli, speravate? Dunque
non sperate più? Cristo vive e la speranza in voi è morta? Il Cristo vivente
trovò morti i cuori dei discepoli: apparve ai loro occhi e non fu riconosciuto,
eppure essi lo vedevano. Egli camminava per via con loro comeun compagno di
viaggio, e in realtà la guida era lui.
Essi
certamente lo vedevano ma non lo riconoscevano. I loro occhi erano incapaci di
riconoscerlo, come abbiamo ascoltato. Orsù, fratelli, il Signore dove volle
essere riconosciuto? Nello spezzare il pane. Siamo sicuri: spezziamo il pane e
riconosciamo il Signore. Non volle essere riconosciuto se non lì, per noi che
non lo avremmo visto nella carne, e tuttavia avremmo mangiato la sua carne. La
frazione del pane consoli te, chiunque tu sia, che sei fedele, che non invano ti
chiami cristiano, che non senza motivo entri a far parte della Chiesa, te che,
con timore e speranza, ascolti la parola di Dio. L’assenza del Signore non è
assenza. Abbi fede: è con te colui che non vedi.
Avevano
perso la fede, avevano perso la speranza. Camminavano morti, con la vita in
persona. La vita camminava con essi ma nei loro cuori essa non c’era ancora.
Anche tu dunque se vuoi la vita fa ciò che essi fecero: per riconoscere Dio lo
accolsero con ospitalità. Il Signore era nell’atteggiamento di uno che prosegue
oltre il cammino. Ma essi lo trattennero e prima di raggiungere la meta
insistettero dicendogli: “Rimano ormai qui con noi, giacché si fa sera”. Ciò che
l’incredulità aveva loro sottratto, lo rese l’ospitalità. Il Signore si mostrò
nello spezzare il pane. Lì egli viene riconosciuto perché è lì che si riceve la
vita eterna. Viene accolto con ospitalità colui che prepara una casa in cielo.
Egli afferma infatti: “Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore”. Il
Signore del cielo volle essere ospite, perché tu accogliendolo ne ricevessi la
benedizione.
Il Signore
Gesù fu riconosciuto, dopodiché non apparve più. Si allontanò da essi colui che
era posseduto nella fede. E’ assente perché la fede cresca. Infatti se tu non
vedi, dove è la fede? Ma se credi anche ciò che non vedi, quando lo vedrai
gioirai. Per questo ora credi: sia edificata la fede perché diventi visione.
Verrà ciò che non vediamo, pensa a come ti troverà. Gli uomini dicono: Dove è?
Quando accadrà? Quando verrà? Stai certo, verrà. Verrà anche se non vuoi. Ci
sarà grande tremore per coloro che non avranno creduto e grande gioia per quelli
che avranno creduto. Esulteranno i fedeli, saranno confusi gli increduli. Lodo
coloro che non vedono e credono, perché quando vedranno gioiranno.
Antifona
dei Primi Vespri:
Mane
nobiscum, quondam advesperascit, et inclinata est iam dies, alleluia! Rimani con
noi, perché si fa sera, e il giorno già volge al declino.Alleluia!
Antifona
del Benedictus:
Tu solus
peregrinus es, et non audisti de Iesu, quomodo tradiderunt eum in damnationem
mortis? Alleluia! Soltanto tu sei così forestiero, e non hai sentito di Gesù,
come hanno lo hanno consegnato alla pena di morte? Alleluia!
Antifona
dei Secondi Vespri:
Et coegerunt
illum, dicentes: Mane nobiscum, Domine, quondam advesperascit. Alleluia! E lo
costrinsero a rimanere, dicendo: Rimani, Signore, con noi, perché si fa sera.
Alleluia!
Oremus. Semper exultet populus tuus, Deus, renovata animae
iuventute, ut, qui, nunc laetatur in adoptionis se gloriam restitutum,
resurrectionis diem spe certae gratulationis exspectet. Per Dominum…
Esulti
sempre il tuo popolo, o Padre, per la rinnovata giovinezza dello spirito, e come
oggi si allieta per il dono della dignità filiale, così pregusti nella speranza
il giorno glorioso della risurrezione.
Per il
Signore nostro…
Monastero Mater Ecclesiae in
Vaticano