S. Teresa di Gesù Bambino (Maria
Francesca Teresa Martin) nasce il 2 gennaio 1873 ad Alecon
(Francia); ultima di nove figli cresce in una famiglia serena,
circondata da affetto, anche se segnata e provata dalla perdita
prematura della mamma, che muore di tumore quando lei aveva quattro
anni.
E’ Teresa stessa che ci ha lasciato il
racconto della sua vita in quelli che vengono chiamati “Scritti
autobiografici- Storia di un’anima”, nei quali esprime la sua
gratitudine a Dio per i doni ricevuti nel corso della sua vita.
Vita che è stata intensa e vissuta a
tempi di record. Teresa di Gesù Bambino, con linguaggio limpido e
fresco parla del suo modo di pensare e vivere traboccante di grandi
desideri.
C’è un episodio particolare della sua
infanzia che ci descrive: di fronte ad un cesto che conteneva molti
giocattoli, invitata a sceglierne uno, esclamò: “Io scelgo tutto!”
Questo episodio è emblematico, perché
anche nella vita sceglierà tutto: ricca di grande intuito spirituale
comprende che la via sicura e diritta per realizzare la propria
esistenza, oltrepassando prove e sofferenze senza rimanerne
schiacciati, è quella di entrare in confidenza con Dio, scoprendolo
come un Padre misericordioso e tenero verso chi si volge a Lui con
confidenza.
Il suo desiderio, la sua “ansia
apostolica”, la spingono verso il Carmelo di vita contemplativa,
dove si vive una missionarietà attraverso la preghiera e la
semplicità di una vita fraterna comunitaria.
E’ giovane, ha solo 15 anni, ma è
intrepida, durante un pellegrinaggio a Roma chiede al Papa Leone
XIII (20/11/1887) di concederle il permesso di entrare in Monastero.
L’anno dopo, il 9/04/1888 entra nel
Carmelo di Liseux “Il Signore illuminava la mia anima, Egli mi dava
anche l’esperienza degli anni“ (dagli scritti autobiografici).
Vive al Carmelo fino all’età di 24
anni, muore il 30 settembre 1897 stroncata da una tubercolosi, a
quell’epoca ancora non curabile.
I tempi record caratterizzano anche il
suo dopo – morte: è dichiarata “santa” dal Papa Pio XI il 17 maggio
1925; due anni dopo è dichiarata patrona delle missioni; da Giovanni
Paolo II è riconosciuta Dottore della Chiesa.
Lo scritto seguente sintetizza la sua
corsa alla santità, all’Amore e può diventare anche per ciascuno di
noi trampolino di lancio per una vita “altra” che Dio ha pensato per
noi!
“Considerando il Corpo mistico della
Chiesa non mi ero riconosciuta in nessuno dei membri descritti da S.
Paolo, o meglio volevo riconoscermi in tutti.
L’amore mi dette la chiave della mia
vocazione. Capii che l’amore solo fa agire le membra della Chiesa,
che se l’amore si spegnesse gli apostoli non annuncerebbero più il
Vangelo, i martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue. Capii
che l’amore è tutto, che abbraccia tutti i tempi e tutti i luoghi,
in una parola che è eterno…nel cuore della Chiesa, mia madre, io
sarò l’amore. Così sarò tutto…! E il mio sogno sarà attuato!”
(Scritto autobiografico B, 254).
Monastero Mater Carmeli di
Biella