“Non ti ho detto
che se credi vedrai la gloria di Dio?”
“Non ti ho detto
che se credi vedrai la gloria di Dio?”:
Marta è qui la donna della fede nuova; non solo accetta la
dichiarazione sintetica di Gesù che ribadiva la fede nella
risurrezione come professata dai farisei, ma va oltre: crede che
Gesù è la risurrezione e la vita! Sin dall’inizio crede a questo
(v.22-27), ma in modo ancora intellettuale; infatti, seguendo Gesù
alla tomba afferma: “Già manda cattivo odore..!”. Ecco che Gesù la
invita a credere più profondamente: “Non ti ho detto che, se
credi, vedrai la gloria di Dio?”. È a questo momento che
si arriva al punto culminante di questo vangelo: Gesù fa Eucaristia,
ringrazia pregando!!! Gesù ringrazia Dio di essere stato ascoltato.
Eppure non si vede ancora nulla!
Cosa dunque ha visto Gesù se non la
fede di Marta?
Marta ha creduto,
cioè ha visto in Gesù la gloria di Dio (= la risurrezione), Lazzaro
quindi vive. Marta è la prima a professare la nuova fede nella
risurrezione: crede all’Amore di Gesù!
Gesù, allora,
entra nel mistero Pasquale con tutto il suo affetto umano per queste
relazioni. La sua risurrezione è l’annuncio che un amore così,
un’amicizia così bella, dura per sempre, riesce a passare da morte a
vita. Egli vive le sue relazioni nell’amicizia e nell’amore e sa che
di questo noi abbiamo bisogno, perché egli stesso ne ha bisogno.
Possiamo testimoniare che l’amore ha vinto la morte, perché il
Signore Gesù ha vissuto la sua morte come gesto di amicizia e di
amore per noi. La morte è stata vissuta
dal desiderio di essere in relazione con noi e con il Padre. Si
può essere cristiani portatori e testimoni della forza della
risurrezione, senza un’umanità aperta a relazioni autentiche di
amicizia?
Il Monastero Clarisse Immacolata
Concezione
di
Albano Laziale
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