“In verità, in verità”:
Sono parole di rivelazione con autorità.
“Vi dico”: Si
rivolge ai farisei, pastori ciechi, per illuminarli.
“Chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta”:
Nella Bibbia la parola “recinto” (in greco aulé) non indica l’ovile,
ma il cortile, in genere del tempio o della tenda del convegno. Gesù
rimprovera i capi del popolo, che gli stanno dinnanzi, di non essere
pastori: non entrano dalla porta. Essi entrano subdolamente
aggirando e raggirando l’intelligenza e la libertà, che sono la
porta dell’uomo verso Dio. Il loro potere sul popolo è abusivo. Non
rappresentano Dio, ne hanno usurpato il posto e fanno il contrario
di Lui.
“E’ un ladro e un brigante”:
I capi del popolo hanno rubato a Dio il suo gregge: sono ladri. E
sono briganti: opprimono ed esercitano violenza (ladro è Giuda che
si appropria di ciò che appartiene a tutti; brigante è Barabba che
voleva imporsi con la violenza). Il modello che reggeva la società
di allora (ma anche la attuale) è quello del “ladro/brigante”
impersonato dai capi, dove il più forte prevarica sempre e solo il
furbo sopravvive; il buono e l’onesto sono destinati a subire, il
povero a morire. Il modello di uomo posto da Gesù è quello a
immagine di Dio: non ruba ma dona, non opprime né uccide, ma dà
libertà e vita.
“Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore”:
Il pastore è modello e maestro di questa umanità nuova. Lui a
differenza dei ladri e dei briganti, entra dalla porta (il cuore
dell’uomo) perché è di casa.
Egli
non è subdolo, non ne ha bisogno e ci fa vedere la realtà, mostrando
quanto sono falsi i modelli di vita che ciecamente seguiamo.
“Il guardiano gli apre”:
L’immagine significa che il pastore è riconosciuto come tale. Tu sei
guardiano della tua vita, a te Dio l’ha affidata e di fronte a
questa responsabilità non puoi firmare deleghe a nessuno, non puoi
scaricare su altri le scelte sbagliate: tu apri le porte del cuore a
chi vuoi; gli altri, da fuori, potranno anche insistere, offenderti,
usarti violenza… ma non riusciranno mai ad entrare nel tuo cuore
senza il tuo permesso. Ogni persona riconosce ed apre il suo cuore
alla libertà, all’amore e alla vita, che sa ben distinguere dalla
schiavitù, dall’egoismo e dalla morte.
“Egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome”:
Ecco un’altra caratteristica del pastore bello, segno di grande
tenerezza. Per i ladri e i briganti le vittime non hanno né volto né
nome: è una massa anonima da soggiogare e spogliare. Se sapessero di
avere davanti “persone” come loro forse agirebbero diversamente. Il
che può avvenire presto o tardi quando anche a loro capita la stessa
sorte. Per il pastore invece ogni pecora ha il suo nome: chiama
(voca-zione) ciascuna per nome (progetto) in un rapporto personale
di amicizia.
“E
quando ha spinto fuori tutte le sue pecore”:
Gesù porta fuori dalla schiavitù, dalla cecità, dal sopruso per una
libertà nuova.
“Cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono”:
Come JHWH nell’esodo, Gesù conduce il suo popolo verso la terra
promessa. Infatti è lui stesso la Via che conduce alla vita.
“Perché conoscono la sua voce”:
Ogni persona, abbiamo detto, sa riconoscere la voce della verità,
distinguendola da quella della menzogna. I falsi pastori ci
opprimono con menzogna, violenza, terrore e paura. Il vero pastore
ci rende liberi capaci di amare e servire, di sperare e osare.
“Non conoscono la voce degli estranei”:
L’uomo oggi sembra che sia così estraniato da sé che Dio pare essere
il
vero
estraneo. Ascoltiamo tutte le voci più strane ma non quella della
coscienza; siamo sedotti da qualunque mercante ci voglia comprare ma
non ci lasciamo sedurre da colui che ci ama di amore eterno.
“Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono”:
Non è mai scontata la comprensione, non è automatico il
riconoscimento della verità, anche l’evidenza può essere non vista
dal cieco, appunto. Se l’interesse è miope, il potere acceca.
“Allora Gesù disse loro di nuovo… io sono la porta delle pecore”:
Nel v. 1 Gesù dice che il ladro/brigante non passa dalla porta, ora
dice che lui stesso è la porta; le pecore possono, passando
attraverso lui, uscire verso la libertà. Lui stesso, Parola diventa
carne, è la porta tra terra e cielo.
“Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti”:
Colpisce il fatto che “tutti” sono falsi profeti. Nessuno infatti
prima di Gesù ha visto il Padre: da Adamo in poi tutti abbiamo una
falsa immagine di Dio e, quindi, un falso modello di uomo. Solo Gesù
può rivelare il modello autentico. L’unico modo per non essere falsi
pastori è scegliere come modello colui che ha lavato i piedi ai suoi
discepoli. Ogni cristiano è chiamato a questa scelta per poter
esercitare la propria responsabilità all’interno della Chiesa, della
società, della famiglia, della scuola, del lavoro…
“Ma le pecore non li hanno ascoltati”:
Anche se il popolo ha subito, forse addirittura acquisito, il falso
modello, tuttavia lo avverte come estraneo.
“Se uno entra attraverso di me, sarà salvato”:
La salvezza allora non è entrare nel tempio come pecore da macello,
ma uscire con Gesù per entrare in Gesù che ci dà la vita in
abbondanza.
“Entrerà e uscirà e troverà pascolo”:
Questo entrare e uscire non si riferisce all’ovile, ma si tratta di
entrare in Lui che è la porta per uscire definitivamente dalla
schiavitù.
Il Monastero Clarisse Immacolata
Concezione
di
Albano Laziale