Giovanni Paolo II

Aprile 2008 - Giovani in ascolto della Parola

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“In verità, in verità”: Sono parole di rivelazione con autorità.

“Vi dico”: Si rivolge ai farisei, pastori ciechi, per illuminarli.

“Chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta”: Nella Bibbia la parola “recinto” (in greco aulé) non indica l’ovile, ma il cortile, in genere del tempio o della tenda del convegno. Gesù rimprovera i capi del popolo, che gli stanno dinnanzi, di non essere pastori: non entrano dalla porta. Essi entrano subdolamente aggirando e raggirando l’intelligenza e la libertà, che sono la porta dell’uomo verso Dio. Il loro potere sul popolo è abusivo. Non rappresentano Dio, ne hanno usurpato il posto e fanno il contrario di Lui.

“E’ un ladro e un brigante”: I capi del popolo hanno rubato a Dio il suo gregge: sono ladri. E sono briganti: opprimono ed esercitano violenza (ladro è Giuda che si appropria di ciò che appartiene a tutti; brigante è Barabba che voleva imporsi con la violenza). Il modello che reggeva la società di allora (ma anche la attuale) è quello del “ladro/brigante” impersonato dai capi, dove il più forte prevarica sempre e solo il furbo sopravvive; il buono e l’onesto sono destinati a subire, il povero a morire. Il modello di uomo posto da Gesù è quello a immagine di Dio: non ruba ma dona, non opprime né uccide, ma dà libertà e vita.

“Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore”: Il pastore è modello e maestro di questa umanità nuova. Lui a differenza dei ladri e dei briganti, entra dalla porta (il cuore dell’uomo) perché è di casa.

Egli non è subdolo, non ne ha bisogno e ci fa vedere la realtà, mostrando quanto sono falsi i modelli di vita che ciecamente seguiamo.

“Il guardiano gli apre”: L’immagine significa che il pastore è riconosciuto come tale. Tu sei guardiano della tua vita, a te Dio l’ha affidata e di fronte a questa responsabilità non puoi firmare deleghe a nessuno, non puoi scaricare su altri le scelte sbagliate: tu apri le porte del cuore a chi vuoi; gli altri, da fuori, potranno anche insistere, offenderti, usarti violenza… ma non riusciranno mai ad entrare nel tuo cuore senza il tuo permesso. Ogni persona riconosce ed apre il suo cuore alla libertà, all’amore e alla vita, che sa ben distinguere dalla schiavitù, dall’egoismo e dalla morte.

“Egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome”: Ecco un’altra caratteristica del pastore bello, segno di grande tenerezza. Per i ladri e i briganti le vittime non hanno né volto né nome: è una massa anonima da soggiogare e spogliare. Se sapessero di avere davanti “persone” come loro forse agirebbero diversamente. Il che può avvenire presto o tardi quando anche a loro capita la stessa sorte. Per il pastore invece ogni pecora ha il suo nome: chiama (voca-zione) ciascuna per nome (progetto) in un rapporto personale di amicizia.

“E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore”: Gesù porta fuori dalla schiavitù, dalla cecità, dal sopruso per una libertà nuova.

“Cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono”: Come JHWH nell’esodo, Gesù conduce il suo popolo verso la terra promessa. Infatti è lui stesso la Via che conduce alla vita.

“Perché conoscono la sua voce”: Ogni persona, abbiamo detto, sa riconoscere la voce della verità, distinguendola da quella della menzogna. I falsi pastori ci opprimono con menzogna, violenza, terrore e paura. Il vero pastore ci rende liberi capaci di amare e servire, di sperare e osare. 

“Non conoscono la voce degli estranei”: L’uomo oggi sembra che sia così estraniato da sé che Dio pare essere il

vero estraneo. Ascoltiamo tutte le voci più strane ma non quella della coscienza; siamo sedotti da qualunque mercante ci voglia comprare ma non ci lasciamo sedurre da colui che ci ama di amore eterno.

 

“Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono”: Non è mai scontata la comprensione, non è automatico il riconoscimento della verità, anche l’evidenza può essere non vista dal cieco, appunto. Se l’interesse è miope, il potere acceca.

“Allora Gesù disse loro di nuovo… io sono la porta delle pecore”: Nel v. 1 Gesù dice che il ladro/brigante non passa dalla porta, ora dice che lui stesso è la porta; le pecore possono, passando attraverso lui, uscire verso la libertà. Lui stesso, Parola diventa carne, è la porta tra terra e cielo.

“Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti”: Colpisce il fatto che “tutti” sono falsi profeti. Nessuno infatti prima di Gesù ha visto il Padre: da Adamo in poi tutti abbiamo una falsa immagine di Dio e, quindi, un falso modello di uomo. Solo Gesù può rivelare il modello autentico. L’unico modo per non essere falsi pastori è scegliere come modello colui che ha lavato i piedi ai suoi discepoli. Ogni cristiano è chiamato a questa scelta per poter esercitare la propria responsabilità all’interno della Chiesa, della società, della famiglia, della scuola, del lavoro…

“Ma le pecore non li hanno ascoltati”: Anche se il popolo ha subito, forse addirittura acquisito, il falso modello, tuttavia lo avverte come estraneo.

“Se uno entra attraverso di me, sarà salvato”: La salvezza allora non è entrare nel tempio come pecore da macello, ma uscire con Gesù per entrare in Gesù che ci dà la vita in abbondanza.

“Entrerà e uscirà e troverà pascolo”: Questo entrare e uscire non si riferisce all’ovile, ma si tratta di entrare in Lui che è la porta per uscire definitivamente dalla schiavitù.

 

Il Monastero Clarisse Immacolata Concezione

di Albano Laziale


Santo Subito

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(Giovanni Paolo II alle Sorelle Clarisse di Albano)

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