Giovanni Paolo II
Chiara e il mistero della Croce

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Guida:

Il Signore ci chiama a conversione, ci invita ad “ascoltare la sua voce”. Apriamo il nostro cuore alla sua grazia, ed iniziamo questo cammino quaresimale verso Gerusalemme per contemplare Cristo sulla Croce, Agnello immolato che dona la vita eterna a chi  crede in Lui.

 

Con S. Chiara fissiamo il nostro sguardo su questo mistero di amore e di dolore perché come lei ci lasciamo “accendere sempre più fortemente da questo ardore di carità”

 

Lettore: Dalle Lettere di S. Chiara ad Agnese di Boemia:

…Contempla l’ineffabile carità per la quale ( il Signore ) volle patire sull’albero della Croce e su di esso morire della morte più vergognosa.Perciò lo stesso specchio posto sul  legno della Croce, ammoniva i passanti…:O voi tutti che passate per via, fermatevi e guardate se c’è un dolore simile al mio dolore; rispondiamo con una sola voce e un solo spirito, a Lui che grida e si lamenta: sempre l’avrò nella memoria .… Lasciati dunque accendere sempre più fortemente da questo ardore di carità.” “Se con Lui soffrirai, con Lui regnerai;se con Lui piangerai, con Lui gioirai; se in compagnia di Lui morirai sulla Croce delle tribolazioni; possiederai con Lui le celesti dimore nello splendore dei Santi.”

A laude di Cristo.

Amen!

Riflessione:

Siamo qui davanti a Gesù Eucaristia, Pane di vita, che morendo sulla Croce per noi e risorgendo dai morti ha realizzato la Salvezza rivelandoci l’amore del Padre. Può sembrare strano fermarsi a riflettere sul mistero della Croce e della sofferenza quale segno di salvezza e di grazia, in un mondo come il nostro che propone come valore solo ciò che appare bello e ciò che piace, facendoci credere che la Croce debba essere rimossa.

 

Le stesse informazioni dai mass media, sono un modello di felicità irreale e vuota, che svilisce il senso stesso della forza vitale dell’uomo. Cristo invece ci presenta una modalità per vivere felici che è quella delle Beatitudini evangeliche: “Felici quelli che sono nella tristezza perché Dio li consolerà; felici voi quando vi insultano e vi perseguitano, quando dicono falsità e calunnie contro di voi per il fatto che siete miei discepoli. Siate lieti e contenti, perché Dio vi ha preparato una grande ricompensa…”,  (Mt. 5, 3-12).

 

Un linguaggio questo,comprensibile solo nella fede, motivato da un amore che va’ oltre la paura e che vince anche il dolore.

 

Giovanni Paolo II ci ricorda che “la Croce è scritta nella realtà stessa dell’uomo. Volerla escludere dalla propria esistenza è come voler ignorare la realtà della condizione umana.”

 

S. Chiara, c’insegna a contemplare il dolore e l’amore di Cristo, che invita coloro che sono in cammino a fermarsi e attingere da questo mistero la forza  per accogliere la Croce nella propria vita, certi che questa è l’espressione più alta del suo amore fedele che non abbandona e che sa trasformare la notte in alba di speranza.

 

Con Giovanni Paolo II, gridiamo ad ogni uomo: “Prendi la Croce! Accoglila, non lasciarti schiacciare dagli eventi, ma vinci con Cristo il male e la morte! Se fai del Vangelo della Croce il tuo progetto di vita, se segui Gesù fino alla Croce, ritroverai te steso in pienezza!”.

 

 

Preghiera:

O Croce, ineffabile amore di Dio e gloria del cielo!

Croce, salvezza eterna.

O Croce, sostegno dei giusti, luce dei cristiani,

per te, sulla terra, Dio si è fatto schiavo nella carne;

per mezzo tuo, l’uomo in Dio, in cielo è stato fatto re,

da te la luce vera è sorta, sei tu l’anima della pace,

che unisce gli uomini a Cristo mediatore.

Sei la scala su cui l’uomo sale al cielo.

Sii sempre per noi tuoi fedeli colonna e àncora;

 dirigi il corso della nostra storia.

Nella Croce  sia salda la nostra fede,

 in essa si prepari la nostra corona”.

Amen.

                                                                                                Paolino di Nola


Santo Subito

 

 

"La Croce è scritta nella realtà stessa dell’uomo. Volerla escludere dalla propria esistenza è come voler ignorare la realtà della condizione umana.”

Giovanni Paolo II

 

"La Croce è scritta nella realtà stessa dell’uomo.

Volerla escludere dalla propria esistenza

è come voler ignorare la realtà della condizione umana.”

Giovanni Paolo II

 

 

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