Guida:
Il Signore ci chiama a
conversione, ci invita ad “ascoltare la sua voce”.
Apriamo il nostro cuore alla sua grazia, ed iniziamo questo
cammino quaresimale verso Gerusalemme per contemplare Cristo
sulla Croce, Agnello immolato che dona la vita eterna a chi
crede in Lui.
Con S. Chiara fissiamo il
nostro sguardo su questo mistero di amore e di dolore perché
come lei ci lasciamo “accendere sempre più fortemente da
questo ardore di carità”.
Lettore:
Dalle Lettere
di S. Chiara ad Agnese di Boemia:
“…Contempla
l’ineffabile carità per la quale ( il Signore ) volle patire
sull’albero della Croce e su di esso morire della morte più
vergognosa.Perciò lo stesso specchio posto sul legno della
Croce, ammoniva i passanti…:O voi tutti che passate per via,
fermatevi e guardate se c’è un dolore simile al mio dolore;
rispondiamo con una sola voce e un solo spirito, a Lui che
grida e si lamenta: sempre l’avrò nella memoria .… Lasciati
dunque accendere sempre più fortemente da questo ardore di
carità.” “Se con Lui soffrirai, con Lui regnerai;se con Lui
piangerai, con Lui gioirai; se in compagnia di Lui morirai
sulla Croce delle tribolazioni; possiederai con Lui le
celesti dimore nello splendore dei Santi.”
A laude di Cristo.
Amen!
Riflessione:
Siamo qui davanti a Gesù
Eucaristia, Pane di vita, che morendo sulla Croce per noi e
risorgendo dai morti ha realizzato la Salvezza rivelandoci
l’amore del Padre. Può sembrare strano fermarsi a riflettere
sul mistero della Croce e della sofferenza quale segno di
salvezza e di grazia, in un mondo come il nostro che propone
come valore solo ciò che appare bello e ciò che piace,
facendoci credere che la Croce debba essere rimossa.
Le stesse informazioni dai
mass media, sono un modello di felicità irreale e vuota, che
svilisce il senso stesso della forza vitale dell’uomo.
Cristo invece ci presenta una modalità per vivere felici che
è quella delle Beatitudini evangeliche: “Felici quelli
che sono nella tristezza perché Dio li consolerà; felici voi
quando vi insultano e vi perseguitano, quando dicono falsità
e calunnie contro di voi per il fatto che siete miei
discepoli. Siate lieti e contenti, perché Dio vi ha
preparato una grande ricompensa…”, (Mt. 5, 3-12).
Un linguaggio
questo,comprensibile solo nella fede, motivato da un amore
che va’ oltre la paura e che vince anche il dolore.
Giovanni Paolo II ci
ricorda che “la
Croce è scritta nella realtà stessa dell’uomo. Volerla
escludere dalla propria esistenza è come voler ignorare la
realtà della condizione umana.”
S. Chiara, c’insegna a
contemplare il dolore e l’amore di Cristo, che invita coloro
che sono in cammino a fermarsi e attingere da questo mistero
la forza per accogliere la Croce nella propria vita, certi
che questa è l’espressione più alta del suo amore fedele che
non abbandona e che sa trasformare la notte in alba di
speranza.
Con Giovanni Paolo II,
gridiamo ad ogni uomo:
“Prendi la Croce! Accoglila,
non lasciarti schiacciare dagli eventi, ma vinci con Cristo
il male e la morte! Se fai del Vangelo della Croce il tuo
progetto di vita, se segui Gesù fino alla Croce, ritroverai
te steso in pienezza!”.
Preghiera:
“O
Croce, ineffabile amore di Dio e gloria del cielo!
Croce, salvezza eterna.
O Croce, sostegno dei giusti,
luce dei cristiani,
per te, sulla terra, Dio si è
fatto schiavo nella carne;
per mezzo tuo, l’uomo in Dio,
in cielo è stato fatto re,
da te la luce vera è sorta,
sei tu l’anima della pace,
che unisce gli uomini a
Cristo mediatore.
Sei la scala su cui l’uomo
sale al cielo.
Sii sempre per noi tuoi
fedeli colonna e àncora;
dirigi il corso della nostra
storia.
Nella Croce sia salda la
nostra fede,
in essa si prepari la nostra
corona”.
Amen.
Paolino di Nola