LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
AL CARDINALE EDUARDO FRANCISCO PIRONIO
IN OCCASIONE DEL SEMINARIO DI
STUDIO
SULLE GIORNATE MONDIALI DELLA
GIOVENTÙ
PROMOSSO A CZESTOCHOWA
Dal Vaticano 8 Maggio 1996
Signor Cardinale!
1.
Ho appreso con piacere che il Pontificio Consiglio per i
Laici ha organizzato presso il Santuario di Jasna Gora, a
Czestochowa, un Seminario di Studio sulle Giornate Mondiali
della Gioventù.
Mentre mi compiaccio vivamente per questa opportuna
iniziativa, non voglio far mancare ai partecipanti una
parola di incoraggiamento, insieme con l’espressione del mio
grato apprezzamento per quanto hanno fatto a favore dei
giovani di tutto il mondo.
Innanzitutto, come non rendere grazie a Dio per i numerosi
frutti, a diversi livelli, prodotti dalle Giornate Mondiali
della Gioventù? Dal primo raduno, tenutosi in Piazza San
Pietro la Domenica delle Palme 1986, si è avviata una
tradizione che vede alternarsi, di anno in anno, un
appuntamento mondiale ed uno diocesano, quasi a sottolineare
l’indispensabile dinamismo dell’impegno apostolico dei
giovani, nella duplice dimensione locale ed universale.
Le
Giornate, infatti, accogliendo un’iniziativa partita dai
giovani stessi, sono nate dal desiderio di offrire loro
significativi “momenti di sosta” nel costante pellegrinaggio
della fede, che si alimenta anche mediante l’incontro con i
coetanei di altri Paesi ed il confronto fra le rispettive
esperienze.
Finalità principale delle Giornate è di riportare al centro
della fede e della vita di ogni giovane la persona di Gesù,
perché ne diventi costante punto di riferimento e perché sia
anche la vera luce di ogni iniziativa e di ogni impegno
educativo verso le nuove generazioni. È il “ritornello” di
ogni Giornata Mondiale. E tutte insieme, nell’arco di questo
decennio, appaiono come un continuo e pressante invito a
fondare la vita e la fede sulla roccia che è Cristo.
2.
I giovani sono così periodicamente chiamati a farsi
pellegrini per le strade del mondo. In essi la Chiesa vede
se stessa e la sua missione fra gli uomini; con loro
accoglie le sfide del futuro, consapevole che l’intera
umanità ha bisogno di una rinnovata giovinezza dello
spirito. Questo pellegrinaggio del popolo giovane costruisce
ponti di fraternità e di speranza tra i continenti, i popoli
e le culture. È un cammino sempre in atto. Come la vita.
Come la giovinezza.
Col passare degli anni, le Giornate Mondiali della Gioventù
hanno confermato di non essere riti convenzionali, ma eventi
provvidenziali, occasioni per i giovani di professare e
proclamare con crescente gioia la fede in Cristo.
Ritrovandosi, essi possono interrogarsi insieme sulle
aspirazioni più intime, sperimentare la comunione con la
Chiesa, impegnarsi nell’urgente compito della nuova
evangelizzazione. In tal modo si danno la mano, formando un
immenso cerchio di amicizia, congiungendo i colori della
pelle e delle bandiere nazionali, la varietà delle culture e
delle esperienze, nell’adesione di fede al Signore Risorto.
3.
La Giornata Mondiale della Gioventù costituisce la giornata
della Chiesa per i giovani e con i giovani. La sua proposta
non si pone in alternativa della pastorale giovanile svolta
ordinariamente, spesso con grande sacrificio e abnegazione.
Essa vuole piuttosto rinsaldarla offrendole nuovi stimoli
d’impegno, mete sempre più coinvolgenti e partecipate.
Puntando a suscitare crescente fervore nell’azione
apostolica tra i giovani, non vuole certo isolarli dal resto
della comunità, bensì renderli protagonisti di un apostolato
che contagi le altre età e situazioni di vita nell’ambito
della nuova “evangelizzazione”.
I
vari momenti in cui si articola una Giornata Mondiale
costituiscono nel loro insieme una sorta di vasta catechesi,
un annuncio del cammino di conversione a Cristo, a partire
dalle esperienze e dagli interrogativi profondi della vita
quotidiana dei destinatari. La Parola di Dio ne è il centro,
la riflessione catechistica lo strumento, la preghiera
l’alimento, la comunicazione e il dialogo lo stile.
Da
una Giornata Mondiale il giovane può trarre una forte
esperienza di fede e di comunione, che lo aiuterà ad
affrontare le domande profonde dell’esistenza e ad assumere
responsabilmente il proprio posto nella società e nella
comunità ecclesiale.
4.
Nel corso degli indimenticabili Incontri mondiali, l’amore
gioioso e spontaneo dei giovani verso Dio e verso la Chiesa
mi ha spesso commosso. Essi hanno raccontato storie di
sofferenza per il Vangelo, di ostacoli apparentemente
insormontabili superati con l’aiuto divino; hanno parlato
della loro angoscia di fronte ad un mondo tormentato dalla
disperazione, dal cinismo e dai conflitti. Dopo ogni
Incontro, ho sentito più vivo il bisogno di lodare Dio che
rivela ai giovani i segreti del suo Regno (cf. Mt 11,25).
L’esperienza delle Giornate Mondiali invita tutti noi,
Pastori ed operatori della pastorale, a riflettere
costantemente sul nostro ministero in mezzo ai giovani e
sulla responsabilità che abbiamo di presentare loro la
verità piena su Cristo e sulla sua Chiesa.
Come non leggere nella loro partecipazione massiccia,
disponibile ed entusiasta la costante richiesta di essere
accompagnati nel pellegrinaggio di fede, nel viaggio che
compiono in risposta alla grazia di Dio operante nei loro
cuori?
Essi si rivolgono a noi perché li conduciamo a Cristo che,
solo, ha parole di vita eterna (cf. Gv 6,68). Ascoltare i
giovani e insegnare loro richiede attenzione, tempo e
sapienza. La pastorale giovanile costituisce una delle
priorità della Chiesa alle soglie del terzo millennio.
Con il loro entusiasmo e la loro esuberante energia, i
giovani chiedono di essere incoraggiati a diventare
“protagonisti dell’evangelizzazione e artefici del
rinnovamento sociale” (Christifideles
laici, 46). In tal modo i giovani, nei quali
la Chiesa riconosce la sua stessa giovinezza di Sposa di
Cristo (cf. Ef 5,22-33), non solo vengono evangelizzati, ma
diventano essi stessi evangelizzatori che portano il Vangelo
ai loro coetanei, compresi quanti sono estranei alla Chiesa
e non hanno ancora udito la Buona Novella.
5.
Mentre esorto tutti i responsabili della pastorale giovanile
a valersi con sempre maggiore generosità e creatività delle
Giornate Mondiali della Gioventù come evento che, inserito
nel normale percorso di educazione alla fede, diventi
manifestazione privilegiata dell’attenzione e della fiducia
che la Chiesa tutta nutre verso le giovani generazioni,
auspico che l’incontro di Czestochowa aiuti e stimoli la
riflessione dei partecipanti per trovare vie sempre nuove ed
efficaci nella proposizione della fede ai giovani.
Affidando alla potente intercessione della Vergine di Jasna
Gora, Madre dei giovani, i lavori del Seminario di studio,
imparto di gran cuore a Lei, Signor Cardinale, ai
Collaboratori, ai partecipanti e a quanti essi rappresentano
e portano nel cuore una speciale Benedizione Apostolica.
Copyright 1996 © Libreria Editrice Vaticana