Inizio a scrivere questa lettera con una gioia
profonda nel cuore, volevo raccontare questa mia
testimonianza perché anche se, forse, voi persone
competenti crederete che è una piccola cosa, per me
ha avuto un’importanza grandissima.
Prima, comunque, vorrei dire delle cose; quando Papa
Giovanni Paolo II è stato eletto un po’ perché
polacco, un po’ perché troppo giovane, forse, non mi
ha colpito molto, poi avendolo fatto diventare da
molti un Papa politico io non sentivo la
spiritualità che di solito si sente in una Persona
così vicino a Dio. Mi vergogno un po’ ad esprimere
ora questi concetti ma bisogna dire la verità in
queste circostanze, credo. Poi il 13 maggio del 1981
c’è stato l’attentato, lì è scattato qualcosa dentro
di me, ho visto la sofferenza e, soprattutto, il
modo di reagire a questa disgrazia esattamente come
avrebbe fatto Nostro Signore Gesù. In quello stesso
giorno al policlinico A. Gemelli è stato operato
d’urgenza mio figlio Daniele per una occlusione
intestinale, mio figlio già in passato aveva avuto
problemi di salute gravi risolti ringraziando Dio
positivamente, conseguenza di tutto questo una
briglia intestinale gli provocava forti dolori e
febbre quindi è stato operato d’urgenza, ricoverato
al 10° piano proprio dove era ricoverato Papa
Giovanni Paolo II, nell’ala accanto dell’ospedale.
Sapete come sono i bambini dopo l’intervento appena
è stato un po’ meglio mi portava tutti i giorni nel
corridoio per farmi vedere una porta dove dietro
c’era il Papa.
Finito questo episodio bene,
per fortuna, seguivo tutti i sui spostamenti e
vedevo come il suo modo di fare colpiva sempre di
più sia per la sua grande spiritualità, sia per il
modo di comunicare con tutti i popoli, poi un’altra
circostanza mi ha avvicinato a Lui, il giorno dei
Santi del 1990 mi vengono dati i biglietti,
esattamente due, per poter assistere alla messa al
cimitero del Verano. Così, io e mia madre andiamo a
questa celebrazione, è stata la prima volta che ho
visto i suoi occhi da vicino e lì mi sono entrati
nel cuore, il Papa mi ha dato l’ostia e il suo
sguardo mi è rimasto impresso per sempre: non lo
dimenticherò più. Gli anni passano e certo la sua
missione su questa terra non è stata facile ma la
sua tenacia mi ha meravigliato, malgrado tutti i
suoi problemi di salute ha fatto tante di quelle
cose con una forza che ci ha fatto capire quanto
amava Dio e soprattutto ora siamo consapevoli quanto
ci ha amato.
Scrivere queste cose non è
facile e voi persone competenti chissà quante ne
avrete sentite ma sentivo anch’io il dovere di
esprimerle come veramente sento. Ora veniamo
all’episodio che vi volevo raccontare per rendere
testimonianza, il 7 aprile del 2008 dovevo fare un
esame molto particolare che dovevo fare in
anestesia, perché molto doloroso, vado a questa
clinica e espongo il mio problema, e cioè che non
posso fare anestesie perché allergica, il professore
con un altro medico e l’anestesia mi dicono che
questo esame non si può fare senza anestesia perché
molto doloroso. Io insisto dicendo che se non ce
l’avessi fatta lo avrei detto e loro avrebbero
smesso. Il professore mi prepara, mi mettono un ago
al braccio per qualsiasi evenienza. Poi mi descrive
l’esame, con un macchinario ecografico vediamo, un
ago molto lungo verrà infilato tra due costole,
quindi dovrà passare l’epidermide, i tessuti, i
muscoli intercostali e la capsula del fegato, poi si
prende una piccolissima parte da analizzare. Detto
questo io sempre più agitata spero di resistere
comincio a pregare e davanti agli occhi c’erà Papa
Giovanni Paolo II, quando mi sento dire signora ho
fatto, io non credo alle mie orecchie,, non ho
sentito neanche la puntura dell’ago come è
possibile, anche loro tutti e tre i medici rimangono
allibiti dicendo che non è possibile che io non
abbia sentito nulla. Ecco la mia testimonianza,
volevo raccontarvi questo piccolo miracolo che Papa
Giovanni Paolo II mi ha fatto, ringrazio lui per
quanto mi è vicino e tutti voi per avermi ascoltato.
Aurora