Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II  

I SUSSIDI

Quinta Serata indietro
Nel mese di novembre meditiamo il mistero della comunione dei santi. La fede ci permette di stabilire un collegamento spirituale con tutti coloro che sono già passati all’eternità. Vogliamo incontrare Giovanni Paolo II il quale viveva costantemente pronto all’incontro col Signore. Oggi, come speriamo, “sta alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice”.

 

La finestra nella casa del Padre


GUIDA: Siamo nel mese di novembre. Visitiamo i cimiteri. Preghiamo di più per i defunti. Questo novembre è particolare poiché ci unisce al ricordo del Servo di Dio Giovanni Paolo II, che ci ha lasciato in primavera. Grazie a lui abbiamo capito meglio che la morte è la porta. Dietro questa porta ci attende un altro mondo: il Regno dei cieli, la casa del nostro Padre. Poche ore prima di morire il Papa disse: “Lasciatemi andare alla casa del Padre”. Durante i funerali il Card. Joseph Ratzinger ha indicato con la mano il cielo e ha detto: “Possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice”. La certezza che scaturiva da queste parole ha fatto sì che milioni di persone hanno guardato il cielo senza un’ombra di dubbio che Giovanni Paolo II ora abita lì. Ha terminato il pellegrinaggio terreno ed è andato là dove c’è la pienezza della vita.

Oggi torniamo col cuore a quegli eventi di aprile. Di nuovo fissiamo con lo sguardo il cielo e con gli occhi della fede vediamo la finestra della casa del Padre. Vediamo in essa non soltanto Giovanni Paolo II, ma anche i nostri cari defunti. Ricordandoli e sperimentando la loro vicinanza ascoltiamo le parole del magistero pontificio. Accettiamo la sua raccoman-dazione che ci esortava ad essere con Dio nel quotidiano della nostra vita. Chi è unito a Lui mediante la fede e la carità, pregusta il cielo già qui, sulla terra. E dopo la morte il nostro Padre celeste lo prenderà a casa sua.

Preghiamo Maria affinché la nostra preghiera sia colma di fede e di fiducia in Dio, sul modello della Sua preghiera e a somiglianza della pre-ghiera del Servo di Dio Giovanni Paolo II.

TUTTI: Recitano: “Sotto la tua protezione”(si può anche fare un canto mariano).

 

Giovanni Paolo II - Maestro di verità

 

LETTORE 1: Dalla prima lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi: “Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede […] Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti” (1Cor 15, 17.19-20).

GUIDA: Tutti crediamo che Cristo è veramente risorto e che ha fatto anche noi partecipi della sua risurrezione. Ascoltiamo la testimonianza di fede del Servo di Dio Giovanni Paolo II. Meditiamo le sue parole sulla morte e come prepararsi ad essa, sulla felicità della vita eterna in unione con Dio e sul modo di vivere il mistero del cielo già qui sulla terra. Dopo ogni passo del testo meditiamo in silenzio le parole udite.

LETTORE 2: Dal testamento del Servo di Dio Giovanni Paolo II: “«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà» (cfr. Mt 24, 42) – queste parole mi ricordano l’ultima chiamata, che avverrà nel momento in cui il Signore vorrà. Desidero seguirLo e desidero che tutto ciò che fa parte della mia vita terrena mi prepari a questo momento. Non so quando esso verrà, ma come tutto il resto, depongo anche questo momento nelle mani della Madre del mio Maestro: Totus Tuus. Nelle stesse mani materne lascio tutto e tutti coloro con i quali mi ha unito la mia vita e la mia vocazione. In queste mani lascio soprattutto la Chiesa, e anche la mia Nazione e tutta l’umanità. Chiedo anche la preghiera, affinché la Misericordia di Dio si mostri più grande della mia debolezza e indegnità”.

TUTTI: Rimangono in silenzio (si può mettere un sottofondo musicale.

LETTORE 3: Dal testamento del Servo di Dio Giovanni Paolo II: “Desidero ancora una volta affidarmi totalmente alla grazia del Signore. Egli stesso deciderà quando e come devo finire la mia vita terrena e il ministero pastorale. Nella vita e nella morte Totus Tuus mediante l’Immacolata. Accettando già ora questa morte, spero che Cristo mia dia la grazia per l’ultimo passaggio, cioè per la [mia] Pasqua. Spero anche che la renda utile per la più importante causa che cerco di servire: la salvezza degli uomini, la salvaguardia della famiglia umana, e in essa di tutte le nazioni e dei popoli (tra essi il cuore si rivolge in modo particolare alla mia Patria terrena), utile alle persone che in modo particolare mi ha affidato, alla causa della Chiesa, alla gloria di Dio stesso.

TUTTI: Rimangono in silenzio (si può mettere un sottofondo musicale.

LETTORE 4: Dalla lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II agli Anziani: “Cristo, avendo varcato i confini della morte, ha rivelato la vita che sta oltre questo limite in quel «territorio» inesplorato dall’uomo che è l’eternità. Egli è il primo Testimone della vita immortale; in Lui la speranza umana si rivela piena di immortalità. «Se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consola la promessa dell’immortalità futura» (Messale Romano, Prefazio dei defunti). A queste parole che la Liturgia offre ai credenti come conforto nell’ora del commiato da una persona cara, segue un annuncio di speranza: «Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non è tolta, ma trasformata; e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un’abitazione eterna nel cielo» (Ibid.). In Cristo la morte, realtà drammatica e sconvolgente, viene riscattata e trasformata, fino a manifestare il volto di una «sorella» che ci conduce tra le braccia del Pa-dre”.

TUTTI: Rimangono in silenzio (si può mettere un sottofondo musicale.

LETTORE 5: Dall’enciclica Ecclesia de Eucaristia: “Colui che si nutre di Cristo nell’Eucaristia non deve attendere l’aldilà per ricevere la vita eterna: la possiede già sulla terra, come primizia della pienezza futura, che riguarderà l’uomo nella sua totalità. Nell’Eucaristia riceviamo infatti anche la garanzia della risurrezione corporea alla fine del mondo: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6, 54). Questa garanzia della futura risurrezione proviene dal fatto che la carne del Figlio dell’uomo, data in cibo, è il suo corpo nello stato glorioso di risorto. Con l’Eucaristia si assimila, per così dire, il «segreto» della risurrezione. Perciò giustamente sant’Ignazio d’Antiochia definiva il Pane eucaristico «farmaco di immortalità, antidoto contro la morte». […] L’Eucaristia è davvero uno squarcio di cielo che si apre sulla terra. È un raggio di gloria della Gerusalemme celeste, che penetra le nubi della nostra storia e getta luce sul nostro cammino” (n° 18).

TUTTI: Rimangono in silenzio (si può mettere un sottofondo musicale.

LETTORE 5: Dalla meditazione prima dell’”Angelus”: “La festa (di Tutti i Santi” ci incoraggia ad alzare lo sguardo verso il cielo, che è la meta del nostro pellegrinaggio terreno. Là ci attende la gioiosa comunità dei santi. Là ci incontreremo con i nostri cari defunti […]. I fedeli cristiani e le loro famiglie si recano in questi giorni ai cimiteri, dove riposano i resti mortali dei loro parenti in attesa della definitiva resurrezione. Anch’io torno in spirito alle tombe dei miei cari […]. Prego in modo particolare per le vittime degli eventi cruenti che da mesi, ed anche in questi giorni, sono la parte dell’umanità. Il ricordo tutti i defunti deve essere anche un’invocazione corale per la pace: pace per coloro che vissero nel passato, pace per i viventi, pace per coloro che vivranno […]. Affidiamo alla Madre Santissima tutti i defunti, affinché ottengano l’eterna felicità”.

GUIDA: Preghiamo per i nostri cari defunti. Ricordiamo anche coloro che non abbiamo conosciuto. Ogni giorno qualcuno chiude il cammino terreno e lascia questo mondo. Molte persone perdono la vita nei cataclismi e negli incidenti, molti cadono vittime delle guerre e degli attacchi terroristici. La nostra sincera e fiduciosa preghiera sarà per loro di aiuto.

TUTTI: Recitano una posta del rosario (o un’altra preghiera) e poi si intona un canto adatto.
 


Giovanni Paolo II - Apostolo della Riconciliazione

 

GUIDA: Il pensiero dei defunti non deve far nascere nei nostri cuori la tristezza. Se in forza della fede vediamo Giovanni Paolo II alla finestra della casa del Padre celeste, al suo fianco possiamo vedere i nostri cari che ci guardano, che sono con noi e ci aiutano. Anche noi li ricordiamo e ci uniamo a loro nel glorificare Dio. Impetriamo la misericordia di Dio per coloro che hanno ancora bisogno di purificazione. Imploriamo aiuto anche per noi:

      - Per il perdono a coloro che ci hanno lasciato senza riconciliarsi con noi e per riparare i torti da noi arrecati agli altri, Ti preghiamo.

      - Per il dono della piena riconciliazione per coloro che stanno per lasciare questo mondo;

      - Per la concordia e l’amore nelle nostre case;

      - Per l’apertura verso coloro che ci resta più difficile amare.

GUIDA: Nel messaggio pronunciato al termine della prima Santa Messa del suo pontificato, Papa Benedetto XVI ha detto: “Mi sembra di sentire la sua mano (di Giovanni Paolo II) forte che stringe la mia; mi sembra di vedere i suoi occhi sorridenti e di ascoltare le sue parole, rivolte in questo momento particolarmente a me: «Non avere paura!»”. Sentiamo anche noi la mano amica che si affretta in nostro aiuto. Non abbiamo paura. Dio è con noi. Sono con noi anche i fratelli e le sorelle, quelli in cielo e quelli sulla terra. Diamoci la mano e preghiamo.

TUTTI: Un “Padre nostro” e un canto.

 

Conclusione

 

GUIDA: Preghiamo con fiducia per ottenere il dono della beatificazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II:

O Trinità Santa, ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il Papa Giovanni Paolo II e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della tua paternità, la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore. Egli, confidando totalmente nella tua infinita misericordia e nella materna intercessione di Maria, ci ha dato un’immagine viva di Gesù Buon Pastore e ci ha indicato la santità come misura alta della vita cristiana ordinaria quale strada per raggiungere la comunione eterna con te. Concedici per sua intercessione, secondo la tua volontà, la grazia che imploriamo, nella speranza che egli sia presto annoverato nel numero dei tuoi santi. Amen.

Terminando il nostro incontro, ascoltiamo le parole del Vangelo della domenica (Mt 25, 1-13): “Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo”. Prendiamo le lampade della nostra fede e viviamo l’Eucaristia come la porta dei cieli, che si schiude già qui sulla terra.

La benedizione (se c’è un sacerdote) o il segno di croce e un canto, per esempio “Barca”.

 


LE RIFLESSIONI DI OGGI
 

 

 

 

 

.

..

.

.

.

.

.

NEWS
 
La Stampa
Preghiera

PREGHIERA

Preghiera per implorare grazie per intercessione del Servo di Dio Sommo Pontefice Giovanni Paolo II

         
Preghiera Prayer Prière Oración Pregària
Gebet Προσευχή Малітвa 祈祷
Eeskostel Rukous Lūgšana الصلاة Ayịyọ
Gebed Modlitwa Oração Modlitba Rugăciune
Молитва Modlitba Molitev Tamil Sinhala
Bön Sala Allah'in Молитва Imádság
Lời nguyện        
 
 
 

Contatti

 

Credits

 

Link & Banner

 

Suggerimenti

Homepage