La Serata di oggi è
dedicata alla preghiera.
È uno dei più importanti
argomenti riguardanti la
vita cristiana e un
rilevante tratto della
spiritualità di Giovanni
Paolo II. L’arcivescovo Stanisław Dziwisz
affermò: ”Quando mi si
chiede che cosa
costituiva la sua forza
ed il suo segreto più
profondo, non trovo
altra risposta di
questa, che era la
preghiera e l’unione con
Dio. A cominciare dalla
sua giovinezza, per
tutta la vita
sacerdotale, episcopale
e papale, era immerso in
Dio, in Lui cercava le
soluzioni ed i programmi
del suo pontificato.”
Intraprendendo questo
argomento vogliamo anche
invitare tutti quelli
che partecipano a “Le
Serate del Papa” ad
aderire alla “Scuola di
Preghiera di Giovanni
Paolo II”. I materiali
si possono ottenere
insieme ai materiali
delle „Serate”.
Il tempo per Dio
Si accende la
candela.
GUIDA: Alla
soglia del terzo
millennio il Santo Padre
chiamò tutti i cristiani
a contemplare il Volto
di Cristo. Agli occhi
del mondo la
contemplazione è una
perdita di tempo. Agli
occhi di un credente
contemplare vuol dire
„perdere” tempo per Dio.
Non fare una cosa che
può produrre un visibile
vantaggio, ma guardare
con l’attenzione e con
l’amore. La maestra
della preghiera, dalla
quale Giovanni Paolo II
imparava a fissare lo
sguardo su Cristo e ad
offrire il suo tempo a
Dio, era Maria. Nella
sua Lettera sul Rosario
scrisse su di Lei:
„Nessuno si è mai
dedicato con tanta
attenzione alla
contemplazione del Volto
di Cristo, con quanta ci
si era dedicata Maria.
Gli occhi del suo cuore
si concentrarono su di
Lui in un certo modo già
nel momento
dell’Annunciazione (…).
Quando poi lo diede alla
luce a Betlemme, allora
anche i suoi occhi
carnali cominciarono a
guardare con tenerezza
il volto del Figlio, che
Lei «fasciò e coricò in
una mangiatoia» (Lc 2,
7). Da quel momento il
suo sguardo, sempre
pieno di un’adorante
meraviglia, non si
sarebbe mai voltato da
Lui.”
Preghiamo Maria
affinché ci aiuti a
partecipare bene
all’incontro di oggi, ad
essere attenti durante
la preghiera e a fissare
il Volto di Cristo con
gli occhi della fede.
TUTTI:
Recitano „Sotto la tua
protezione” (si può
cantare un canto
mariano).
Giovanni Paolo II
- Maestro di Verità
LETTORE:
Dalla lettera di San
Paolo Apostolo ai Romani
(8, 26): „Lo Spirito
viene in aiuto alla
nostra debolezza, perché
non sappiamo pregare
come si conviene; ma lo
Spirito intercede egli
stesso per noi con
sospiri ineffabili”.
GUIDA: Con
queste parole di San
Paolo Giovanni Paolo II
cominciò la sua risposta
alla domanda di Vittorio
Messori riguardante il
suo modo di pregare, di
rivolgersi a Cristo.
Ascoltiamo che cosa il
Santo Padre disse allora
a proposito della sua
preghiera ed a proposito
della preghiera di ogni
uomo.
LETTORE: Dal
libro “Varcare la soglia
della speranza”: „Che
cos’è la preghiera?
Secondo la convinzione
più comune si tratta di
un dialogo. Nel dialogo
abbiamo sempre a che
fare con un “io” ed un
“tu”, in questo caso un
“Tu” scritto con la T
maiuscola. La prima
esperienza della
preghiera ci insegna che
l’”io” sembra condurla.
Tuttavia in seguito ci
convinciamo che la
verità è diversa.
Conduce il “Tu”, nel
quale ha l’inizio ogni
nostra preghiera (…).
Dunque è Dio il più
importante nella
preghiera. Il più
importante è Cristo, che
sempre assolve il suo
creato dalla prigionia
del male e lo conduce
alla libertà ed alla
gloria dei figli di Dio.
Il più importante è lo
Spirito Santo, che
„viene in aiuto alla
nostra debolezza”.
Sempre cominciamo la
preghiera con il
pensiero che è una
nostra iniziativa.
Invece è sempre
l’iniziativa di Dio in
noi. Esattamente come
scrive San Paolo.
Quest’iniziativa ci
restituisce la nostra
propria umanità e ci
restituisce la nostra
particolare dignità. Di
fatto, ci induce nella
più alta dignità dei
figli di Dio, che sono
speranza di tutto il
creato (…). L’uomo
raggiunge la pienezza
della preghiera non
quando vi esprime
maggiormente se stesso,
ma quando lascia che in
essa si faccia più
pienamente presente lo
stesso Dio”.
GUIDA: (Pone
domande e dopo ognuna fa
una pausa di silenzio)
Durante la preghiera Dio
è per me veramente
importante, il più
importante? In che modo
lo esprimo? Lui è per me
una Persona? Vedo in Lui
il Padre più buono, che
mi amò per primo; - che
mi aspetta; - che vuole
stringermi come un
figlio, rinforzarmi e
beneficarmi? Lui è per
me Qualcuno a chi vale
la pena offrire il
proprio tempo?
TUTTI:
Eseguono un canto che
esprime la gioia
dell’incontro con Dio.
LETTORE:
Dalla lettera „Novo
millenio ineunte”: “È
importante che quanto ci
proporremo, con l'aiuto
di Dio, sia
profondamente radicato
nella contemplazione e
nella preghiera. Il
nostro è tempo di
continuo movimento che
giunge spesso fino
all'agitazione, col
facile rischio del «fare
per fare». Dobbiamo
resistere a questa
tentazione, cercando di
«essere» prima che di
«fare». Ricordiamo a
questo proposito il
rimprovero di Gesù a
Marta: «Tu ti preoccupi
e ti agiti per molte
cose, ma una sola è la
cosa di cui c'è bisogno»
(Lc 10,41-42)” (NMI 20).
TUTTI: Per
un attimo rimangono in
silenzio e in seguito
eseguono un canto.
LETTORE:
Dalla lettera „Novo
millenio ineunte”: „Ma
ci si sbaglierebbe a
pensare che i comuni
cristiani si possano
accontentare di una
preghiera superficiale,
incapace di riempire la
loro vita. Specie di
fronte alle numerose
prove che il mondo
d'oggi pone alla fede,
essi sarebbero non solo
cristiani mediocri, ma
«cristiani a rischio».
Correrebbero, infatti,
il rischio insidioso di
veder progressivamente
affievolita la loro
fede, e magari
finirebbero per cedere
al fascino di
«surrogati», accogliendo
proposte religiose
alternative e indulgendo
persino alle forme
stravaganti della
superstizione” (NMI 34).
TUTTI: Per
un attimo rimangono in
silenzio e in seguito
eseguono un canto.
LETTORE:
Dalla lettera „Novo
millenio ineunte”:
„Carissimi Fratelli e
Sorelle, le nostre
comunità cristiane
devono diventare
autentiche «scuole» di
preghiera, dove
l'incontro con Cristo
non si esprima soltanto
in implorazione di
aiuto, ma anche in
rendimento di grazie,
lode, adorazione,
contemplazione, ascolto,
ardore di affetti, fino
ad un vero
«invaghimento» del
cuore. Una preghiera
intensa, dunque, che
tuttavia non distoglie
dall'impegno nella
storia: aprendo il cuore
all'amore di Dio, lo
apre anche all'amore dei
fratelli, e rende capaci
di costruire la storia
secondo il disegno di
Dio” (NMI 33).
GUIDA: Servo
di Dio Giovanni Paolo II
ricorda a tutte le
comunità cristiane, tra
le quali bisogna
evidenziare la famiglia
e la parrocchia, che
siano autentiche scuole
di preghiera. È uno dei
più difficili e, nello
stesso tempo, più belli
obblighi che si trovano
davanti alle nostre
comunità familiari e
parrocchiali. Il Papa
indica la strada di
sviluppo della nostra
preghiera. Essa conduce
dalla semplice
implorazione, attraverso
l’adorazione, la
contemplazione,
l’ascolto, l’ardore di
affetti, fino ad un vero
«invaghimento» del
cuore. Questa strada è
splendida, ma anche
difficile. Ognuno di noi
si trova su di essa. Non
è da oggi che preghiamo.
Tuttavia adesso Dio ci
da un particolare
maestro. Da Giovanni
Paolo II possiamo
imparare una preghiera
piena di fiducia e
capace di cambiare la
nostra vita.
Da questa verità è
nato il desiderio della
“Scuola di preghiera di
Giovanni Paolo II”. Essa
sorge dalla riflessione
sull’insegnamento del
Papa, vissuta durante la
“Serate”, come la
seconda importante
strada di indagare la
spiritualità di Servo di
Dio Giovanni Paolo II.
Invitiamo tutti a
intraprendere
quest’approfondita
formazione della
preghiera. Dal novembre
2005 cominciarono ad
apparire i primi
materiali della “Scuola
di preghiera di Giovanni
Paolo II”. Allo stesso
modo delle “Serate”,
esse hanno forma di un
foglio sul quale si
trovano i testi delle
riflessioni e preghiere
mensili, come anche
degli incontri dedicati
alle questioni
riguardanti la
preghiera. Contengono
anche insegnamenti del
Papa dedicati alla
preghiera, testimonianze
sulla sua vita della
preghiera e testi delle
preghiere da lui
composte e praticate.
Preghiamo Maria,
che costituisce per
tutti un esempio di
devozione a Dio,
affinché supplichi per
noi la grazia della
preghiera piena di
fiducia e dell’amore.
TUTTI:
Recitano una posta del
rosario, le Litanie
della Madonna o un’altra
preghiera e poi eseguono
un canto adatto.
Giovanni Paolo II
- Apostolo della
Riconciliazione
GUIDA: Nel
libro “Alzatevi,
andiamo!” Giovanni Paolo
II dichiarò: “Io
semplicemente prego per
TUTTI ogni
giorno. Quando incontro
un uomo, prego per lui e
questo sempre aiuta nel
contatto con lui (…).
Accolgo ognuno come una
persona che Cristo manda
da me – la quale Lui mi
da e nello stesso
assegna come un
compito”.
Preghiamo il Santo
Padre che ci insegni
l’arte di avvicinarci
agli uomini con
semplicità e
benevolenza. Pieni di
fiducia nella sua
intercessione,
preghiamo:
- Per l’armonia e
l’amore nelle famiglie,
Preghiamo…;
- Per la capacità
di ammettere la propria
colpa e per la
disponibilità a
perdonare;
- Per il perdono
delle nostre
trascuratezze nella
preghiera e per saper
cercare le strade di
riconciliazione;
- Per il dono della
preghiera per coloro che
non pregano.
GUIDA:
Durante il carnevale
spesso cerchiamo la
gioia negli svaghi e nel
divertimento. Non
sappiamo però essere
veramente allegri quando
sentiamo che siamo
lontani da Dio oppure
quando siamo in lite con
le persone che ci sono
care. Abbiamo bisogno
della preghiera e della
pace con il prossimo.
Per questo diamoci la
mano e preghiamo.
TUTTI: Un
“Padre nostro” e un
canto.
Conclusione
GUIDA: O
Trinità Santa, ti
ringraziamo per aver
donato alla Chiesa il
Papa Giovanni Paolo II e
per aver fatto
risplendere in lui la
tenerezza della tua
paternità, la gloria
della Croce di Cristo e
lo splendore dello
Spirito d’amore. Egli,
confidando totalmente
nella tua infinita
misericordia e nella
materna intercessione di
Maria, ci ha dato
un’immagine viva di Gesù
Buon Pastore e ci ha
indicato la santità come
misura alta della vita
cristiana ordinaria
quale strada per
raggiungere la comunione
eterna con Te. Concedici
per sua intercessione,
secondo la tua volontà,
la grazia che
imploriamo, nella
speranza che egli sia
presto annoverato nel
numero dei tuoi santi.
Amen.
„La mattina, quando
era ancora notte, Gesù
si alzò, uscì e se ne
andò in un luogo deserto
e là pregava” (Mc 1,
29-39). Queste parole
dalla Parola domenicale
ci accompagnino per
tutta la settimana e ci
aiutino a trovare il
posto giusto per la
preghiera nella nostra
vita.
La benedizione (se
è presente un sacerdote)
o il segno della croce e
un canto.