Giovanni Paolo II
Scuola di Preghiera indietro

Conosciamo bene il richiamo di Giovanni Paolo II presentato nella soprannominata lettera: "Per la pedagogia della santità c'è bisogno di un cristianesimo che si distingua innanzitutto nell'arte della preghiera (NMI 32). È il segreto di un cristianesimo veramente vitale, che non ha motivo di temere il futuro,( NMI 32)…le nostre comunità cristiane devono diventare autentiche «scuole» di preghiera (NMI 33)".

 

Per un cristiano sono innanzitutto la famiglia e la Parrocchia ad essere scuole di preghiera. Se i genitori mettono in pratica la preghiera, se i bambini e i giovani frequentano la catechesi e se tutti i membri della famiglia partecipano alla vita delle comunità parrocchiali allora ogni componente della famiglia, in modo naturale, conquista una capacità elementare di preghiera. Ma questa capacità come tale è sufficiente? Spesso la vita delle persone rivela che la preghiera si ferma alla recitazione superficiale di formule preconfezionate senza sperimentare la profonda unione con Dio.

 

Quando osserviamo, invece, la preghiera di Giovanni Paolo II vediamo che anche quelli che pregano tanto potrebbero imparare molto da lui. Una volta scrisse: "Ci si sbaglierebbe a pensare che i comuni cristiani si possano accontentare di una preghiera superficiale, incapace di riempire la loro vita. Specie di fronte alle numerose prove che il mondo d'oggi pone alla fede, essi sarebbero non solo cristiani mediocri, ma «cristiani a rischio». Correrebbero, infatti, il rischio insidioso di veder progressivamente affievolita la loro fede, e magari finirebbero per cedere al fascino di «surrogati», accogliendo proposte religiose alternative e indulgendo persino alle forme stravaganti della superstizione".

 

Ai partecipanti della "Scuola di preghiera di Giovanni Paolo II" vengono proposte le seguenti esigenze: 1 - Far permeare la propria preghiera con lo spirito "Totus Tuus";  2 - coltivare le preghiere care a Giovanni Paolo II e soprattutto l'adorazione del Santissimo; 3 - imparare a vivere l'Eucaristia come «fonte e culmine di tutta la vita cristiana» (Lumen Gentium, 11). Nel corso dei mesi e poi degli anni successivi, seguendo l'insegnamento del Papa e di altri insegnanti della fede, sviluppiamo quelle abilità. La preghiera trasformata, della quale il culmine è l'Eucaristia, rinnova tutta la vita dell'uomo.

 

Un ruolo essenziale per la realizzazione del progetto che sta a cuore alla "Scuola di Giovanni Paolo II" ce l’hanno gli esercizi spirituali. Costituiscono un periodo di grazia, di riflessione e di riscoperta del vero significato della preghiera nonché della possibilità di conoscere i percorsi del suo sviluppo nella propria vita.

 

Don Stanisław Szczepaniec

 


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Preghiera per implorare grazie per intercessione del Servo di Dio Sommo Pontefice Giovanni Paolo II

         
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