Giovanni Paolo II
Scuola della Comunione indietro

Ancora due parole sulla terza scuola. Il servo di Dio Giovanni Paolo II la chiama così: “Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la grande sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo (NMI 43)".

 

I compiti pastorali tracciati in queste parole stanno tra quelli più difficili. È sempre presente l'individualismo e la mancanza di cooperazione, si manifestano continuamente divisioni e spaccature, quasi ogni giorno si sente che uno lotta contro l'altro.

 

La scuola di comunione vuol dire innanzitutto accostarsi in modo sollecito e colmo di fede ai sacramenti, soprattutto quelli di riconciliazione ed eucaristia. In essi avviene la guarigione interiore, l'avvicinamento dell'uomo a Dio e quello reciproco tra gli uomini.

 

Non vuol dire comunque che si può fare a meno di altre iniziative, grazie alle quali possiamo diventare ancora di più una cosa sola e sviluppare le capacità di lavorare insieme. Così nasce una proposta di introdurre nei ritmi della Parrocchia certi avvenimenti della fede


i quali aiuterebbero a riflettere sul mistero dell'unità e insegnerebbero a tutti la collaborazione tra i suoi membri, essendo nello stesso tempo una grande preghiera per quella intenzione. Si può iniziare con un'incontro chiamato "La serata di Giovanni Paolo II".

 

Il servo di Dio Giovanni Paolo II ha ottenuto un dono particolare di avvicinare gli uomini a Dio e anche tra loro stessi. Attorno a lui si riunivano anche quelli che tutti i giorni erano molto lontani tra loro. In più l'esperienza dei suoi funerali divenne un segno straordinario dell'unità.

 

Richiamando quel carisma del Papa, riascoltando le sue parole e pregando la sua intercessione, ci raccogliamo insieme nelle case e nelle chiese una volta al mese. Di solito lo facciamo nel giorno in cui si ricorda il suo ritorno dal Padre, ossia nel primo sabato del mese. Prima meditiamo su un tema, riascoltiamo l'insegnamento di Giovanni Paolo II e poi uniamo le nostre voci pregando: "Scenda il Tuo Spirito e rinnovi la faccia della terra, questa terra". Così ha pregato il Papa a Varsavia durante il suo primo pellegrinaggio in Patria. I polacchi credono che quella preghiera li abbia riuniti. Allora sono diventati una cosa sola e sono stati capaci di opporsi al sistema totalitario.

 

Durante i funerali di Giovanni Paolo II il segno dell'unità era comune, diffuso in tutto il mondo. Crediamo che fosse anche il frutto della sua preghiera: "Scenda il Tuo Spirito e rinnovi la faccia della terra, terra intera". Per questo ripetiamo ancora più intensamente quella preghiera insieme al gruppo di persone, sempre più ampio, che la rivolgono a Dio. Preghiamo per l'unità delle nostre famiglie e delle parrocchie, per le nostre città e paesi, per il mondo intero.  

 

 Gli incontri di preghiera e di formazione chiamati "La serata di Giovanni Paolo II" sono iniziati nel primo sabato di luglio 2005 nel Santuario della Misericordia Divina a Łagiewniki. Da quel giorno, nel posto dove Giovanni Paolo II ha affidato il mondo alla Misericordia Divina, il primo sabato del mese, tre le 21.00 e le 21.37 si riuniscono quelli che desiderano seguire l'insegnamento di Giovanni Paolo II e pregare per il perdono e per la riconciliazione.

 

Don Stanisław Szczepaniec

 


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