Quando, nell’aprile 2005, Giovanni Paolo II
lasciava questo mondo, molti credenti
sperimentavano ciò che sperimentò il profeta
Eliseo. Egli, congedandosi dal suo maestro
Elia, gli chiedeva: “Due terzi del tuo
spirito diventino miei” (2 Re 2, 9). La
richiesta del giovane Eliseo fu esaudita.
Vide il suo maestro salire in alto, verso il
cielo, su un carro di fuoco. Accettò da lui
anche il mantello, che divenne per lui il
segno della protezione divina. Colpendo con
il mantello le acque del Giordano, convinto
di avere dentro di sé la potenza di Elia,
sperimentò il miracolo della separazione
delle acque. Coloro che videro questo,
constatarono: “Lo spirito di Elia si è
posato su Eliseo” (2 Re 2, 15). Il libro
della Bibbia, che descrive questo evento,
ripete per due volte la convinzione che il
mantello che Eliseo prese con sé era caduto
giù “da lui” (2 Re 2, 13. 14). Quel segno
visibile diventò il dono personale del
maestro al discepolo. Era qualcosa di più di
un ricordo, perché svolgeva il ruolo di uno
strumento di cui cominciò a servirsi
efficacemente.
Guardiamo in questo modo l’eredità di Giovanni Paolo II. Egli saliva al
cielo su un “carro di fuoco” che era
diventata tutta la terra che ardeva con un
numero incalcolabile di candele. Abbiamo
visto la sua dipartita e crediamo che lo
Spirito del Signore, che lo guidava, ha
riempito anche i nostri cuori. Perciò con
coraggio partiamo per intraprendere l’opera
di una nuova evangelizzazione. Accettiamo da
lui anche la regola di vita che si esprime
con le parole: “Totus Tuus”. La mettiamo su
di noi come il “mantello del profeta”, come
dono personale del maestro ai discepoli.
Nei giorni della sua morte e del funerale
la gente cominciò a pregare di più e tendere
più le mani verso i fratelli. Gli uomini si
sentirono chiamati ad un nuovo slancio e ad
assumersi dei nuovi compiti. Da quei giorni,
in varie parti del mondo, sorgono
spontaneamente delle opere apostoliche che
si ricollegano alla persona e
all’insegnamento di questo Grande Papa. Con
una sempre maggiore chiarezza si sta
sviluppando nella Chiesa il movimento degli
apostoli del terzo millennio che cercano
vivere del Vangelo e portare al mondo
Cristo, come lo faceva Giovanni Paolo II.
Più cresce il numero delle comunità che
vedono la propria genealogia negli eventi
dell’aprile 2005, più numerose sono le
richieste di materiali utili per una
sistematica formazione personale e
comunitaria, fatta proprio in questo
spirito. La presente proposta è un tentativo
di dare una risposta a un tale bisogno. Essa
non vuole spegnere le iniziative già
esistenti, ma vuole che ciascuna sia
ispirata dal pensiero e dalla spiritualità
di Giovanni Paolo II. La proposta si esprime
mediante tre compiti:
1.
Una costante riflessione sul magistero
del Papa: le “Serate di Giovanni Paolo
II”
2. La formazione interiore alla
“Scuola di Preghiera di Giovanni Paolo II”
3. Il servizio della carità
ispirato dal programma: «Fantasia della
carità».
L’importante caratteristica dei compiti
proposti è la loro forma semplice. Non
richiedono straordinarie azioni esteriori,
sono invece un invito ad un sistematico
lavoro su se stessi e una paziente
penetrazione dello spirito del Vangelo nella
propria vita. Possono usufruirne sia le
comunità parrocchiali sia i piccoli gruppi,
le famiglie e le persone singole.
Le proposte presentate nacquero nei
gruppi di preghiera collegati con il
Santuario della Divina Misericordia a
Cracovia - Łagiewniki. Lì, il 17 agosto 2002
Giovanni Paolo II disse: “Si compia la salda
promessa del Signore Gesù: da qui deve
uscire «la scintilla che preparerà il mondo
alla sua ultima venuta» (cfr. Diario, 1732 –
ed. it. P. 568). Bisogna accendere questa
scintilla della grazia di Dio. Bisogna
trasmettere al mondo questo fuoco della
misericordia”.