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L'immacolata concezione,
redenzione perfetta compiuta da Cristo
L'origine immacolata della vita
di Maria si lega strettamente al mistero della
Redenzione e trova in esso il suo fondamento.
Giovanni Paolo Il continua l'insegnamento della
bolla lneffabilis Deus di Pio IX su Maria
redenta “in vista dei meriti di Gesù Cristo (intuitu
meritorum Christi Jesu), Salvatore del genere
umano”, cioè preservata da ogni macchia di peccato
originale.
Nella riflessione teologica sulla redenzione di
Maria compiuta nel momento del concepimento,
Giovanni Paolo Il si richiama alla Sacra Scrittura,
e soprattutto al
Protoevangelo
(Gen
3, 15), all'annunciazione (Lc l, 28), alla
Lettera agli
Efesini
(1, 3-14) e
all' Apocalisse (Ap 12). Vede
in queste testimonianze bibliche “una fonte
scritturale della verità dell'Immacolata Concezione
di Maria”. In diverse occasioni mostra Maria come
“prima redenta”, e definisce la sua immacolata
concezione "prima meraviglia della redenzione". Essa
fa parte dell' opus redemptionis compiuto da
Cristo Redentore conformemente alla volontà del
Padre.
"Professando la verità
dell'Immacolata Concezione di Maria, ci radichiamo
al tempo stesso nella profondità della realtà della
Redenzione" - insegna Giovanni Paolo II. Cosa è
secondo il Papa la "Redenzione"? Nell' enciclica
Redemptor hominis la definisce "tremendo mistero
dell' amore, in cui la creazione viene rinnovata".
Il Redentore mandato dal Padre rivela l'Amore che è
"più grande del peccato" ed "è più potente della
morte". Proprio questo Amore rivelato "all'origine"
nella Creazione, dopo la caduta dell'uomo appare
nella Redenzione. «"Dio infatti ha tanto amato il
mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché
chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita
eterna" (Gv 3, 16). Ecco la definizione dell'amore
nel suo significato redentivo! Ecco il mistero della
Redenzione, definito dall' amore.
L'unigenito Figlio è colui che
prende questo amore dal Padre e lo dà al Padre,
portandolo al mondo. L'unigenito Figlio è colui che,
per questo amore, dà se stesso per la salvezza del
mondo: per la vita eterna di ogni uomo, suo fratello
e sorella».
Il mistero dell' immacolata
concezione è segno particolare dell'amore redentivo
di Dio. Per questo per Giovanni Paolo II Maria
appare come Colei, che dal primo momento della sua
esistenza «partecipa della grazia salvifica e
santificante e di quell'amore che ha il suo inizio
nel "Diletto", nel Figlio dell' eterno Padre».
Grazie all'immacolata concezione Maria non ha
sperimentato mai quella “lontananza da Dio”
provocata dal peccato originale, ma “fu subito
situata nel rapporto d'amore con Dio”; già
dall'inizio della sua esistenza “l'amore redentore
del suo Figlio l'ha abbracciata e penetrata”.
Conseguenza dell'operare salvifico dell'amore del
Redentore nell'immacolata concezione è pertanto non
solo che Maria sia "preservata" dal peccato, ma che
nello stesso tempo l'amore di Dio la "riempia" e la
"trasformi".
L'operare
salvifico del Redentore in Maria si caratterizza per
l'eccezionalità che la teologia e il Magistero della
Chiesa esprimono con la formula "sublimiore modo
redempta", cioè "redenta nel modo più sublime".
Giovanni Paolo II indicando questa "eccezionalità"
della redenzione di Maria, spiega che l'unica opera
di salvezza del Cristo, comprendente tutti gli
uomini, ha rivelato la sua potenza nell' immacolata
concezione come "preservazione" dal retaggio del
peccato originale. Proprio in questo il Papa vede la
"perfezione" della redenzione di Maria: “mentre
tutti gli altri esseri umani sono liberati dal
peccato, ella
ne è stata preservata, per la
grazia redentrice di Cristo”, beneficiando “per
anticipazione dei meriti del sacrificio della
croce”. Per questo Giovani Paolo II non esita a dire
che l'Immacolata Concezione “è un privilegio unico”.
Questa "unicità" poi non consiste nel fatto che
Maria è stata salvata, ma nel come ha
sperimentato l'azione del Salvatore (l'essere
preservata dal peccato e il dono della pienezza
della grazia). Per Giovanni Paolo II l'evento
dell'immacolata concezione è anche conferma
dell'unica mediazione salvifica di Cristo: “Maria
dona al mondo il Redentore, dalla cui redenzione
essa stessa dipende, perché nessuno si salva da se
stesso: è Cristo il salvatore di tutti ("solus
Christus")”.
Di conseguenza, la riflessione
di Giovanni Paolo II sul mistero della salvezza di
Maria lo porta a mostrare in modo chiaro la
dimensione pasquale dell'immacolata concezione.
Richiamando la testimonianza della liturgia, ricorda
che la Chiesa saluta Maria come suo "esordio",
perché "nell' evento della concezione immacolata
vede [ ... ] anticipata [ ... ] la grazia salvatrice
della Pasqua. L'Immacolata come "primizia dei
redenti" si trova nel cuore del mistero pasquale; ne
mostra la profondità e annuncia “un Dio
misericordioso, che non si arrende al peccato dei
suoi figli”.
Penetrando nel mistero della
redenzione di Maria il Papa si richiama alla
categorie della "illuminazione" e della "vita".
Maria è "la creatura che riceve in maniera speciale
i raggi della luce redentrice", che ha sperimentato
la vittoria della luce sulle tenebre del peccato.
Come redenta ha ricevuto la "pienezza della vita" ed
è la prima che "riceve la vita" dal suo Figlio, il
Salvatore. Tale immagine della redenzione di Maria
tutela dal ridurre il dogma dell'immacolata
concezione alla comprensione di esso solo in
categorie di assenza di peccato originale.
Nell'insegnamento di Giovanni Paolo II scopriamo
decisamente qualcosa di più. Il Papa, ispirato dal
Concilio Vaticano
II,
sviluppa chiaramente un
modo di concepire questa verità mariana in una
prospettiva positiva, che svela in modo particolare
l'azione e la presenza dello Spirito Santo.
Janusz Kumala Mic
©
Pontificia
Academia Mariana Internationalis