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L'immacolata concezione nel
mistero della mirabile iniziativa di Dio Padre
L'eccezionalità
dell' evento dell' immacolata concezione non può
essere motivo per isolare in qualche modo questa
verità dall'intero piano
della salvezza, scaturente dall'infinito amore del
Padre che "ci ha scelti [in Cristo] prima della
creazione del mondo, per essere santi e immacolati
al suo cospetto nella carità" (Ef 1, 4). Giovanni
Paolo II vede la persona di Maria inserita
profondamente in quel "piano salvifico comprendente
tutta la storia dell'umanità" ed è, nello stesso
tempo, convinto che “il piano provvidenziale della
Santissima Trinità sia la realtà centrale della
rivelazione e della fede”. Per Giovanni Paolo II
l'inizio santo di Maria è fatto storico-salvifico,
che conduce alle “verità della creazione” e invita a
“riflettere profondamente sulla volontà creatrice e
redentrice di Dio”.
Dio ha creato il
mondo e l'uomo per amore e per questo stesso motivo
lo conserva in vita. È il Dio che ama la vita (cf.
Sal 145, 9). La Sacra Scrittura presenta l'opera
della creazione come frutto dell'amore di Dio
Creatore. Donde Giovanni Paolo II meditando sul
mistero della creazione, indica la categoria del
"dono", e l'opera del Creatore (Datore del dono) la
definisce "donare", perché “là dove c'è amore, c'è
dono”. In questo contesto biblico
Giovanni Paolo II parla dell'
"amore eterno" del Padre, la cui Paternità «sin dal
principio si è espressa nella creazione del mondo,
nella donazione all'uomo di tutta la ricchezza del
creato, nel farlo "poco meno degli angeli" (Sal 8,
6), in quanto creato “ad immagine ed a somiglianza
di Dio" (cf. Gen 1,26)”. Per Giovanni Paolo II il
mistero dell'immacolata concezione di Maria dice che
ella è “capolavoro di Dio Padre”, cioè “è la
creatura ideale come Dio l'ha sognata”. Il Papa vede
dunque nell'Immacolata l'ideale dell'uomo creato ad
immagine e somiglianza di Dio. Proprio
nell'immacolata concezione si rivela l'agire di Dio,
che "pone in atto la sua volontà salvifica di
ristabilire lo stato della giustizia primordiale",
per questo “già dall'inizio della sua esistenza la
Madre del Messia fu avvolta dall'amore redentivo e
santificante di Dio”. Questa verità di Maria
concepita senza peccato originale come paradigma
della persona umana secondo il piano originario di
Dio, Giovanni Paolo II la esprime servendosi della
categoria della “bellezza”. Nella teologia mariana
di ammirazione e fascino che notiamo nel Papa, Maria
appare di una "Bellezza straordinaria", che “è
pienamente conosciuta soltanto da Dio” ed ha in Lui
il suo inizio. Si tratta naturalmente della
bellezza spirituale, che - ricorda il Santo Padre
l'angelo Gabriele ha espresso con le parole: “O
piena di grazia”.
L'evento dell'immacolata
concezione ci "rivela" Dio Creatore come "autore
della bellezza" (Sap 13, 3), mentre la persona
dell'Immacolata diventa riflesso della bellezza
divina: “Maria è colei che, fin dalla sua concezione
immacolata, più perfettamente riflette la divina
bellezza”. “Per il fatto di essere interamente
penetrata dalla grazia, all'interno della sua anima
tutto è armonia, e la bellezza dell'essere divino si
riflette in lei nella maniera più commovente”.
Secondo Giovanni Paolo II il mistero dell'
immacolata concezione svela non solo la volontà
creatrice del Padre in rapporto all'uomo, ma anche
il Suo piano di salvezza nel Figlio. Il Papa
affronta quindi la riflessione sul mistero
dell'elezione eterna di Maria concepita senza
peccato originale. Nel piano salvifico del Padre,
Maria occupa un suo posto determinato come “Madre
di colui, al quale il Padre ha affidato l'opera
della salvezza”. Il piano del Padre riguardante
l'Incarnazione del Figlio di Dio è strettamente
legato alla "previsione" e alla "elezione" di Maria
a Madre della Parola fatta carne. Giovanni Paolo II
colloca in quella "elezione eterna" anche il mistero
dell' immacolata concezione. Mostrando questa verità
nel contesto del "mistero dell'elezione" di ogni
uomo, il Papa si richiama alla Lettera agli Efesini
e spiega: "In lui infatti, in Cristo,
Dio l'ha scelta prima della
creazione del mondo per essere santa e immacolata al
suo cospetto (cf. Ef 1, 4). Sì. Il Padre Eterno ha
scelto Maria in Cristo; l'ha scelta per Cristo; l'ha
fatta santa, anzi santissima. E il primo frutto di
questa elezione e vocazione divina fu
l'Immacolata
Concezione”. Dio Padre "volle" per suo Figlio una
Madre "assolutamente pura": “Tra la Madre e il
Figlio egli ha voluto che non esistesse alcuna
barriera; nessuna ombra doveva offuscare le loro
relazioni. Per questo Maria è stata creata
immacolata: nemmeno per un istante ella è stata
sfiorata dal peccato”. La vocazione alla maternità
divina decide dell' eccezionalità dell' elezione,
che assume la forma di immacolata concezione. Essa
non divide però Maria dagli altri uomini - anch'essi
eletti e amati in Cristo da sempre - ma si iscrive
nel piano universale delle "predestinazioni di Dio",
di cui l'icona più perfetta è Maria, la cui elezione
è “del tutto eccezionale ed unica”.
Giovanni Paolo II scopre nel
mistero dell'immacolata concezione il segno della
volontà creatrice e redentrice del Padre, che rivela
l'iniziativa disinteressata e piena d'amore
("mirabile") di Dio di salvare l'uomo. L'Immacolata
come "prima redenta, conferma che «il Dio della
creazione si rivela come Dio della Redenzione, come
Dio "fedele a se stesso" (cf. lTs 5, 24), fedele al
suo amore verso l'uomo e verso il mondo, già
rivelato nel giorno della creazione».
L'immagine di Maria così
mostrata è straordinariamente necessaria nel
contesto dell'antropologia contemporanea, che
rifiuta Dio per l'uomo o cerca anche di interpretare
il mistero dell'''origine di Maria" solo ad un
livello antropologico, senza riferirlo a Dio. B.
Forte nota giustamente: “Contro l'idea dell'uomo
arbitro assoluto del proprio destino e artefice
unico del proprio progresso, alta e pura risuona
l'affermazione dell'assoluto primato dell'iniziativa
di Dio nella storia della redenzione, che si
manifesta in maniera singolare nella storia della
Vergine Madre del Signore”.
Janusz Kumala Mic
©
Pontificia
Academia Mariana Internationalis